Generali

Generali chiude il primo trimestre con risultati migliori rispetto alle attese degli analisti. I premi lordi ammontano a 22,322 miliardi di euro, +6,1% a/a e sopra il consensus fissato a 20,859 miliardi. Molto bene il segmento Vita con un +19,3% a/a. Il risultato operativo si attesta a 1,626 miliardi, +1,1% a/a e sopra gli 1,551 miliardi del consensus. Il risultato netto è pari a 727 milioni, -9,3% a/a a causa delle svalutazioni su investimenti russi ma comunque superiore ai 651 del consensus. Il combined ratio peggiora a 90,4% da 88,0% un anno fa, penalizzato dalla maggiore sinistralità dovuta anche alla rimozione delle restrizioni COVID-19, ma è comunque migliore del 91% del consensus. Bene la posizione di capitale con il Solvency Ratio in miglioramento a 237% da 227% l'anno scorso e superiore al consensus fissato a 233%. Confermati i target 2021-2024: utile per azione a +6/8% medio annuo, flussi di cassa netti della Capogruppo superiori a 8,5 miliardi (2022-2024) e dividendi cumulati per complessivi 5,2-5,6 miliardi (2022-2024). L'analisi del grafico di Generali mette in evidenza la correzione partita dal massimo del 1° aprile a 21,55 euro e la pausa delle ultime 2-3 settimane. Discese sotto 17,65 potrebbero anticipare un test del minimo di inizio maggio a 17,2050: in caso di rottura riattivazione del movimento ribassista verso il supporto dinamico a 15,85 e il minimo del 7 marzo a 15,30. Sopra 18,50-18,60 si profilerebbe l'ipotesi di inversione di tendenza, da confermare con il superamento di 19,30-19,40 per 21,55.

Mediobanca

La Bce mette un freno alle mire di Del Vecchio in Mediobanca. Il quotidiano MF riporta che la Banca centrale europea avrebbe anticipato alla holding Delfin di Leonardo Del Vecchio la contrarietà al superamento della soglia del 19,9% del capitale di Mediobanca. Secondo MF il superamento della soglia del 20% del capitale richiederebbe a Delfin la trasformazione in holding bancaria. L'impossibilità per Del Vecchio di salire ulteriormente riduce l'appeal speculativo del titolo ma non impedisce ai broker di confermarsi positivi. Per Intesa Sanpaolo il giudizio resta "buy" con prezzo obiettivo a 12,7 euro. Anche Equita Sim ha confermato la raccomandazione "buy" su Mediobanca con un prezzo obiettivo a 12,8 euro. Il titolo non è stato capace nelle ultime settimane, nonostante i numerosi tentativi, di salire oltre i 78,6% di ritracciamento del ribasso dal top di novembre 2021, resistenza in area 10,10 euro. In mancanza del superamento del 78,6% (percentuale di Fibonacci) il bel rialzo del titolo messo a segno dal minimo di marzo rischia di essere solo la parte centrale di una correzione ribassista più complessa, iniziata lo scorso novembre. Senza la rottura di area 10,10 si rischia una discesa verso area 8,65, base del gap del 16 marzo. Segnali in questo senso verrebbero al di sotto di area 9,45. Oltre area 10,10 Mediobanca potrebbe invece puntare al ritorno sui massimi dello scorso novembre a 10,88 euro.

ERG

ERG ha chiuso la seduta di ieri con un risicato rialzo (+0,12%) a 33,44 euro, dopo essere stata per lunghi tratti ben oltre la parità, avendo toccato un massimo a quota 34,74. GLi acquisti erano scattati in scia alle indiscrezioni di stampa secondo cui il fondo IFM Investors Pty sarebbe interessato a mettere piede nel gruppo delle rinnovabili. L'ipotesi, già emersa a fine marzo, è quella dell'acquisto di una quota di minoranza di San Quirico, la holding con cui la famiglia Garrone controlla il 62,5% di ERG: le risorse che IFM Investors Pty apporterebbe verrebbero utilizzate per sviluppare le attività. Anche nella giornata di martedì i prezzi avevano toccato un massimo a 35 euro prima di arretrare. Si tratta dei nuovi record assoluti ma nel breve i corsi potrebbero accusare la stanchezza. Per ora la seduta di ieri non aggiunge molto al quadro tecnico, si è trattato di un "inside day" e come tale potrebbe rappresentare solo una pausa del precedente rialzo ma anche l'avvio di una correzione. Indicazioni più precise al superamento di uno dei due estremi del range compreso tra 32,14 e 35 euro. Oltre quota 35 si aprirebbe la strada verso i 40 euro, sul fronte opposto invece primo target a 31 euro poi supporto in area 29,50.

(SF - www.ftaonline.com)