BPER Banca

BPER Banca vicina all'integrazione di Banca Carige. Il Sole 24 Ore riferisce che oggi o domani si dovrebbe concludere la due diligence confirmatoria, con una settimana di anticipo quindi rispetto al termine del periodo di esclusiva fissato dal FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, controlla circa l'80% di Carige) al 15 febbraio. L'operazione sembra quindi avviata a concludersi entro il 30 giugno, come auspicato dal BPER. Il risultato sarebbe un gruppo con totale attivo superiore a 150 miliardi di euro, al quarto posto in Italia alle spalle di Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banco BPM. La base clienti aumenterebbe del 20% salendo a 5 milioni, con importanti sinergie di costo e complementarietà delle reti distributive. Il piano elaborato da BPER prevede anche un significativo incremento della redditività già a partire dal 2023. L'analisi del grafico di BPER Banca mette in evidenza il movimento laterale in essere da fine 2020 e il recente avvicinamento del titolo alla resistenza dinamica a 2,06-2,07 euro. Oltre questo riferimento probabile attacco al top del maggio scorso a 2,1740, ostacolo determinante nel medio termine: in caso di successo via libera fin sui 2,70. Segnali di debolezza sotto 1,78, prologo a un test del recente minimo a 1,7525 ed eventualmente al ritorno sugli 1,6335 toccati a fine novembre.

Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo +1,8% in verde ieri grazie a una serie di report positivi dopo la pubblicazione venerdì dei dati 2021: utile netto pari a 4,185 miliardi di euro, +19,4% a/a escludendo le componenti relative all'acquisizione di Ubi Banca e l'impatto contabile del connesso impairment del goodwill. Per il 2022 il management vede un utile netto superiore ai 5 miliardi di euro ed un payout ratio pari al 70% dell'utile netto. Approvato il Piano di Impresa 2022-2025: obiettivi nel complesso in linea con le attese. JP Morgan, Exane e Kepler Cheuvreux hanno confermato i giudizi positivi e incrementato i target price. Dopo aver disegnato alla fine della scorsa ottava un bearish engulfing a ridosso dei massimi dal 2018 a 2,785 euro, il titolo appare incerto sul da farsi e recupera terreno mantenendosi a debita distanza dalle ex resistenze a 2,58 circa. La presenza di una divergenza ribassista tra il grafico dei prezzi e l'RSI a 14 seduta avvalora l'ipotesi di una estensione del ribasso visto venerdì. Solo sotto 2,58, però, le prospettive di medio breve termine volgerebbero effettivamente al negativo anticipando cali verso 2,45 almeno. Sotto questo riferimento, rischio di affondo fino a 2,35 circa, media esponenziale a 200 sedute e quota pari al 61,8% di retracement del rialzo in atto da novembre. Sviluppi positivi invece al superamento di 2,785 per obiettivi a 2,98/3,00, per la chiusura del gap del maggio 2018.

Telecom Italia

Telecom Italia lunedì ha terminato in rialzo dello 0,26% a 0,418 euro dopo aver toccato un minimo intraday a 0,399 euro (massimo di seduta a 0,4204 euro). Nella prima parte della seduta i prezzi erano scivolati a causa delle notizie negative dal Brasile: l'accordo per la vendita degli asset mobili di Oi a TIM Brasil, Vivo (gruppo Telefonica) e Claro (gruppo America Movil) secondo la magistratura del paese sudamericano dovrebbe essere bloccato dall'autorità antitrust nazionale Cade per presunta violazione di concorrenza e potenziali pratiche escludenti. La candela giornaliera disegnata lunedì da Telecom va sotto il nome di "hammer", elemento che compare di norma in presenza di un atteggiamento rialzista da parte del mercato. I minimi di seduta, a 0,3999 euro, sono effettivamente allineati con quelli del 27 gennaio, a 0,398 euro, a loro volta prossimi al top del 12 agosto 2021, a 0,399 euro, un supporto che per il momento gli investitori hanno dimostrato di ritenere una buona area di acquisto. Un rimbalzo sembra possibile. Primi segnali in questo senso sopra 0,4285, massimo del 3 febbraio e lato alto del canale ribassista disegnato dal top di novembre, resistenza successiva a 0,4620. Il citato canale potrebbe anche dimostrarsi un "flag", figura di continuazione del rialzo intrapreso dai minimi di novembre, il superamento del suo lato alto sarebbe quindi un forte indizio in favore di una ripresa duratura del rialzo con obiettivi anche al di sopra di 0,4620, fino a 0,51 almeno. Sotto area 0,40 rischio invece di test di 0,38 euro (61,8% di ritracciamento del rialzo da novembre, percentuale di Fibonacci) e di cali verso 0,355, top del 5 novembre.

(SF - www.ftaonline.com)