Nelle scelte di investimento per il 2022 dovrà crescere il peso della componente azionaria, in modo da trarre vantaggio dalle prospettive di una crescita economica che sarà ancora sostenuta in virtù dell'allineamento in senso espansivo delle politiche fiscali e monetarie e della necessità di accelerare la transizione verso un modello economico più sostenibile e inclusivo.

Nell'ambito della componente obbligazionaria, saranno da privilegiare i bond emessi dai Paesi emergenti e le obbligazioni corporate high yield e investment grade Europa.

Sono queste in estrema sintesi le indicazioni dell'Outlook investimenti 2022 di UniCredit, messo a punto dall'unità Group Investment Strategy e presentato in questi giorni alla clientela.

L'asset allocation consigliata per il 2022 si basa su previsioni che vedono uno scenario positivo per l'economia globale, in cui la crescita continuerà a essere sostenuta sia delle politiche fiscali, con gli importantissimi piani di investimento varati dai governi per risollevare le economie dallo shock della pandemia e promuovere la transizione verso la green economy, sia da quelle monetarie, ancora accomodanti, sia pure in misura minore che nel 2021, in modo da rendere sostenibile il servizio del debito.

Uno scenario in cui tornerà a fare capolino l'inflazione che, pur se in calo rispetto ai picchi attuali, si posizionerà su livelli complessivamente superiori a quelli del decennio precedente e che nel 2022 resterà anche in Eurozona sopra il target del 2% della Bce.

"La nostra sfida – ha commentato Manuela D'Onofrio, Head of Group Investment Strategy di UniCredit - è sempre quella di accompagnare i risparmiatori italiani verso scelte che consentano innanzitutto di proteggere il capitale e quindi di conseguire un rendimento positivo in termini reali. In questo nuovo contesto di reflazione che si sta delineando, tali obiettivi non possono più essere ottenuti solo con il tradizionale investimento obbligazionario. La soluzione più efficiente per avere nel medio-lungo termine rendimenti positivi è incrementare il peso dell'esposizione ai mercati azionari".

Dallo scorso anno UniCredit ha indirizzato la selezione verso specifici temi di investimento, che in parte superano il concetto geografico di asset allocation e che vengono inseriti nei portafogli consigliati.

La selezione per il 2022 si è focalizzata sulle buone prospettive delle aziende europee, grazie al peso elevato dei settori ciclici e alla leadership che stanno assumendo nella transizione green, e sulla ritrovata forza dell'economia italiana, che ha mostrato una straordinaria resilienza e beneficerà degli stimoli del PNRR. Oltre che sulle potenzialità di lungo termine del mercato cinese, le cui valutazioni sono considerate attraenti. Gli Stati Uniti resteranno ben supportati dagli investimenti fiscali del piano Biden e dall'elevata presenza di leader mondiali della tecnologia.

"Nella tecnologia in particolare – ha sottolineato D'Onofrio - vediamo opportunità nelle aziende legate al mercato dei semi-conduttori, elemento chiave nel processo di digitalizzazione industriale. Inoltre, vediamo un grande sviluppo nel clouding e nel processo d'integrazione dei sistemi".

Infine, il tema ESG. "Abbiamo già adottato processi di selezione che ci portano a inserire società che si impegnano concretamente nella lotta contro il cambiamento climatico – ha concluso D'Onofrio - e siamo particolarmente focalizzati su aziende e Paesi che fanno dell'inclusività una politica di sviluppo. Inclusività significa infatti aumentare il potenziale di crescita delle aziende, generando nuove idee e nuovi modi di lavorare. Riteniamo inoltre che corretti processi di governance siano indispensabili per creare valore per un'emittente, con effetti positivi sia sulle azioni che sulle obbligazioni".

(GD - www.ftaonline.com)