Hera 

Massiccia flessione ieri per Hera (-7,25% a 3,3530 euro), scesa sui minimi da inizio aprile all'indomani dei conti del primo trimestre. I ricavi sono balzati a 5,312 miliardi di euro (+133,8% a/a) ma i margini sono stati penalizzati "principalmente per maggiori ammortamenti per le variazioni di perimetro e maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti". L'utile netto di pertinenza degli azionisti del gruppo si è pertanto attestato a 126,5 milioni da 132,2 milioni un anno fa. L'indebitamento finanziario netto sale a 3,46 miliardi da 3,26 miliardi un anno fa. L'analisi del grafico di Hera mette in evidenza la flessione di ieri con rottura di due supporti significativi. Il titolo è ora esposto al rischio di violazione di area 3,25, minimi di fine marzo e livelli decisivi da tenere per scongiurare l'ipotesi di ritorno sui 3,0080 del 7 marzo. Il superamento confermato in chiusura di seduta di 3,47-3,48 permetterebbe alle quotazioni di ambire al ritorno sui 3,6940, top dell'11 aprile (conferme in tal senso sopra 3,62) per poi eventualmente allungare verso le resistenze strategiche a 3,78 circa.

STMicroelectronics

STMicroelectronics in forte rialzo con Capital Markets Day. STM ha presentato a Parigi le sue attese per il 2022 e le attese per il 2025-27. Molto ambizioso l'obiettivo per i ricavi. Il gruppo fissa in oltre 20 miliardi di dollari di ricavi l'obiettivo per il triennio 2025-2027, contro i 14,8-15,3 miliardi della guidance 2022. Il titolo giovedì è salito del 3,98% a 35,75 euro (massimo di seduta a 36,03). I prezzi hanno disegnato un potenziale doppio minimo, figura rialzista, dal 12 aprile con base in area 33,20/50. La figura verrebbe tuttavia completata solo sopra il top del 29 aprile a 36,72, in quel caso diverrebbero possibili rialzi verso i 39,50 euro. Resistenza intermedia a 37,45, media mobile esponenziale a 200 giorni. Sotto 33,20, primo supporto di breve termine a 33,80, le attese di rimbalzo verrebbero negate, rischio in quel caso di test di 31,71, minimo di marzo, poi di area 29,80.

Brembo

Seconda seduta consecutiva archiviata in forte rialzo da Brembo che ieri ha fatto segnare un progresso del 7% attestandosi in chiusura a 10,60 euro. Mercoledì il gruppo attivo nel settore degli impianti frenanti ha comunicato i risultati del primo trimestre, apparsi in netta crescita: ricavi 857,6 milioni di euro (+27,0% a/a, +18,7% a/a a parità di cambi e di perimetro), utile netto a 71,7 milioni contro i 61,4 milioni dell'anno scorso. Secondo il management "Brembo continuerà a conseguire risultati superiori al mercato di riferimento". Graficamente in sole due sedute il titolo ha recuperato quanto aveva perso dai massimi di fine marzo. Prosegue dunque l'azione di risalita dopo l'affondo che aveva spinto i prezzi fino a 8,09 euro ad inizio marzo ed il recente andamento dei corsi sembrerebbe preludere ad un ulteriore spunto rialzista che proietti obiettivi in area 11,40/11,50, circostanza che permetterebbe la copertura del gap ribassista lasciato aperto lo scorso 24 febbraio a quota 11,24. Oltre 11,50 verrebbero poi gettate le basi per il riavvicinamento ai massimi annuali di gennaio a 13,52 euro (resistenza intermedia a 12,50 circa). Solo il perentorio ritorno sotto 9,80 porrebbe dubbi sulle possibilità di ripresa del titolo, introducendo il test a 9,50 e poi quello in area 9, riferimento strategico che dovrà scongiurare un nuovo test a 8 euro.

(SF - www.ftaonline.com)