Campari

Buone indicazioni per Campari. Ieri l'a.d. Bob Kunze-Concewitz, in occasione dell'apertura del Terrazza Aperol a Venezia, ha dichiarato a Reuters che le vendite di Aperol continueranno a crescere a doppia cifra nei prossimi anni, riuscendo ad attrarre consumatori tra gli appassionati di birra. Anche la francese Pernod Ricard prevede un cambiamento dei gusti dei consumatori: meno birra e più cocktails. Il manager ha affermato di non essere preoccupato per le imitazioni del popolare aperitivo: a maggio Moet Hennessy (gruppo LVMH) ha lanciato il Chandon Garden Spritz. Secondo Kunze-Concewitz i tentativi di imitazione "premium" sono positivi perché allargano la categoria degli aperitivi. Il manager ha ribadito la strategia di crescita di lungo termine tramite acquisizioni. L'analisi del grafico di Campari mette in evidenza la correzione originata dal massimo storico a 12,28 euro toccato il 13 agosto. Il titolo è sceso a testare dall'alto l'ex resistenza a 11,50 circa, rimbalzando con prontezza. Sembrano esserci le condizioni per un ritorno sul record: conferme in tal senso oltre 11,85-11,90. Il superamento di 12,28 riattiverebbe la tendenza ascendente di fondo verso 12,60 in prima battuta e successivamente in direzione di 13,50. Discese confermate in chiusura di seduta sotto 11,50 favorirebbero invece un'estensione della correzione verso 10,90-11,00 almeno.

Finecobank

Finecobank perde terreno e tocca i minimi da inizio mese dopo che la Banca d'Italia ha determinato il requisito minimo dei fondi propri e delle passività ammissibili (MREL). Il requisito deve essere rispettato su base consolidata a partire dal 1° gennaio 2024, con un livello-obiettivo intermedio vincolante dal 1° gennaio 2022. FinecoBank dovrà rispettare un requisito MREL pari al 18,33% del TREA (esposizione al rischio) – 20,83% comprensivo del Combined Buffer Requirement – e pari al 5,18% del LRE (esposizione complessiva per la leva finanziaria), con target intermedio al 1° gennaio 2022 pari al 4,11%. Successivamente Finecobank ha precisato che il "parametro TREA (Total Risk Exposure Amount) è ampiamente in linea, visto che al 30 giugno risultava pari a 29,87% (contro il 18,33%, 20,83% comprensivo del Combined Buffer Requirement richiesto a partire dal 1 gennaio 2022). Anche per quanto riguarda il parametro LRE (Leverage Risk Exposure) il dato è in linea con i requisiti, visto che al 30 giugno risultava pari al 4,03% (a fronte di un 4,11% del requisito interim richiesto dal 1 gennaio 2022)". Il titolo ha toccato un minimo intraday a 15,535 euro per poi risalire in area 15,60, comunque in calo dalla chiusura di lunedì a 15,99 euro. La discesa delle ultime ore avvicina i prezzi al supporto critico offerto a 15,415 dal massimo del 15 febbraio, livello superato al rialzo il 5 agosto. Fino a che le quotazioni rimarranno al di sopra di area 15,40 la flessione potrà essere considerata un fisiologico "return move" a testare dall'alto la ex resistenza, ora con funzione di supporto, e le prospettive di una successiva fase crescente non verranno messe in discussione. La violazione di area 15,40 potrebbe invece anticipare una flessione più ampia, con obiettivo verso i 14 euro. Oltre area 16 atteso il ritorno sul massimo di agosto a 16,41, poi target a 17,40 euro circa.

Fiera Milano

Fiera Milano balza in avanti e tocca i massimi da fine giugno in scia a quanto riferito ieri dal Sole 24 Ore. E' stata accolta dalla Commissione Europea la richiesta del Governo italiano di eliminare il tetto sugli aiuti destinati agli operatori del settore fiere e congressi pesantemente penalizzati dall'emergenza COVID-19. Il ministero del Turismo ha quindi sbloccato fondi per complessivi 520 milioni di euro, di cui 200 destinati al settore fiere. Da un punto di vista grafico il titolo è riuscito a lasciarsi alle spalle gli ostacoli in area 3,55/3,60 accelerando verso 3,90 euro, trend line che scende dai top di aprile. Oltre questo riferimento possibile allungo verso i 4,00 euro ma solo il ritorno in pianta stabile sopra quest'area permetterebbe ai prezzi di consolidare i progressi e di estendere il movimento partito lo scorso autunno verso almeno 4,93 circa, base del gap di febbraio 2020. Discese sotto 3,40 metterebbero in discussione le attese di crescita anticipando il ritorno in area 2,90/3,00.

(SF - www.ftaonline.com)