Banca MPS

Buona performance martedì per Banca MPS che tocca i massimi da metà novembre all'indomani della nomina di Luigi Lovaglio quale nuovo a.d. e d.g. al posto di Guido Bastianini. Il cda ha anche approvato i risultati preliminari 2021: ricavi +1,3% a/a, margine di interesse -5,4% a/a, risultato operativo netto positivo per circa 629 mln di euro da -20 mln nel 2020, utile di esercizio di pertinenza della Capogruppo a 309,5 mln di euro, a fronte di una perdita di 1.686,6 milioni nel 2020. Si è trattato del migliore risultato dal 2015. Limitatamente al quarto trimestre è stata registrata una perdita di 79 milioni che si confronta con l'utile di 186 milioni nel trimestre precedente. Equita Sim apprezza l'andamento dei ricavi nel quarto trimestre che è stato leggermente superiore alle attese sia a livello di margine di interesse sia di commissioni. Gli esperti notano che i costi aumentano su base trimestrale meno delle attese, anche se il cost/income rimane ancora elevato, al 71% circa al 31 dicembre, in calo dal 74,2% di fine 2020 ma molto più alto del 51% che era stato fissato nell'ambito dell'accordo del 2017 con le autorità europee per dare il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale. Equita nota che c'è però una sorpresa negativa rispetto alle attese che è il maggiore costo del rischio. La nomina di Luigi Lovaglio, ex a.d. di Creval, è anche in funzione della rilevante esperienza che il manager ha a livello internazionale in previsione dell'aumento di capitale. Gli esperti di Equita rimangono "cauti su B.Mps considerata l'elevata incertezza in vista della revisione del piano e della dimensione dell'aumento di capitale". L'aumento di capitale sarà di 2,5 miliardi, il Tesoro detiene il 64,2% della banca senese, quindi 900 milioni saranno da raccogliere sul mercato. Difficilmente la ricapitalizzazione sarà finalizzata prima della fine del 2022. Gli analisti di Intesa Sanpaolo giudicano positivamente l'evoluzione del margine di interesse e la riduzione dei costi operativi, anche se rimangono sopra quelli dei peer. Per gli esperti, indipendentemente dai dati del 2021, il mercato si focalizzerà adesso sull'accelerazione del piano di ristrutturazione dopo il cambio dell'a.d. e guarderà all'implementazione dell'aumento di capitale. Il titolo ha archiviato la seduta con un +6,67% a 0,992 euro. Toccato anche un massimo intraday a 1,0235 euro. I prezzi si erano mossi dal picco del 1° dicembre all'interno di un canale ribassista il cui lato alto, passante a 0,94 circa, è stato superato martedì con un gap rialzista. Per confermare l'intonazione positiva le quotazioni dovranno ora lasciarsi alle spalle area 1,04 euro, dove si collocano il 38,2% di ritracciamento del ribasso dal top di febbraio 2021 (percentuale di Fibonacci) e la trend line ribassista che parte dallo stesso massimi di febbraio transitando poi per quello di luglio 2021. Oltre area 1,04 euro prima resistenza a 1,115, poi in area 1,20 euro. Solo discese al di sotto di 0,94 potrebbero segnalare un drastico ripensamento del mercato facendo temere un nuovo test della base del canale citato, a 0,85 euro circa.

Cementir Holding

Risultati preliminari 2021 molto positivi per Cementir Holding. Il gruppo ha realizzato ricavi pari a 1,36 miliardi di euro, record storico, in crescita del 11% rispetto al 2020. Massimo assoluto anche per il margine operativo lordo a 311,0 milioni, in crescita del 17,9% rispetto al 2020. Il risultato operativo sale del 25,8% a 197,8 milioni, mentre l'indebitamento finanziario netto scende a 40,4 milioni da 122,2 milioni a fine 2020. Il cda ha anche approvato l'aggiornamento del Piano Industriale al 2024 e il budget 2022: ricavi previsti in aumento a 1,65 miliardi di euro, con una crescita media annua (CAGR) del 6,7% (6,3% nel piano al 2023); Margine operativo lordo1 a circa 350 milioni, con una crescita media annua (CAGR) di circa il 5% (8,8%); distribuzione di un dividendo crescente, corrispondente a un payout ratio compreso tra il 20% e il 25% dell'utile netto di periodo. Per il 2022 previsti ricavi a oltre 1,5 miliardi, margine operativo lordo tra i 305 e 315 milioni e una posizione di cassa positiva di circa 60 milioni, includendo investimenti industriali di circa 95 milioni. L'analisi del grafico di Cementir mette in evidenza la correzione originata dal massimo pluriennale del 30 agosto scorso a 9,98 euro. Per interrompere il movimento i prezzi dovranno prima superare il recente top a 8,19 (operazione che completerebbe il potenziale doppio minimo in formazione dal 25 gennaio) e quindi avere la meglio sulle resistenze statiche e dinamiche a 8,65-8,67: in caso di successo via libera verso 9,30-9,40 e 9,98. Discese sotto 7,50 favorirebbero invece la riattivazione della tendenza discendente verso 6,50-6,60 almeno.

Credem

Sugli scudi ieri Credem (toccati i massimi da maggio 2018): lunedì pomeriggio ha comunicato ottimi risultati preliminari 2021. L'utile netto si è attestato a 352,4 milioni di euro, il miglior risultato della storia del Gruppo e in crescita del 74,8% a/a, anche grazie dall'apporto positivo contabile dell'acquisizione Caricento (badwill). Il cda prevede di distribuire un dividendo pari a 0,30 euro per azione, in crescita del 50% rispetto all'anno scorso. Il titolo si è allungato fino a 7,00 euro, livello più alto da maggio 2018, dimostrando di possedere i requisiti per estendere il movimento verso target a 7,40/7,50, massimi di aprile 2018 e lato superiore del canale che sale dai bottom del 2020. Discese sotto 6,50 ricondurrebbero le quotazioni sui primi supporti a 6,25 circa, poi fino ai 6,00 euro, base del citato canale.

(SF - www.ftaonline.com)