Campari

Buona performance per Campari venerdì, con il titolo sui massimi dal 10 febbraio (chiusura a 10,73 euro, top a 10,85), in scia alla decisione di Citigroup di migliorare la raccomandazione da neutral a buy con target a 12,30 euro. Inoltre Equita ha incrementato il peso del titolo nel portafoglio principale e lo ha inserito nella selezione best pick, con raccomandazione buy e target a 11 euro confermati. L'analisi del grafico di Campari mette in evidenza il rimbalzo dell'ultimo mese e il superamento degli ostacoli a 10,60-10,70 euro. Le quotazioni possono ora puntare verso il massimo di inizio febbraio a 11,5150, resistenza decisiva per assistere poi a un allungo verso il record storico di novembre a 13,4750. In caso di flessioni monitorare la tenuta di 10,00-10,05, appoggio successivo a 9,40.

Generali

Generali +1,64% estende il rally e tocca nuovi massimi da ottobre 2008. La corsa verso l'assemblea del 29 aprile per il rinnovo del cda è ormai entrata nel vivo. Ieri Leonardo Del Vecchio ha dichiarato a Bloomberg che apprezza il piano industriale presentato alla fine della scorsa settimana da Francesco Gaetano Caltagirone e che sta pensando di salire ancora nel capitale oltre l'8% (attualmente ha il 5% tramite Delfin, dati Consob). Secondo indiscrezioni di stampa Caltagirone ora controlla il 9,519% di Generali, contro il 6,5% circa riportato dal sito Consob. Inoltre Delfin e Fondazione CRT hanno sciolto il patto: Del Vecchio può ora salire fino al 10% senza chiedere autorizzazioni. Mediobanca (primo azionista della compagnia assicurativa con il 15,51%) può contare su diritti di voto pari al 17,22% in virtù di un prestito titoli. Con il rally delle ultime sedute, Generali ha raggiunto a 21,55 euro il livello più alto dal 2008, lasciandosi alle spalle la resistenza orizzontale critica a 19,40 euro, massimi più volte testati tra ottobre 2009 e dicembre 2021. La candela di venerdì, di tipo shooting star, si trova ora a contatto con il lato superiore del canale tracciato dai bottom del 2012 e con la trend line che scende dai record del 2000: possibile dunque assistere ad una pausa corroborante prima che il rally possa estendersi fino a target superiori a quota 23 circa (50% di retracement del ribasso partito nel 2000). Discese fino a 19,40 non modificherebbero l'intonazione spiccatamente rialzista di fondo. Sotto questo limite possibile affondo verso 17,60 almeno.

ERG

ERG termina la seduta di venerdì con un +2,59% a a 30,94 euro e con il massimo intraday di quota 31,20 arriva sui massimi da metà novembre. Equita ha inserito il titolo nella sua lista Best Pick del portafoglio "small cap", con raccomandazione "buy" e target price a 34 euro confermati. Secondo indiscrezioni di stampa la famiglia Garrone ha avviato le procedure per la cessione di una quota di minoranza di San Quirico SpA, holding che controlla il 62,53% di ERG facendo aumentare l'appeal speculativo del titolo. L'operazione di cessione di una quota di minoranza avrebbe lo scopo di allargare il raggio d'azione della Holding che ad oggi è attiva anche nella finanza e nell'immobiliare. I prezzi sono ormai in vista dei massimi storici di fine ottobre a 31,72 euro. La rottura immediata di quella resistenza appare poco probabile, l'indicatore Rsi a 14 giorni è infatti vicino alla soglia di ipercomprato. Discese fino in area 28,00/28,50 non metterebbero comunque in discussione la struttura rialzista disegnata dal minimo di febbraio a 22,98 euro. Dalla tenuta di quell'area di supporto e dalla rottura di 31,72 potrebbero scaturire movimenti verso i 35 euro almeno. Sotto area 28 euro rischoi invece di cali verso i 25 euro prima che si possa sentire nuovamente parlare di rialzo.

(SF - www.ftaonline.com)