Diasorin

Diasorin in calo martedì in scia a bioMerieux, che ha Parigi ha archiviato la seduta con un -5,61% a 92,30 euro. Il gruppo francese ha chiuso il primo trimestre con risultati in calo: ricavi organici -4,5%, -15,9% nell'immunodiagnostica a causa del calo della domanda dei reagenti per il Covid. Invariato l'outlook per il 2022. Diasorin ha lasciato sul terreno il 2,71% a 134,8 euro, range di seduta tra 132,15 e 137,40 euro. Il quadro grafico è delicato: il titolo ha toccato con il massimo del 5 aprile a 150,30 il 38,2% di ritracciamento del ribasso dal top di settembre 2021, percentuale di Fibonacci, avviando poi una discesa. Il ribasso ha violato martedì, con un gap, la trend line rialzista disegnata dal minimo dell'11 marzo, un segnale che potrebbe anticipare il proseguimento della discesa. Primo target a 125,90, dove passa la linea che unisce i massimi del 3 febbraio e del 1° marzo, la "neckline" del testa spalle rialzista disegnato dal minimo del 25 gennaio. La violazione anche di area 125,90 potrebbe anticipare il ritorno sul minimo di febbraio a 113,65. Solo recuperi oltre area 142 potrebbero lasciare spazio ad un nuovo test dei 150 euro. Sopra questa resistenza critica il rimbalzo scaturito dal completamento del testa spalle avrebbe buone possibilità di estendere almeno fino ai 161/62 euro.

Ferrari

Ferrari, +2,48% a 206,60 euro, scatta in avanti grazie al report di Exane BNP Paribas: il giudizio sul titolo migliora da neutral a outperform e il target price sale dell'11% a 255 euro. Gli analisti puntano sulla nuova strategia basata su veicoli elettrici e sulla presentazione del primo SUV, il Purosangue. Il titolo torna a crescere dopo la pausa avviata all'inizio di aprile da area 213 e punta nuovamente verso questa barriera, coincidente con il top del 2 febbraio: conferme oltre questo limite potrebbero favorire un confronto con la trend line che scende da novembre, attualmente passante da 216/217 euro. Alla rottura di questo riferimento attesi nuovi rialzi verso area 235. Nella direzione opposta, il perentorio ritorno sotto quota 200 porterebbe al test di area 193 e poi a 189,40 euro, gap up di metà ottobre.

Banca MPS

Banca MPS ieri ha perso terreno ma ha sovraperformato il settore. Riccardo Colombani, segretario generale della First Cisl (sindacato dei lavoratori delle banche, delle assicurazioni, della finanza, della riscossione e delle authority), ha auspicato che la banca senese "possa rientrare nei disegni strategici" di Generali. L'assemblea di MPS ha accolto la proposta del Tesoro di nominare un suo dirigente (Stefano Di Stefano) come nuovo consigliere dopo la revoca dal cda dell'ex a.d. e d.g. Guido Bastianini. L'analisi del grafico di Banca MPS mette in evidenza che la flessione di ieri ha formalmente riattivato la correzione in essere da fine marzo. Il titolo ora è esposto al rischio di ritorno sul minimo storico del 7 marzo a 0,70 euro: conferme definitive in caso di violazione di 0,8175 (50% di ritracciamento del rimbalzo dal minimo). Segnali di forza sopra 0,90 per 0,95 e i massimi allineati della seconda metà di marzo a 1,00 circa.

(SF - www.ftaonline.com)