Nexi (-0,4% a 14,2450 euro) si conferma debole in avvio di settimana dopo il pesante calo accusato venerdì (-3,54%) in scia alle indiscrezioni del Messaggero secondo cui le risorse destinate al cashback potrebbero essere dimezzate rispetto a quanto stabilito dal precedente governo (da 5 a 2,3 miliardi di euro). Di conseguenza, il programma rischia di fermarsi sei mesi prima del previsto (ovvero a fine 2021). L'analisi del grafico di Nexi evidenzia la flessione delle ultime settimane e l'avvicinamento al minimo di fine gennaio a 14,20 euro.

L'eventuale violazione di questo supporto determinerebbe il completamento del potenziale doppio massimo in formazione da inizio anno, figura ribassista capace di respingere il titolo sui 12,5450 toccati a inizio novembre (riferimento determinante nel medio termine). Affidabili segnali di forza solo al superamento del recente massimo a 15,68, operazione che permetterebbe alle quotazioni attaccare le resistenze a 16,70-17,00 per poi tentare il riavvicinamento al massimo storico dello scorso ottobre a 18,19.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)