Enel

Seduta positiva per Enel che sale fino a 7,075 euro (close lunedì a 6,906 euro) approfittando della flessione dei rendimenti dei bond. Sale anche la controllata spagnola Endesa: entrambe sovraperformano l'indice EURO STOXX Utilities. Ricordiamo le recenti indiscrezioni del quotidiano Cinco Dias secondo cui il governo spagnolo sta ripensando le regole che riducono gli extra profitti delle utility che gestiscono fonti di energia idroelettrica, nucleare e alcune rinnovabili. Graficamente Enel appare interessante: i prezzi hanno disegnato una figura rialzista di tipo "testa spalle" dal minimo del 20 settembre. La linea che delimita superiormente il testa spalle (la neckline), tracciata tra il top del 23 settembre e quello dell'8 ottobre, transita a 6,92 euro circa e sarebbe quindi stata superata oggi dai prezzi. Se la chiusura di seduta sarà al di sopra di area 6,90 diventerà probabile il raggiungimento dell'obiettivo del testa spalle, calcolato proiettando l'ampiezza della figura dal punto di rottura, posto a 7,45 euro circa. Conferme in favore del rialzo verrebbero alla rottura di 7,15 euro. Solo ripiegamenti al di sotto di area 6,80 metterebbero in discussione le prospettive di rialzo.

Unicredit

Seduta a due velocità per Unicredit che termina in territorio negativo dopo un tentativo di opporsi alla debolezza recente. Una fonte del Tesoro riportata da Reuters ha smentito l'indiscrezione di lunedì secondo cui sono in corso trattative con la Commissione UE per una proroga del termine (scade a fine anno) per l'uscita dal capitale di Rocca Salimbeni. Il Messaggero scrive che Unicredit ha fissato al 27 ottobre l'ultimo giorno utile per siglare l'accordo quadro dell'operazione. L'a.d. Orcel a novembre potrebbe presentare il nuovo piano industriale, con o senza MPS. Per il momento il ribasso partito da 12,16 euro, livello più alto da febbraio 2020, non ha intaccato la tendenza rialzista in atto da luglio. Solo flessioni sotto area 11 potrebbero insinuare dubbi sulle intenzioni di crescita dei prezzi e anticipare cali verso 10,80 almeno, trend line che sale da luglio, poi fino a quota 10/10,15. Al rialzo, la rottura decisa di area 12,00/12,16 favorirebbe invece la ricopertura del gap del 24 febbraio 2020 a 12,98 euro, creando successivamente le premesse per un allungo verso 14,44.

Saras

Brusca accelerazione ieri per Saras (+5,14% a 0,7522 euro) in scia ai dati settimanali sui margini di raffinazione. Alla fine della scorsa ottava il benchmark EMC è salito a 2,8 dollari/barile dai 2,7 della precedente. Secondo gli analisti di Bestinver i margini di raffinazione dovrebbero restare su buoni livelli anche nei prossimi mesi. Il titolo potrebbe sfruttare il balzo di ieri per tornare a ridosso di area 0,88, dove troviamo i massimi allineati di giugno e inizio mese. Questa ipotesi verrebbe corroborata dal superamento di 0,76-0,77. Un perentoria vittoria oltre 0,88 riattiverebbe la tendenza rialzista in essere da circa un anno verso 0,95 almeno, con obiettivo successivo in area 1,20. Discese sotto 0,7062 preannuncerebbero invece approfondimenti sugli 0,6760 almeno.

(SF - www.ftaonline.com)