Generali

Generali -0,39% ha perso terreno ieri in una seduta difficile per i mercati azionari. Bloomberg riferisce che il gruppo triestino è nella short list dei pretendenti per una quota di maggioranza nella compagnia assicurativa tailandese Syn Mun Kong messa in vendita dal principale azionista. L'operazione potrebbe avere un controvalore complessivo di circa 300 milioni di dollari. La flessione che il titolo ha avviato da metà novembre ha comportato la violazione a 17,92 del picco di maggio, avvicinandosi alla prima area di supporto a 17,40. Sotto questo limite resterebbe poi solo la media esponenziale a 200 giorni, a 17,27, per scongiurare un pericoloso peggioramento del quadro grafico di fondo. La tenuta di area 17,27 e la condizione di ipervenduto già presente da alcuni giorni sui principali oscillatori tecnici potrebbero tuttavia favorire una reazione tecnica verso area 18,00, che non sarà tuttavia risolutiva per riportare fiducia negli acquisti.

Stellantis

Stellantis perde terreno nella seduta di martedì. Il titolo ha lasciato sul terreno il 2,75% a 15,14 euro (minimo intraday a 14,838 euro). Autonews riferisce che il gruppo sta procedendo con la riorganizzazione modello di distribuzione in Europa: l'obiettivo è avere maggiore controllo dei concessionari e pagare loro circa metà delle commissioni previste attualmente. Secondo Websim l'operazione porterà benefici non prima del medio termine, mentre nel breve potrebbe creare qualche problema a livello commerciale-produttivo e di bilancio causa maggior necessità di capitale investito. Banca Akros ha invece confermato la valutazione "buy" con un prezzo obiettivo a 22 euro dopo che Stellantis ha firmato un accordo vincolante con Vulcan Energy Resources secondo il quale Vulcan fornirà in Europa idrossido di litio per batterie, da utilizzare nei veicoli elettrificati del gruppo Stellantis. Giudizio positivo anche da parte di Mediobanca Securities che ribadisce la valutazione "outperform" con un prezzo obiettivo a 26,1 euro sul titolo dopo la firma dell'accordo vincolante con Vulcan Energy Resources già citato sopra. Per Mediobanca il prossimo catalizzatore è il software day in programma il 7 dicembre. Stellantis, dopo aver completato venerdì il testa spalle ribassista disegnato dal picco di inizio giugno ed essere sceso lunedì sotto la media mobile esponenziale a 200 giorni (ora resistenza a 15,85 circa) martedì ha anche violato l'ultimo supporto al quale si potevano affidare le speranze di rimbalzo, la base del canale ribassista (che però poteva essere un "flag" rialzista) disegnato dal top di agosto. Ora si rischia una correzione di tutto il rialzo visto dal minimo di marzo 2020. Target del testa spalle a 12,50 euro circa, supporto intermedio a 14 euro. Solo sopra area 16 primi segnali di ripresa, da confermare poi con il superamento di 16,58, lato alto del gap ribassista di venerdì.

Banca MPS

Fari puntati su Banca MPS: l'istituto senese ha comunicato di avere contatti in corso con "il Ministero dell'economia e delle finanze (MEF, ndr), al fine di riavviare le interlocuzioni con DG COMP (Directorate-General for Competition)" per ottenere il via libera al piano industriale e al rafforzamento di capitale. Secondo le voci di stampa l'ok di Bruxelles dovrebbe arrivare nei primi mesi del 2022 e comprendere una proroga di 18 mesi (fino ad autunno 2023) del termine ultimo per l'uscita del Tesoro dal capitale. Si parla anche di Victor Massiah (ex numero uno di UBI Banca) come nuovo a.d.. Per quanto riguarda il piano industriale si ipotizza la cessione delle passività per le litigation da 6,2 miliardi di euro a Fintecna (gruppo CDP, e quindi MEF) e la vendita di sofferenze per 4 miliardi circa ad AMCO (sempre MEF). La ricapitalizzazione dovrebbe essere di 2,9 miliardi di euro mentre sul fronte del taglio dei costi l'obiettivo è un cost/income del 62-63 per cento dal 70% del terzo trimestre, da raggiungere con taglio di personale (le ultime indicazioni parlano di circa 4 mila unità) e filiali. L'analisi del grafico di Banca MPS vede il titolo poco sopra il minimo storico a 0,7794 euro toccato venerdì: i primi segnali confortanti arriverebbero con il superamento di area 0,88 ma solo con una stabilizzazione sopra quota 1,00 si creerebbero i presupposti per un recupero capace di riportare le quotazioni verso 1,13-1,14 e quindi sui massimi di giugno a 1,30 circa.

(SF - www.ftaonline.com)