La Borsa di New York ha chiuso la seduta in forte rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato il 2,81%, l'S&P 500 il 2,99% ed il Nasdaq Composite il 3,19%.
La Fed ha alzato i tassi di interesse dallo 0,25-0,50% allo 0,75% -1%. Si tratta del primo rialzo da mezzo punto dopo maggio 2000. La banca centrale, che ridurrà il portafoglio titoli dal primo giugno, prevede due ulteriori incrementi dello 0,5% nelle prossime riunioni.
Tra i titoli in evidenza Moderna +5,81%. La biotech del Massachusetts ha comunicato risultati per il primo trimestre segnati da profitti netti triplicati da 1,22 a 3,66 miliardi di dollari. Su base rettificata l'eps è rimbalzato da 2,84 a 8,58 dollari, contro i 5,37 dollari del consensus di FactSet. Nei tre mesi i ricavi sono passati da 1,94 a 6,01 miliardi, contro i 4,2 miliardi attesi dagli analisti.
Marriott International +4,74%. Il gruppo alberghiero ha chiuso il primo trimestre con un RevPar (ricavi per camera disponibile) in crescita del 96,5% e con un utile netto di 377 milioni di dollari contro la perdita di 11 milioni dello stesso periodo di un anno prima.
Advanced Micro Devices +8,66%. Il produttore di chip ha comunicato risultati relativi al primo trimestre con ricavi che per la prima volta superano i 5 miliardi di dollari e ha previsto di andare oltre i 6 miliardi già nell'attuale periodo. Nei tre mesi i profitti netti passati da 555 milioni di dollari, pari a 45 centesimi per azione, a 786 milioni, e 56 centesimi. Su base rettificata l'eps è più che raddoppiato da 52 centesimi a 1,13 dollari, contro i 91 centesimi del consensus di FactSet. I ricavi sono invece saliti da 3,45 a 5,89 miliardi di dollari, contro i 5,01 miliardi stimati dagli analisti.
Starbucks +9,83%. Il colosso del caffè ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in crescita del 14,5% a 7,64 miliardi di dollari. Gli analisti avevano previsto 7,59 miliardi di dollari.
Sul fronte macroeconomico il rialzo dei nuovi impieghi nel mese di aprile, secondo quanto comunicato da Adp Research Institute (nel suo Adp National Employment Report, che misura la variazione mensile nell'occupazione privata non agricola), è stato di 247.000 unità, in deciso rallentamento rispetto alle 479.000 di marzo (486.000 in febbraio) e contro le 654.000 dell'aprile 2021. La lettura, basata sui dati delle buste paga di circa 400.000 aziende Usa, si confronta con i 390.000 nuovi impieghi del consensus di Dow Jones Newswires e The Wall Street Journal.
Il deficit della bilancia commerciale, secondo quanto comunicato da U.S. Census Bureau e U.S. Bureau of Economic Analysis, è cresciuto a marzo a 109,8 miliardi di dollari dagli 89,8 miliardi della lettura finale di febbraio (89,2 miliardi in gennaio), contro i 106,7 miliardi del consensus di Dow Jones Newswires e The Wall Street Journal. Nel mese le esportazioni sono state pari a 241,7 miliardi (contro i 228,6 miliardi precedenti), a fronte di 351,5 miliardi di importazioni (317,8 miliardi in febbraio). L'export è salito del 5,6% sequenziale contro il rialzo del 10,3% dell'import.
In aprile l'indice Pmi dei servizi elaborato da S&P Global ha registrato in Usa un calo a 55,6 punti dai 58,0 punti di marzo (56,5 punti in febbraio), comunque sopra ai 54,7 punti della lettura preliminare diffusa il mese scorso. Il Pmi Composite, che combina l'indice dei servizi con quello del manifatturiero, è invece sceso a 56,0 punti dai 57,7 punti precedenti (55,9 punti in febbraio), contro i 55,1 punti del dato flash.
L'indice non manifatturiero Ism, secondo quanto comunicato dall'Institute for Supply Management (Ism, confederazione delle aziende attive nel procurement), in aprile ha registrato un calo a 57,1 punti dai 58,3 punti di marzo (56,6 punti in febbraio), contro i 58,5 punti del consensus.

(RV - www.ftaonline.com)