Banco BPM

Fari puntati su Banco BPM dopo il fallimento delle trattative tra Unicredit e Tesoro sulla privatizzazione di Banca MPS. Secondo il Corriere della Sera BPM potrebbe essere interessata a prendere il posto di Unicredit in una nuova trattativa su MPS, nel caso in cui la Commissione UE concedesse una proroga al Tesoro (su questo punto sembra esserci ottimismo). L'acquisizione di MPS permetterebbe a BPM di realizzare il terzo polo bancario italiano alle spalle di Intesa Sanpaolo e Unicredit, e allo stesso tempo evitare di diventare oggetto delle mire del gruppo guidato da Andrea Orcel, desideroso di recuperare posizioni rispetto a Intesa dopo che quest'ultima ha acquisito UBI Banca. L'analisi del grafico Banco BPM mette in evidenza il recupero delle ultime settimane in direzione del massimo di inizio giugno a 3,0930 euro (livello più elevato dalla primavera 2018). Oltre questo ultimo livello verrebbe riattivato il movimento rialzista in essere da maggio 2020 verso 3,5760, top dell'ottobre 2017. Discese sotto area 2,85 creerebbero le premesse per un affondo verso il supporto dinamico a 2,77 con appoggio successivo a 2,65-2,70.

STM

Performance positiva venerdì per STM che archivia la seduta con un rialzo dell'1,24% a 37,455 euro. Il comparto non viene penalizzato dal forte calo di Intel in scia ai ricavi trimestrali inferiori alle attese e al warning lanciato dal nuovo CEO Pat Gelsinger sui costi del suo piano quadriennale di rilancio e sulla conseguente riduzione dei margini di profitto. Secondo alcuni analisti si tratta di una notizia che impatta solo sul colosso USA dei microchip e non sul settore. STM ha toccato venerdì a 37,61 il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di settembre a 40,395, una resistenza critica che dovrà essere superata in modo netto per permettere il proseguimento del rimbalzo avviatosi il 13 ottobre a 34,51. Sopra il top di venerdì target a 3,83 euro, ultimo ostacolo prima del ritorno sui massimi di settembre. Senza la rottura di 37,61 e sotto area 36 rischio di cali verso 34,50.

Iren

Iren (+4,23%) molto bene venerdì in scia al settore rinnovabili. Stifel ha alzato il rating sul titolo a "buy" da "hold". Il target price è passato da 2,70 euro a 3,20 euro. In chiusura di ottava il titolo ha rotto al rialzo la trend line tracciata dai massimi di agosto, a 2,65 circa raggiungendo i picchi di inizio settembre a 2,70 circa. Una vittoria anche su questo limite introdurrebbe un nuovo test dei massimi estivi a 2,77 euro e più in alto verso 2,83 circa, lato alto del canale che contiene il rialzo dai bottom del 2020. Discese sotto 2,60, media esponenziale a 50 sedute, anticiperebbero un affondo verso 2,50.

(SF - www.ftaonline.com)