Eni 

Eni chiude il quarto trimestre 2021 con risultati in forte progresso e migliori delle attese degli analisti. L'utile operativo adjusted balza a 3,81 miliardi di euro, +681% rispetto agli 0,49 dello stesso periodo del 2020 e sopra i 3,66 del consensus. L'utile netto adjusted vola a 2,11 miliardi dai 50 milioni di un anno fa (consensus: 1,94). L'esercizio 2021 va in archivio con un utile operativo adjusted a 9,67 miliardi (1,90 nel 2020) e utile netto adjusted a 4,74 miliardi (-0,76 nel 2020). Le indicazioni per il 2022 saranno fornite il 18 marzo nel Capital Markets Day all'interno della Strategy Presentation. L'analisi del grafico di Eni mette in evidenza il solido trend ascendente in essere da ottobre 2020 (+140% circa da allora). Attualmente il titolo oscilla poco sotto il massimo da inizio 2020 toccato a 13,84 euro il 27 gennaio scorso: una vittoria su questo ultimo riferimento determinerebbe la riattivazione del rally verso 14,40 almeno con obiettivo successivo sui massimi del 2018 a 16,70-16,90. Discese sotto area 13 favorirebbero invece correzioni verso 12,5780 (minimo del 24 gennaio) e 12,20, linea che sorregge il movimento rialzista e supporto determinante nel breve-medio periodo.

Nexi 

Nexi termina giovedì in territorio negativo dopo un avvio incoraggiante all'indomani della decisione di Fitch di migliorare da BB- a BB l'Issuer default rating (Idr) con outlook stabile (da Watch Positive). Fitch ha spiegato che la fusione con SIA "ha portato a un miglioramento del business mix e del profilo finanziario. In particolare, ci aspettiamo che la leva finanziaria lorda dei fondi dalle operazioni (FFO) sia di 5,4x entro la fine del 2022, in linea con un rating BB per il settore di Nexi". A pesare sull'andamento del titolo probabilmente è la flessione del competitor Worldline, -2,91% a Parigi, e, sempre nel settore pagamenti digitali, di PayPal (-4,26% mercoledì e -4,83% giovedì al NASDAQ). Nexi ha terminato giovedì in calo del 3,12% a 12,59 euro dopo aver toccato un massimo intraday a 13,20 euro. I prezzi stanno lottando da alcune settimane per non scendere al di sotto del supporto critico di area 12,60, dove si colloca il 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi di marzo 2020. Se la violazione di questo sostegno dovesse venire confermata anche in chiusura di settimana vi sarebbe un grosso rischio di assistere ad una ulteriore accelerazione del ribasso in atto dal top di luglio con target in area 10,47/48 euro, dove si colloca la base del gap rialzista del 24 marzo 2020. Un rimbalzo da area 12,60 dovrebbe superare i 13,55 euro, dove transita la media mobile esponenziale a 50 giorni, per dimostrarsi duraturo. In quel caso resistenze a 15 euro circa, media esponenziale a 200 giorni, e in area 15,70 euro.

ePrice

ePrice +9,61% balza in avanti: il cda ha accettato la proposta di Negma finalizzata al risanamento della società e alla trasformazione in una investment company. Il titolo prova a risorgere dalle ceneri approfittando della notizia e si allontana con decisione dai primi supporti a 0,0280 circa, in direzione dei massimi del 1 febbraio a 0,0349 euro. Lo scenario di fondo resta tuttavia orientato al ribasso e solo uno slancio oltre 0,05/0,0510 potrebbe mutare le prospettive. In quest'area si collocano infatti i minimi di marzo e ottobre 2020, messi sotto pressione a maggio 2021 e definitivamente violati a ottobre. Si tratta dunque di un livello spartiacque per i corsi che dovranno pertanto fare uno sforzo enorme per riconquistarne il supporto. Discese sotto 0,0280 alimenterebbero invece nuovi cali verso i recenti record negativi a 0,0151 euro.

(SF - www.ftaonline.com)