Leonardo

Ottima performance ieri per Leonardo, toccati a 7,1380 euro i massimi da metà giugno. Ricordiamo le indiscrezioni di martedì del Il Giornale secondo cui il gruppo in autunno potrebbe riprendere in mano il progresso di quotazione a Wall Street della controllata DRS: l'ipotesi è un collocamento del 35% del capitale con un incasso fino a 1,2 miliardi di dollari (1,02 miliardi di euro). Il quotidiano ha riferito anche di un'offerta a breve da parte di Fincantieri +0,9% per la ex Oto Melara, azienda di armamenti di La Spezia confluita nella divisione Sistemi di Difesa di Leonardo. Leonardo ha attaccato mercoledì importanti ostacoli a 7,00 euro circa dopo averli messi sotto pressione per tutto il mese di agosto. Conferme oltre questo riferimento aprirebbero spazi di crescita verso 7,40/7,45, massimi di aprile e giugno, poi verso i massimi annuali a circa 8,00 euro. Discese sotto 6,65 metterebbero invece in discussione tale ipotesi, ma solo alla violazione della trend line che sale dallo scorso novembre, a 6,38 circa, le prospettive volgerebbero in negativo.

Prysmian

Prysmian in territorio positivo mercoledì grazie alla decisione di Goldman Sachs di incrementare il target del titolo a 36 euro. Recentemente anche Banca Akros aveva confermato il rating "buy" sul titolo con prezzo obiettivo a 35,5 euro mentre per Intesa Sanpaolo il rating è "buy" e il prezzo obiettivo a 36,2 euro. Il titolo ha toccato un massimo intraday mercoledì a 32,34 euro per poi stabilizzarsi poco sotto quei livelli, in rialzo rispetto alla chiusura di martedì a 31,87 euro. A 32,48 si colloca il record del 12 agosto, la rottura di quei livelli segnalerebbe la fine della fase correttiva vista nelle ultime settimane e la ripresa dell'uptrend che ha caretterizzato l'andamento dei prezzi da marzo. Solo discese al di sotto di 31,00, top dell'8 gennaio, metterebbero in discussione le prospettive di proseguimento del rialzo facendo invece temere discese verso 30,75, media mobile esponenziale a 50 giorni, e a 30 circa. Oltre 32,48 invece possibile il test di area 34, lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di maggio. Resistenza successiva a 35,50 euro.

Aquafil

Aquafil ieri dopo la chiusura del mercato ha comunicato risultati semestrali in netta crescita. Nella prima metà del 2021 i ricavi consolidati sono saliti a 274,7 milioni di euro, in aumento del 23,3% a/a e in riavvicinamento ai 286,7 milioni del 2019 (era pre-Covid), con un'accelerazione nel secondo trimestre (+75,6% a/a). L'EBITDA si è attestato a 39,3 milioni, in crescita del 46,4% a/a e dello 0,7% rispetto al 2019, con EBITDA margin che passa dal 12,1% al 14,3%, meglio anche del 13,6% del 2019. Il risultato netto è stato pari a +8,9 milioni da -1,9 milioni dell'anno scorso (+10,7 milioni nel 2019). L'indebitamento finanziario netto migliora a 184,7 milioni da 218,7 milioni del 31 dicembre 2020. Giulio Bonazzi, presidente e a.d., ha dichiarato che il positivo andamento registrato nel secondo trimestre "si è poi confermato anche nei mesi di luglio e agosto". Per il secondo semestre il management prevede fatturato e profittabilità in linea con quelli del primo semestre. L'analisi del grafico di Aquafil mette in evidenza il movimento laterale successivo al balzo in avanti messo a segno nella seconda metà di luglio. Il titolo sembra in attesa dello spunto capace di riattivare il rally partito a marzo 2020: conferme in tal senso al superamento di 7,60 (massimo da ottobre 2019 toccato il 26 luglio) con primo obiettivo sui 7,85 (importante riferimento nel 2019) e successivi a 8,85-8,90 e 10,60. Discese sotto area 7,00 creerebbero invece le premesse per una correzione verso 6,72-6,73, supporti decisivi per scongiurare approfondimenti verso il sostegno dinamico a 6,10 e il minimo del 20 luglio a 5,65.

(SF - www.ftaonline.com)