Exor 

Exor positiva venerdì: +1,36% a 68,32 euro (massimo di seduta a 68,88). Equita conferma la raccomandazione buy e incrementa del 9% il target portandolo a 93 euro. La holding della famiglia Agnelli ha chiuso l'esercizio 2021 con un utile netto pari a 1,717 miliardi di euro contro la perdita di 30 milioni di euro del 2020. Il NAV sale a 31,061 miliardi di euro (pari a 132,41 euro per azione) da 24,041 miliardi (102,08 euro) al 30/12/2020. Il Board ha proposto un dividendo di 0,43 euro per azione. Il titolo è sotto una forte resistenza: a 70,30 si colloca il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di novembre. Senza il superamento di questo ostacolo rimarrà alto il rischio che il rimbalzo visto dal minimo di marzo si possa dimostrare solo un rimbalzo temporaneo, destinato a lasciare spazio alla ripresa del ribasso. Sotto 67,40 attesa la ricopertura del gap del 16 marzo con base a 65,30. Supporto successivo a 60 euro. Solo oltre area 70,30/40 atteso il test della forte resistenza orizzontale a 75,40/55, massimi del 1° e del 10 febbraio. Sopra quei livelli segnali di forza per il raggiungimento degli 80 euro.

Generali

Sale Generali (+1,86% a 19,42 euro venerdì) e tocca i massimi da novembre 2019 dopo l'intervista di Francesco Gaetano Caltagirone al Sole 24 Ore con alcuni spunti del piano alternativo a quello dell'attuale management e di Mediobanca che è stato presentato venerdì. Per Caltagirone il piano strategico dell'attuale a.d. Donnet è poco ambizioso. Claudio Costamagna, candidato alla presidenza di Generali di Caltagirone, ha dichiarato al Financial Times che in caso di nomina punterebbe a meno operazioni di M&A ma più grandi. L'analisi del grafico di Generali mette in evidenza l'avvicinamento al picco del 2019 a 19,63 euro riferimento determinante in ottica di lungo periodo. Una vittoria confermata in chiusura di seduta su questo riferimento potrebbe risultare decisiva per mettersi alle spalle la fase laterale in essere da inizio 2009 con primo obiettivo a 22,10 e successivo a 23,70. Discese sotto 18,15 creerebbero invece i presupposti per una correzione verso 17,40 almeno.

Unieuro

Unieuro +7,98% accelera e tocca i massimi da oltre un mese. Giovedì il gruppo ha comunicato alcuni dati dell'esercizio 2021-2022: i ricavi preliminari si sono attestati a 2.949,7 milioni di euro (massimo storico), +9,9% a/a (+8,8% sulla base di un perimetro di attività omogeneo) e +20,6% rispetto ai livelli pre-Covid. Confermate le previsioni reddituali e finanziarie per l'esercizio appena concluso. Il gruppo prevede un dividendo in linea con la politica di distribuzione aziendale. In chiusura di ottava il titolo invia un primo segnale di miglioramento riconquistando gli ex supporti in area 18,00. Servirà una stabilizzazione sopra quest'area affinché le quotazioni possano estendere la reazione partita a marzo da 13,55 euro verso 18,70, pari al 61,8% di ritracciamento del ribasso da inizio anno, ed eventualmente fino a quota 19,30, media esponenziale a 200 giorni. Sotto 16,80 resterebbe solo area 15,45 a scongiurare la riattivazione del downtrend in atto dai top del 2021 anche al di sotto dei minimi di marzo a 13,55, verso supporti a 12,40 circa.

(SF - www.ftaonline.com)