Leonardo termina la seduta di lunedì con un rialzo dell'1,39% a 9,932 euro. I prezzi sono saliti fino ad un massimo intraday a 10,27 euro. Il mercato apprezza i buoni dati del primo trimestre: nuovi ordini +10,8%, ricavi +7,7%, EBITA a 132 milioni di euro (+39%), risultato netto ordinario +74 milioni (-2 milioni nel primo trimestre 2021), Free Operating Cash Flow (FOCF) a -1.080 milioni, in miglioramento (+24%) rispetto al primo trimestre del 2021 (-1.422 milioni). E' stata inoltre confermata la guidance 2022. L'a.d. Alessandro Profumo ha dichiarato che al momento è prevedibile che l'impatto della guerra in Ucraina sul settore difesa andrà oltre l'anno, probabilmente si estenderà al medio termine. Banca Akros ha confermato la raccomandazione "buy" e ha incrementato il target price da 12 a 15 euro. Nonostante il saldo di seduta positivo la candela giornaliera disegnata il 9 maggio è uno "shooting star", elemento che compare in presenza di forti resistenze, in questo caso il massimo del 20 aprile a 10,30 euro, e che può quindi dimostrarsi un punto di partenza di un ribasso. Senza la rottura di area 10,30 il rischio di un test del supporto critico di area 9,62 euro, massimo dell'11 marzo, e di quello di area 9,50 euro, base del gap del 12 aprile, è elevato. Discese fino in area 9,50 non sarebbero particolarmente dannose per la tenuta dell'uptrend in atto dai minimi di marzo, sotto quei livelli ci sarebbe invece da iniziare a temere una fase ribassista più estesa. Non deve essere sottovalutata la presenza di tre gap lasciati aperti durante il rialzo, quello del 28 febbraio, quello dell'11 marzo e quello del 12 aprile. La teoria dell'analisi tecnica insegna che la comparsa di tre gap con determinate caratteristiche (il primo successivo ad una fase laterale, il secondo centrale rispetto all'intero movimento, il terzo nella fase finale del movimento) anticipa una inversione o perlomeno un'ampia correzione. Sotto area 9,50 attesa la ricopertura del gap dell'11 marzo con base a 8,29 euro. Sopra il massimo di aprile a 10,30 i timori di essere in presenza di una fase di "distribuzione", introduttiva ad un ribasso, verrebbero ridimensionati, possibile in quel caso il test di 11,24, lato alto del gap del 24 febbraio 2020.

(AM - www.ftaonline.com)