Piazza Affari in rosso. Petroliferi e industriali sotto pressione, sale Hera. FTSE MIB -0,4%.

Il FTSE MIB segna -0,4%, il FTSE Italia All-Share -0,4%, il FTSE Italia Mid Cap -0,3%, il FTSE Italia STAR -0,8%.

BTP poco mosso, sale lo spread. Il rendimento del decennale segna 0,59% (chiusura precedente a 0,60%), lo spread sul Bund 97 bp (da 94) (dati MTS).

Mercati azionari europei negativi: EURO STOXX 50 -0,8%, FTSE 100 -0,9%, DAX -0,6%, CAC 40 -0,5%, IBEX 35 -1,2%.

Circa quaranta minuti dopo l'apertura di Wall Street i principali indici americani sono incerti: S&P 500 -0,1%, NASDAQ 100 +0,1%, Dow Jones Industrial -0,3%.

I petroliferi ritracciano dopo i progressi di ieri in sintonia con il greggio. Dopo il rimbalzo originato dai minimi da febbraio toccati martedì sera, il prezzo del barile di petrolio arretra dai livelli di ieri pomeriggio. I future maggio segnano per il Brent 62,50 $/barile (minimo martedì a 60,20 circa, massimo ieri a 64,50), per il WTI 59,05 $/barile (minimo a 57,20 circa, massimo a 61,30). Eni -1,7%, Tenaris -3,1%, Saipem -2,1%.

Vendite sugli industriali CNH Industrial -2,0%, Buzzi Unicem -2,9%, Interpump -1,3%.

In rosso anche Leonardo -1,7% che perde ulteriore terreno dopo la massiccia flessione di ieri causata dall'annuncio del rinvio della quotazione di DRS. L'a.d. Alessandro Profumo ha spiegato che la decisione è stata presa a causa dei forti tagli alle spese per la Difesa americana che l'amministrazione Biden sta per varare. Ieri Matteo Salvini e il capogruppo in commissione difesa alla Camera, il leghista Roberto Paolo Ferrari, hanno chiesto un cambio della dirigenza.

In controtendenza De' Longhi +2,2% grazie alle indicazioni per il triennio 2021-2023. Confermata la strategia di crescita, con ricavi attesi in crescita a cambi costanti tra il 10% e il 12% medio annuo e mid to high single digit a parità di perimetro (quindi senza la neo-acquisita Capital Brands); la profittabilità è prevista in espansione con un margine di adjusted Ebitda in aumento in percentuale sui ricavi tra i 40 e i 100 punti base entro il 2023 (includendo Capital Brands) rispetto al valore reported raggiunto dal Gruppo nel 2020; previsti investimenti industriali, addizionali a quelli ordinari, per circa 100 milioni di euro (45 milioni nel triennio 2018-2020); prevista una generazione di cassa, prima dei dividendi e di eventuali operazioni straordinarie, in media attorno ai 250 milioni per anno.

Hera +2,8% si conferma sui massimi da settembre dopo che il cda ha approvato ieri i contri 2020. Ricavi a 7.079,0 milioni di euro (+2,4%), margine operativo lordo (MOL) a 1.123,0 milioni di euro (+3,5%), utile netto di pertinenza degli azionisti a 302,7 milioni di euro (+0,6%), posizione finanziaria netta in miglioramento a 3.227,0 milioni di euro, con PFN/MOL in calo a 2,87x da 3,02x nel 2019. Proposta di dividendo in crescita a 11 centesimi di euro per azione (+10%). Telecom Italia +0,7% positiva dopo le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ieri nel corso di un convegno. Giorgetti ha sollecitato chiarezza sulla rete unica, invitando i soggetti a esplicitare i loro progetti prima di Pasqua.

Mediaset +2,8% rimbalza dopo tre sedute consecutive in rosso. Ieri il titolo era stato penalizzato dalla notizia del ricovero (da lunedì scorso) di Silvio Berlusconi al San Raffaele per controlli di routine e per un adeguamento della terapia alla quale si sta già sottoponendo. Nella giornata di ieri il leader di Forza Italia e fondatore di Mediaset è stato dimesso.

Gli appuntamenti macroeconomici di oggi: negli USA alle 15:30 scorte petrolio settimanali (EIA).

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)