Pirelli 

Pirelli archivia la seduta di mercoledì con un +2,22% a 4,568 euro. Kepler Cheuvreux ha confermato la raccomandazione "buy" sul titolo con prezzo obiettivo a 5,8 euro. Anche Intesa Sanpaolo ha confermato la raccomandazione "buy" con prezzo obiettivo a 6 euro a seguito dei conti trimestrali. I ricavi si attestano a 1,5211 miliardi di euro (+22,2% a/a e sopra il consensus a 1,4490), l'EBIT adjusted a 228,5 milioni (+35,4% a/a e sopra il consensus a 217), l'utile netto a 109,8 milioni (+160,2% a/a e sopra il consensus a 103), il flusso di cassa netto ante dividendi a -672,9 milioni (-653,5 un anno fa e meglio del consensus a -727), l'indebitamento netto a 3,58 miliardi (meglio del consensus a 3,634). Il gruppo ha migliorato la guidance 2022 sui ricavi, attesi ora a 5,9-6,0 miliardi (da 5,6-5,7), e sul price/mix a +10/11% (da +5,5/6,5%), ma peggiorato quelle su volumi, EBIT Margin Adjusted, e generazione di cassa netta ante dividendi. L'azione stacca un dividendo il 23 maggio di 0,161 euro. I prezzi si muovono da fine marzo all'interno di un canale sostanzialmente laterale (una coppia di linee parallele all'interno delle quali oscilla il grafico), fino a che la linea inferiore, passante a 4,25, viene rispettata, le attese sono in favore di un test della parte alta del canale, a 4,95 circa. Sopra quei livelli attesa la ricopertura del gap del 24 febbraio con lato alto a 5,58 euro. Sotto 4,25 probabile invece il ritorno sui minimi di marzo a 3,90 euro.

GVS

Pesante ribasso nella seduta di ieri per GVS (-8%), gruppo leader nelal fornitura di soluzioni nei settori Healthcare & Life Sciences, Energy & Mobility e Health & Safety. La società ha comunicato ieri i dati relativi al primo trimestre 2022: i ricavi sono stati pari a 81,1 milioni di euro, in calo dai 103,0 milioni di un anno fa, ma a +17,3% su base normalizzata dall'effetto COVID del primo trimestre del 2021 (69,1 milioni). Il risultato netto normalizzato è pari a 16,4 milioni, contro i 32,1 milioni di un anno fa che su base normalizzata si attestano a 19,2 milioni. Per l'esercizio 2022 GVS conferma "la previsione di una moderata crescita in termini di fatturato anche grazie al contributo positivo delle acquisizioni più recenti" e di "limitata diluizione" dell'EBITDA margin. Ed a ben guardare c'è quasi da essere soddisfatti se il ribasso di ieri si è "limitato" all'8%. Nel corso della seduta infatti i prezzi sono scesi fino a 6,77 euro riuscendo poi a recuperare terreno fino ai 7,10 euro della chiusura. Nei dintorni di questi livelli troviamo i bottom del 7 marzo, importante supporto non solo nel breve termine. La permanenza al di sopra di area 7 lascerebbe infatti intravedere la possibilità di un rimbalzo da parte del titolo, che dovrebbe comunque riportarsi rapidamente oltre quota 7,50 per ambire a qualcosa di più di una semplice reazione tecnica. Via libera in tal caso verso 8 e più in alto 8,40 e poi 9,20 euro, livello che se dovesse essere raggiunto potrebbe mutare le prospettive del titolo nei mesi a venire. Sotto 7 euro invece probabile che la corsa prosegua verso nuovi minimi assoluti ipotizzabili in area 5,80.

Tod's 

Buone notizie per Tod's dai dati sui ricavi del primo trimestre. Il fatturato si è attestato a 219,6 milioni di euro, in crescita del 23% a/a e sopra le attese degli analisti fissate a 212 milioni e i 216,4 milioni del corrispondente periodo del 2019, pre-pandemia. Indicazioni positive dunque nonostante le difficoltà registrate in Cina a causa dei lockdown: il 30% dei negozi nel Paese sono chiusi e le vendite online sono ferme a causa del blocco dei trasporti. Nonostante questo e l'attesa di un calo delle vendite del 40% in Cina nel secondo trimestre, il gruppo ritiene di riuscire a centrare il consensus per l'esercizio 2022, ovvero ricavi a 970 milioni (+9,8% rispetto agli 883,8 del 2021) e margine EBIT del 5% (2,7% nel 2021). L'analisi del grafico di Tod's mette in evidenza la flessione in essere da giugno scorso e il recente avvicinamento al supporto rappresentato dal minimo del 7 marzo a 31,16 euro. Il titolo sta provando a sfruttare questo riferimento per rimbalzare: il superamento di 35,58 fornirebbe l'abbrivio per un attacco a 38,36 e 40,50-41,00, ostacolo determinante per assistere al ritorno sul massimo di fine marzo a 42,90. Sopra questa ultima resistenza verrebbe completato il potenziale doppio minimo in formazione dal 7 marzo, figura rialzista capace di offrire un primo segnale di inversione rispetto alla correzione partita a giugno 2021. La violazione di 31,16 riattiverebbe invece la tendenza ribassista verso 27,60 almeno.

(SF - www.ftaonline.com)