Campari

Campari ha chiuso la seduta di ieri con un rialzo dell'1,8% dopo che Rémy Cointreau ha archiviato l'esercizio 2021-2022 con risultati record e superiori alle attese, con indicazioni positive per il 2022-2023 grazie alle performance della divisione superalcolici premium. Il reddito operativo organico è salito del 39,9% a/a a 334,4 milioni di euro, meglio del +38,6% del consensus. I ricavi organici sono saliti del 27,3% a/a: l'a.d. Eric Vallat prevede tassi di crescita a doppia cifra anche per il primo trimestre dell'attuale esercizio. Graficamente la giornata di ieri non ha comunque cambiato niente rispetto al giorno precedente, con i prezzi che si sono mossi all'interno del range disegnato mercoledì, una candela ribassista compresa tra 10,02 e 9,712 euro. La permanenza del titolo al di sotto della media esponenziale a 50 sedute, ora a 10,10 euro, implica ancora debolezza ed il rischio che la flessione avviata ad inizio settimana, successivamente al test proprio della citata media, possa estendersi verso il supporto in area 9,40, importante riferimento chiamato a scongiurare il ritorno sui bottom di marzo a quota 8,73. Oltre 10,10 invece le tensioni si allenterebbero ed i prezzi avrebbero spazio per risalire inizialmente verso 10,37 e poi in direzione dei top di aprile in area 11,10.

Unicredit

Unicredit ha terminato la seduta di giovedì in calo dello 0,3% a 10,682. L'a.d. Andrea Orcel ha dichiarato a MoltoEconomia del Messaggero che l'uscita dalla Russia è complicata: il gruppo sta valutando tutte le opzioni e seguendo con attenzione il tema sanzioni che è in continua evoluzione. Anche se il mercato resta cauto sul titolo, che comunque a maggio ha messo a segno un robusto rialzo, Goldman Sachs ha riavviato la copertura con raccomandazione "buy" e target price a 18,50 euro, dando fiducia alla banca. Sul fronte grafico Unicredit sta affrontando una prova decisiva: i prezzi sono saliti con i massimi di mercoledì a testare in area 11 euro il 38,2% di ritracciamento del ribasso dal picco di febbraio e hanno poi disegnato in corrispondenza di quei livelli una figura ribassista, una "bearish engulfing". In caso di violazione a 10,55 euro della media mobile esponenziale a 100 giorni ci sarebbe il rischio di un approfondimento del ribasso, inizialmente verso area 9,70, poi, sotto quei livelli, fino a 8,60 euro, base del gap rialzista dell'11 maggio. Al superamento di area 11 si aprirebbe invece la strada per il raggiungimento del livello successivo al 38,2% di ritracciamento nella scala di Fibonacci, il 50%, a 11,80 circa.

Banca MPS

Banca MPS sta trattando con Bruxelles sugli esuberi. L'a.d. Luigi Lovaglio, in vista della presentazione del piano industriale il prossimo 23 giugno, ipotizza 5 mila uscite su un totale di 21 mila dipendenti. Si tratta di un numero superiore ai 4 mila del precedente piano varato dall'ex numero uno Bastianini, ma inferiore ai 6 mila chiesti da Unicredit durante le trattative non andate in porto lo scorso autunno. L'analisi del grafico di Banca MPS evidenzia il recupero dal minimo storico a 0,6845 euro del 19 maggio. Per alimentare il movimento i corsi dovrebbero superare quota 0,79 per poi puntare verso 0,85 e 0,90. sotto 0,7635 probabile una correzione verso 0,7315 almeno, con il rischio concreto di ritorno sul minimo storico.

(SF - www.ftaonline.com)