Stellantis

Stellantis in netto calo venerdì: il titolo perde il 3,45% a 16,81 euro (minimo intraday a 16,81). Davide Mele, il deputy del mercato Enlarged Europe di Stellantis, ha dichiarato che la crisi dei microchip durerà ancora a lungo. Venerdì Carlos Tavares, Ceo di Stellantis, ha annunciato le sue dimissioni dal CdA di Airbus per dedicarsi a tempo pieno alla direzione di Stellantis. I giudizio dei broker restano comunque positivi sul titolo. Mediobanca Securities ha confermato la raccomandazione "outperform" con prezzo obiettivo a 28 euro dal momento che ritengono che la notizia della riduzione della produzione nell'impianto Sevel di Atessa in Italia (taglio di circa 900 lavoratori nello stabilimento Sevel) a causa della carenza di chip sia "negativa ma piuttosto attesa". Goldman Sachs ha invece alzato il target price su Stellantis a 27 euro da 21 euro confermando la raccomandazione "buy". Goldman non vede ulteriori rischi sul 2021 derivanti dalla carenza di semiconduttori. Le stime di Eps adjusted per il 2021-2022-2023 vengono migliorate del 25%, 23% e 18%. La situazione grafica del titolo inizia ad essere delicata dopo il calo di venerdì: i prezzi hanno disegnato il 16 settembre una candela giornaliera ribassista "shooting star" in corrispondenza del 50% di ritracciamento del ribasso dal top del 13 agosto. Il rischio quindi che il rimbalzo visto dal minimo del 9 settembre sia solo una fase temporanea di ripresa, destinata a lasciare spazio ad un nuovo calo esteso, è elevato. Conferme in questo senso al di sotto di area 16,38, minimo del 9 settembre e media mobile esponenziale a 100 giorni, con target successivo a 14,80 circa. Solo una chiusura di seduta superiore a 17,55 permetterebbe di guardare con maggiore fiducia all'immediato futuro, obiettivi a 18,25 e a 18,75 euro.

Italgas

Bene Italgas nell'ultima seduta dell'ottava: il titolo guadagna lo 0,96% a 5,676 euro. L'operazione di acquisizione della greca Depa viene valutata positivamente dagli analisti. Paolo Gallo, Ceo di Italgas, ha dichiarato durante una conference call che "i nostri utili per azione cresceranno del 5-10% nel 2022-2023". L'agenzia di privatizzazione greca Hradf ha indicato Italgas come vincitore della gara per la vendita di una quota di maggioranza in Depa Infrastructure (controllata dallo stato). L'accordo include un pagamento di 733 milioni di euro e dovrebbe essere concluso a fine anno o a inizio del 2022. Per Equita Sim l'acquisizione è positiva perchè Italgas entra in Grecia, dove le prospettive di crescita sono interessanti grazie alla bassa penetrazione del gas. Giudizio "hold" e target a 6,2 euro. Anche Intesa Sanpaolo giudica positivamente l'operazione: Depa ha quasi il 100% del business regolato nella distribuzione di gas naturale. L'acquisizione da parte di Italgas di Depa potrebbe essere anche di supporto alla dividend policy. Giudizio "add" e target a 6,4 euro. Kepler Cheuvreux ha confermato il giudizio "hold" con prezzo obiettivo a 6,1 euro. Per gli esperti è da considerare positivamente la diversificazione geografica. L'operazione "potrebbe essere accrescitiva di circa un 5% sull'Eps nel 2022, ma la principale incertezza di breve termine è connessa alla revisione regolatoria in corso in Italia, che potrebbe essere più difficile di quanto gli investitori si aspettino. Dobbiamo aspettare la decisione finale a dicembre". Mediobanca Securities ha alzato il target price sul titolo a 6,8 euro da 6,5 euro e ha confermato il rating "outperform". Le stime di Eps vengono aumentate del 5%. Italgas sta testando da due settimane circa la base del canale crescente disegnato dal minimo di inizio marzo, passante a 5,55 euro circa. Fino a che questo supporto tiene lo scenario favorito è quello della realizzazione di un rimbalzo verso il lato alto del canale, in transito a 6,25 circa. Resistenze intermedie a 5,75 e a 5,95, lato alto del gap ribassista del 25 agosto. Sotto area 5,55 invece rischio di test a 5,30 del 61,8% di ritracciamento del rialzo dal minimo di marzo, supporto critico anche in ottica di medio termine.

Atlantia

Atlantia (+3,07%). L'agenzia internazionale di rating MSCI ESG Ratings, specializzata nel monitoraggio di circa 2800 aziende sul fronte della sostenibilità e delle pratiche di governance, ha confermato l'avanzamento della valutazione di Atlantia, che dal livello BB è passato a BBB. La società sale dunque nella classifica del settore "Transportation Infrastructure", posizionandosi fra le migliori 11 aziende (su un totale di circa 30) che compongono il MSCI ACWI Index. Da un punto di vista grafico Atlantia prova a lasciarsi alle spalle la media esponenziale a 50 sedute, a 15,60 circa. La permanenza sopra quota 15,30 e l'eventuale ritorno oltre area 16,00 permetterebbero al titolo di slanciarsi verso le importanti resistenze a 16,80/16,90, top di marzo. Oltre quest'area verrebbero gettate le basi per un tentativo di inversione del ribasso partito nel febbraio 2020, con conseguente ricopertura dei diversi gap lasciati aperti nel movimento repentino. Il gap del 9 marzo 2020 verrebbe chiuso a 17,02 euro, quello del 6 marzo a 18,67 euro. Sotto 15,30 rischio invece di affondo in area 14,40, minimi di luglio, con supporto intermedio a 15,10.

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