Mediaset

Mediaset punta con decisione sul progetto del gruppo tv generalista paneuropeo. Lo ha dichiarato al Sole 24 Ore il vicepresidente e a.d. Pier Silvio Berlusconi, rammaricandosi dei due anni persi nel contenzioso con Vivendi. L'obiettivo è chiaro: crescere dimensionalmente per aumentare i ricavi e creare sinergie ed efficienze. Berlusconi punta a un accordo con 1 o 2 altri broadcaster continentali: i contatti sono in corso con partner finanziari e industriali. Mediaset Espana farà parte del progetto e secondo il Sole la fusione del gruppo iberico potrebbe rappresentarne il primo passo. In base a quanto raccolto dal quotidiano sono ripresi i contatti con Discovery, mentre anche il britannico Channel 4 (in via di privatizzazione) potrebbe essere un'opportunità molto interessante, a patto che venga liberata dai vincoli di servizio pubblico. Su Prosiebensat, di cui Mediaset è primo azionista con il 25%, la situazione è più articolata. E' noto che secondo i rumors il gruppo di Cologno Monzese non è ben visto dagli altri azionisti dell'emittente tedesca. Berlusconi ha respinto questa impostazione ma ha anche precisato che prima o poi ci dovrà essere un confronto con gli altri soci. Interessante l'analisi sugli asset di Prosiebensat: il gruppo ha tre business diversi ovvero broadcasting, dating e consumer. I secondi due sembrano non interessare a Berlusconi mentre sul primo ha la certezza che crei valore: potrebbe essere un indizio di un possibile spezzatino del gruppo tedesco con Mediaset che acquisisce il controllo del broadcasting. Da un punto di vista grafico osserviamo che il titolo sta attaccando le resistenze rappresentate dai massimi allineati visti tra luglio 2018 e agosto 2019 a 3,00-3,10 euro. Il perentorio superamento di questi riferimenti creerebbe le premesse per ulteriori estensioni verso 3,40-3,50 almeno, con obiettivo successivo (medio-lungo termine) in area 4,90 (massimi del 2015). Discese sotto 2,75-2,80 anticiperebbero invece un test del supporto dinamico attualmente in transito per 2,65: in caso di rottura seguirebbe un approfondimento sul minimo di fine aprile a 2,30.

STMicroelectronics

STMicroelectronics positivo giovedì in scia all'annuncio del lancio di un programma di buy back dal controvalore massimo di 1,04 miliardi dollari (0,88 miliardi di euro, pari a oltre 38 milioni di azioni e al 3,1% del capitale alle quotazioni attuali) da completare entro tre anni. Attualmente il gruppo detiene 8 milioni di azioni proprie (0,9% del capitale). Il piano è volto a sostenere i piani di incentivazione per i dipendenti e al servizio del potenziale regolamento delle obbligazioni convertibili in circolazione. La risposta del mercato alla notizia è stata positiva, il titolo si è spinto fino ad un massimo intraday di quota 31,49 euro per poi stornare in area 30,70/80 (chiusura di mercoledì a 30,605). Il titolo giovedì è salito in vista della trend line ribassista disegnata dal massimo del 15 febbraio, passante in area 31,65. Oltre quella resistenza atteso il test di 32,10, 50% di ritracciamento del ribasso dal picco di febbraio, ultimo ostacolo al ritorno sui massimi di aprile a 33,72 euro. Solo sotto 30,30, base del canale crescente disegnato dai minimi di maggio, rischio di accelerazioni al ribasso verso 28,25 almeno.

Danieli&C

Bel rialzo per Danieli&C, +4,73% a 23,30 euro, che estende il rimbalzo partito ieri a metà seduta. A inizio settimana Banca Akros ha confermato la raccomandazione accumulate e il target a 24,60 euro. Danieli & C. è tornata ad attaccare un ostacolo determinante in area 23/23,50, massimo di giugno e punto di passaggio della trend line che scende dai massimi di febbraio 2014. Una vittoria decisa su questo riferimento di lungo periodo spalancherebbe le porte al test dei massimi del 2014 a 26,94 euro, con target intermedio a 24,50 euro. Al contrario, sotto 21,45 i prezzi potrebbero ripiegare verso area 20.

(SF - www.ftaonline.com)