BPER Banca

BPER Banca (-0,39%) arretra dai massimi da giugno senza tuttavia allontanarsene. Secondo Repubblica il tentativo di Unipol (primo azionista della banca con il 15%, sito Consob) di convincere BP Sondrio (di cui Unipol ha il 6,9%) ad una fusione non ha avuto successo. Il titolo ha interrotto lo slancio partito a fine settembre dopo essersi scontrato con i massimi di giugno a 2,084 euro. L'incapacità di superare questo ostacolo ha favorito l'avvio di una pausa fisiologica, utile per stemperare i segnali di eccesso in cui erano sconfinati i principali oscillatori grafici, che potrebbe ricondurre le quotazioni in area 1,88, per un test dall'alto dei top di settembre e per un return move sulla trend line che scende dai top di febbraio 2020. Reazioni da area 2,00 in grado di spingersi oltre 2,08/2,09 permetterebbero di guardare ai top di maggio a 2,174 euro.

STM

Momento delicato per STM e in generale per i titoli del settore semiconduttori. Il tema della carenza di microchip resta in primo piano: secondo fonti vicine alla situazione sentite da Bloomberg, Apple potrebbe ridurre la produzione dell'iPhone 13 di 10 milioni di unità. Il gruppo di Cupertino aveva programmato di realizzare 90 milioni di pezzi entro fine anno. Apple ha però fatto sapere ad alcuni fornitori che il numero sarà inferiore a causa dei problemi di approvvigionamento dai produttori di microchip tra cui Broadcom e Texas Instruments. STM ha in Apple uno dei clienti principali (se non il numero uno) e potrebbe risentire negativamente della notizia. L'analisi del grafico di STM mette in evidenza la flessione delle ultime settimane originata dal massimo da fine 2001 a 40,9350 euro toccato il 15 settembre. Il titolo è sceso ieri a testare il supporto rappresentato dal minimo del 19 agosto a 35,0150: in caso di rottura le quotazioni scenderebbero a testare i molteplici supporti posizionati tra 33,50 e 34,00, fondamentali per scongiurare approfondimenti verso 31 e 28,50. Segnali positivi con chiusure di seduta superiori ad area 37.

Webuild

Webuild sale con forza martedì dopo le indiscrezioni di stampa secondo cui il consorzio di cui ha il 42,5% (altro 42,5% di Fcc, 15% di BeMo) è in ottima posizione per assicurarsi il contratto da 1,8 miliardi di euro per la realizzazione di un tunnel a Stonehenge, tunnel ad alto scorrimento a doppia carreggiata della lunghezza di 3 km sotto il sito archeologico. Webuild termina la seduta a 2,202 euro con un rialzo del 2,42%. Il titolo ha disegnato un testa spalle ribassista a partire dal top del 6 luglio, una figura che è stata completata il 20 settembre con la violazione della linea che unisce i minimi di luglio e quelli del 20 agosto, ora passante a 2,28 euro circa. Solo il superamento di quei livelli negherebbe la figura e permetterebbe al rimbalzo visto nelle ultime sedute di proseguire verso area 2,50 almeno. Senza la rottura di 2,28 e in caso di violazione di 2,11 probabili discese verso 1,85 euro, target del testa spalle (proiezione della ampiezza della figura verso il basso dal punto di rottura della linea di base).

(SF - www.ftaonline.com)