Iren

Utility in progresso ieri grazie al netto calo dei rendimenti: quello del BTP decennale ha chiuso la seduta a 2,05% dal 2,20% del finale di mercoledì. Inoltre l'ARERA ha annunciato che per il secondo trimestre 2022 le bollette di luce e gas scenderanno per la prima volta dopo 6 trimestri (7 se si considera il gas): la famiglia tipo con contratto di tutela spenderà il 10,2% in meno per l'elettricità e il 10% in meno per il gas. Oggi potrebbe mettersi in evidenza IREN: MF scrive che il gruppo sta pensando a un'operazione con Egea, multiutility di Alba che opera nel settore della fornitura di luce e gas. Il quotidiano ipotizza l'affitto di Egea Commerciale (80mila clienti circa, quasi un miliardo di euro di ricavi), operazione che potrebbe anticipare una successiva acquisizione (totale o di una quota di maggioranza). L'analisi del grafico di IREN mette in evidenza il rimbalzo dal minimo del 7 marzo a 2,0680 euro e l'avvicinamento agli importanti ostacoli statici e dinamici a 2,55-2,57. Sopra questi riferimenti buone possibilità di ritorno sui 2,9120, massimo da febbraio 2020 toccato a novembre (conferme definitive sopra 2,70-2,75). Sotto 2,3380 probabile test di 2,25, supporto decisivo per scongiurare il rischio di ritorno sui 2,0680.

OVS

OVS negativa giovedì in scia a H&M. Il fashion retailer svedese (numero 2 al mondo) è risultato in forte calo alla borsa di Stoccolma (-12,91% a 126,18 sek) dopo la forte delusione sugli utili del suo primo trimestre: 282 milioni di corone (27,3 milioni di euro) contro il consensus a 1,0 miliardi. H&M ha annunciato che aumenterà i prezzi per salvare i margini dopo il forte incremento dei costi dei materiali e dei trasporti. Recentemente Kepler Cheuvreux aveva ridotto il target di Ovs da 3,2 a 2,5 euro pur confermando la raccomandazione "buy". Alla base della revisione l'aumento dei prezzi delle materie prime, dell'energia e dei trasporti. Ovs ha terminato la seduta di giovedì in calo del 4,83% a 1,97 euro (minimo intraday a 1,97, massimo a 2,084 euro). I minimi di seduta sono sulla base del canale rialzista disegnato dai minimi del 7 marzo. Questo canale ha le caratteristiche di un "flag", figura di continuazione (che interrompe la tendenza precedente senza invertirla). Sotto area 1,97 diverrebbe probabile la ripresa del ribasso in atto da inizio dicembre. Primo supporto a 1,80, poi a 1,57, 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi di marzo 2020 (percentuale di Fibonacci). La violazione di 1,57 sarebbe un segnale di debolezza preoccupante, introduttivo alla ricopertura del gap del 16 aprile 2021 con base a 1,55 euro. Dalla tenuta di 1,97 e dalla rottura di 2,10 potrebbe scaturire un test del lato alto del "flag", a 2,24 euro. Resistenze successive a 2,35, linea che scende dal top di dicembre 2021, poi a 2,55 euro.

Fine Foods & Pharmaceuticals

Fine Foods & Pharmaceuticals -13,28% in forte ribasso dopo la pubblicazione dei risultati 2021. I ricavi sono in rialzo del 12% ma l'EBITDA adjusted scende del 5% a 21,2 milioni di euro. L'utile netto adjusted sale del 9% a 10,2 milioni grazie alla gestione titoli patrimoniale. Le prospettive per il 2022 non sono buone: il management prevede che il fatturato possa essere impattato dal conflitto in corso tra Russia e Ucraina; anche la marginalità potrebbe essere influenzata, oltre che dal perdurare dell'aumento dei costi dell'energia, da eventuali situazioni di shortage nell'approvvigionamento dei materiali, che hanno fortemente condizionato la fine dell'anno 2021; l'aumento dei costi di materie prime e packaging potrebbe avere un impatto negativo sulla marginalità del gruppo; infine, l'attuale contingenza economica potrebbe influenzare le scelte strategiche e commerciali di alcuni dei clienti del Gruppo con una conseguente contrazione dei volumi di vendita. In una sola seduta il titolo ha cancellato buona parte dei progressi realizzati nel corso del mese, facendo temere un nuovo affondo sui supporti a 10,75 euro, minimo del 7 marzo e livello attorno a quale si sono mossi i prezzi nel primo trimestre del 2021. Se anche questo sostegno dovesse saltare, per i corsi si aprirebbero ulteriori spazi di discesa verso 10,20 almeno, per il test della trend line che sale dai minimi de 2020. Per intravedere segnali di miglioramento sarà invece necessario uno slancio oltre 13,60, con conferme sopra i 14 euro.

(SF - www.ftaonline.com)