Moncler

Moncler sale con decisione dopo il completamento dell'operazione Stone Island, che vede Rivetti socio in Double R. Sul grafico c'è una figura rialzista ma ancora non è completata. Il titolo ha guadagnato ieri il 2,01%, andando a terminare a 45,27 euro, ha anche subito una netta discesa dai massimi intraday a 46,35 euro. Il prossimo 23 Maggio le azioni Moncler staccano un dividendo da 0,60 euro. I massimi di seduta sono a contatto con la media mobile esponenziale a 20 giorni, un primo ostacolo da superare per poter dare un seguito al rimbalzo iniziato dai minimi del 9 maggio. Oltre 46,35 prima resistenza a 47,87, minimo del 12 aprile e primo dei ritracciamenti di Fibonacci (23,6%) del ribasso dal massimo di novembre. Oltre i 48 euro i prezzi potrebbero tentare il test del massimo di aprile, a 53,26 euro, limite superiore del potenziale doppio minimo disegnato dal 7 marzo. Sotto i 43,50 euro rischio di nuovo test del supporto critico di area 41,00/41,50.

Telecom Italia

Buone notizie per Telecom Italia dai giornali di oggi. Il Sole 24 Ore scrive che le sinergie derivanti dall'integrazione della rete con quella di Open Fiber ammontano a ben 4,5-5,0 miliardi di euro. Questo sarebbe il risultato del lavoro di analisi svolto dai consulenti privati che hanno riaperto il dossier realizzato un anno fa dai due advisor tecnici (Italtel per Telecom e Altman Solon per Open Fiber), poi non utilizzato per l'interruzione delle trattative. La valutazione è nettamente superiore a quella emersa allora anche a causa del perimetro interessato, ora più ampio. Il cda di Telecom dovrebbe esaminare il memorandum d'intesa con CDP (ha il 60% di Open Fiber) il 26 maggio. L'analisi del grafico di Telecom Italia mette in evidenza il rimbalzo delle ultime sedute, movimento che necessita ora di rafforzarsi mediante il superamento in pianta stabile di 0,2850 euro: in tal modi verrebbe completato il potenziale testa e spalle rialzista in formazione dal 5 maggio, con obiettivi a 0,3240 e 0,3692 (massimo del 30 marzo). Discese sotto 0,2520 anticiperebbero invece un test del minimo storico a 0,2204 del 7 marzo.

Banca Mps

Segno positivo nella seduta di ieri per Banca Mps che ha chiuso gli scambi con un progresso dell'1,29%. Secondo indiscrezioni di stampa entro la fine della settimana verranno annunciati i global coordinator del consorzio di garanzia per l'aumento di capitale da minimi 2,5 miliardi di euro: la scelta dovrebbe cadere su nomi di primissimo piano come Mediobanca, BofA e JP Morgan. L'operazione potrebbe partire a ottobre. Sono lontani i tempi in cui si parlava quotidianamente di Banca Mps sui mezzi di informazione nazionale in merito a tutte le vicissitudini dell'istituto di credito senese. Dopo il mancato accordo, lo scorso autunno, con Unicredit, i riflettori dei media si sono spenti, ma il titolo in borsa non ha cambiato marcia. Anzi, lunedì 9 maggio ha toccato nuovi minimi assoluti a 0,6860 euro e da allora la reazione a cui abbiamo assistito ha ricondotto i prezzi fino a 0,707 euro. Cosa dire? Ad oggi chi ha comprato il titolo in un qualsiasi momento degli ultimi 15 anni, mantenendolo in portafoglio, ha perso soldi. Cosa attendersi ora? Magari un rimbalzo ci può anche stare, si possono rivedere gli 80 centesimi di euro, ma il rischio di nuovi affondi resta concreto. Sotto 0,68 via libera verso 0,60, poi ci attendiamo il prossimo raggruppamento azionario, così per dare apparentemente un pò di dignità al titolo che nel 2007 valeva attorno ai 9000 euro. Altri commenti sono superflui.

(SF - www.ftaonline.com)