Piazza Affari positiva con industriali e petroliferi. FTSE MIB +2,05%.

Mercati azionari europei brillanti. Wall Street in forte rialzo: subito dopo la chiusura delle borse europee S&P 500 +2,4%, NASDAQ Composite +3,5%, Dow Jones Industrial +1,6%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +2,05% (performance settimanale +2,44%), il FTSE Italia All-Share a -1,20%, il FTSE Italia Mid Cap a -1,56%, il FTSE Italia STAR a -2,49%.

BTP in peggioramento, poco mosso lo spread. Il rendimento del decennale segna 2,85% (chiusura precedente a 2,76%), lo spread sul Bund 189 bp (da 188) (dati MTS).

Euro sopra il minimo da gennaio 2017 contro dollaro toccato durante il pomeriggio a 1,0350. EUR/USD al momento quota 1,0415 circa.

*Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo che negli USA a maggio l'indice della fiducia dei consumatori (Univ. Michigan) *è calato a 59,1 punti dai 65,2 punti della lettura finale di aprile (59,4 punti in marzo), contro i 64,1 punti del consensus. Nell'eurozona a marzo la produzione industriale ha registrato un declino dello 0,8% annuo contro il progresso dell'1,7% della lettura finale di febbraio (1,5% la flessione di gennaio) e il ribasso dell'1,0% del consensus. Su base mensile la produzione industriale è invece scesa dell'1,8% contro il precedente incremento dello 0,5% (0,7% il calo di gennaio) e la flessione del 2,0% stimata dagli economisti. In Francia ad aprile il tasso d'inflazione (dato finale) è salito al 4,8% annuo dal 4,5% di marzo (3,6% in febbraio), in linea con la lettura preliminare diffusa lo scorso mese. Su base sequenziale l'inflazione è scesa allo 0,4% dall'1,4% precedente (0,8% in febbraio), anche in questo caso in linea con il dato flash.

Industriali in forte progresso, soprattutto tra le medie capitalizzazioni. L'indice FTSE Italia Industria segna +2,14%. Molto bene Stellantis +3,89%, Interpump +4,32%, CNH Industrial +4,08%, Carel Industries +13,66%, Maire Tecnimont +9,77%, Salcef Group +9,10%, Antares Vision +11,11%.

Ulteriore rialzo per STM +6,03% a 37,9050 euro. Equita conferma la raccomandazione hold ma incrementa il target da 42 a 46 euro dopo il Capital Markets Day di ieri a Parigi: il gruppo ha fissato in oltre 20 miliardi di dollari (oltre le attese) di ricavi l'obiettivo per il triennio 2025-2027, contro i 14,8-15,3 miliardi della guidance 2022.

Biesse, +11,57% a 16,20 euro, accelera al rialzo grazie ai risultati del primo trimestre. Banca Akros ha migliorato la raccomandazione da accumulate a buy con target a 22 euro. Ricavi a 196,6 milioni di euro (+21,8% a/a), EBITDA a 26,1 milioni (+27,1% a/a), utile netto a 9,8 milioni (+43,2% a/a). L'entrata ordini per il Gruppo Biesse (solo macchine) nel primo trimestre 2022 è aumentata del 14,8% a/a, del 80,5% rispetto al 2020 e del 36,8% nei confronti del pari periodo 2019. Il portafoglio ordini ammonta a 409 milioni di euro (+62,5% a/a, +116,4% rispetto a Marzo 2020 e +83,1% rispetto alla stessa data 2019), +7,2% da fine 2021. Non rilevante e non significativa l'incidenza diretta sul backlog attuale (< al 3%) degli ordini relativi ai paesi direttamente coinvolti nel conflitto Russia-Ucraina.

GVS +10,56% annulla la massiccia flessione di due giorni fa in scia ai dati relativi al primo trimestre 2022: i ricavi sono stati pari a 81,1 milioni di euro, in calo dai 103,0 milioni di un anno fa, ma a +17,3% su base normalizzata dall'effetto COVID del primo trimestre del 2021 (69,1 milioni). Il risultato netto normalizzato è pari a 16,4 milioni, contro i 32,1 milioni di un anno fa che su base normalizzata si attestano a 19,2 milioni. Per l'esercizio 2022 GVS conferma "la previsione di una moderata crescita in termini di fatturato anche grazie al contributo positivo delle acquisizioni più recenti" e di "limitata diluizione" dell'EBITDA margin. Stamattina GVS ha annunciato l'acquisizione, da Mattia Ravizza, del 100% del capitale sociale del Gruppo Haemotronic, specializzato nella produzione di componenti e sacche per il settore medicale con stabilimenti in Italia e Messico. L'acquisizione è cash & debt free di 212 milioni di euro (EV), corrispondenti ad un multiplo di 15x EV/EBIDTA adjusted 2021 di Haemotronic (pari a circa 20% del fatturato 2021 di 70,4 milioni di Euro.

*Petroliferi in netto rialzo *grazie al rally del greggio: toccati i massimi da inizio settimana. Il future luglio 2022 sul Brent segna 111,00 $/barile circa, il future giugno 2022 sul WTI 110,00 $/barile circa. Eni +2,13%, Tenaris +3,76%, Saipem +9,29%.

*Molto bene i difensivi *che estendono i recuperi dai minimi toccati ieri: Diasorin +6,39%, Amplifon +5,97% e Recordati +3,13%.

Sottotono Prysmian, +0,39% a 28,02 euro. Equita conferma la raccomandazione hold ma riduce il target da 35 a 34 euro. Il gruppo ha chiuso il primo trimestre 2022 con dati in crescita e superiori alle attese. A raffreddare gli entusiasmi sono le parole prudenti del management sui risultati attesi per l'attuale esercizio: c'è fiducia sulla possibilità di alzare la guidance sull'EBITDA adjusted (1,01-1,08 miliardi di euro) ma occorre aspettare i dati del secondo trimestre. Per quanto riguarda il free cash flow sarà probabilmente nella parte bassa della guidance (400 milioni +/- 15%).

Telecom Italia +1,50% positiva ma sotto i massimi visti in avvio grazie a indiscrezioni di Reuters (poi confermate dopo la chiusura del mercato con un comunicato ufficiale) secondo cui il cda di FiberCop (società che controlla l'ultimo miglio della rete del gruppo) ha dato l'ok all'accordo commerciale con Open Fiber sulle aree bianche. KKR, che ha il 37,5% di FiberCop, sempre secondo i rumor, ha votato a favore. Ricordiamo che il private equity americano ha avanzato una proposta non vincolate per l'acquisizione di Telecom ma una mese fa il cda del gruppo telefonico aveva "deliberato all'unanimità di non ritenere opportuno, in questa fase, dare seguito alla richiesta di due diligence" di KKR.

Unipol -8,25% (minimi da fine marzo) e UnipolSai -3,17% in netta flessione dopo i dati del primo trimestre e il nuovo piano strategico 2022-2024 del gruppo. Nessuna sorpresa dai risultati trimestrali né sul fronte dell'accorciamento della catena di controllo del gruppo, un tema speculativo su cui alcuni investitori avevano probabilmente puntato.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)