Avvio di settimana in verde a Piazza Affari, sebbene il rialzo sia stato merito dei "big" del listino mentre i titoli minori sono apparsi in sofferenza. Il FTSE MIB segna +0,63%, il FTSE Italia All-Share +0,49%, il FTSE Italia Mid Cap -0,7%, il FTSE Italia STAR -1,55%.
BTP e spread stabili. Il rendimento del decennale segna 0,80% (chiusura precedente a 0,79%), lo spread sul Bund 101 bp (da 101) (dati MTS). Secondo Christine Lagarde, numero uno della Bce, l'inflazione resterà al di sotto del target nel medio periodo, sebbene con pressioni al rialzo.
Dopo due ore dall'apertura di Wall Street gli indici azionari americani sono contrastati con il solo Dow Jones in territorio positivo.
A Milano acquisti sui petroliferi con il prezzo del greggio in rialzo. Il future dicembre sul Brent segna 78,7 $/barile, il future novembre sul WTI 75,40 $/barile. Eni +2,32%, Tenaris +3,37%, Saipem +1,68%.
In forte rialzo Unicredit +5,1%: secondo fonti vicine al dossier sentite da Reuters, il Tesoro pensa che un accordo per la vendita della quota di maggioranza di Banca MPS +1,43% al gruppo guidato da Andrea Orcel sia ormai vicino e si ipotizza un annuncio entro ottobre.
Perde terreno invece Banca Carige -3,9%. La BCE sarebbe preoccupata del fatto che il Tesoro sia troppo concentrato sul dossier MPS e che quindi l'uscita dalla crisi dell'istituto ligure (mediante un'aggregazione) possa subire ritardi. L'Eurotower avrebbe di conseguenza chiesto al FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, ha l'80% di Carige) l'impegno in un eventuale aumento di capitale che potrebbe rendersi necessario in caso di prolungamento dell'attuale fase di stallo.
Debole Nexi -0,37%: il direttore corporate ed external affairs Saverio Tridico alla fine della scorsa settimana ha dichiarato a Reuters che il gruppo è interessato a lavorare sull'euro digitale ma non ci sono contatti formali con la BCE. Mercoledì l'a.d. Paolo Bortuzzo aveva dichiarato alla CNBC che Nexi sta contribuendo alla definizione della valuta digitale proposta a luglio dalla BCE.
Acquisti su Telecom Italia +3,04% e Leonardo +4,2% dopo le indiscrezioni di stampa riguardo al Polo Strategico Nazionale (PSN, gestione dei servizi cloud della PA) ed al piano sviluppato da TIM (45%) con i partner Leonardo (25%), CDP (20%) e Sogei (10%). La proposta del consorzio al governo prevedrebbe ricavi pari a 4,6 miliardi di euro ed EBITDA di 1,1 miliardi in 13 anni (350 e 85 milioni/anno rispettivamente, con margine al 25% circa).
Pesante flessione per La Doria (-12,45%) dopo che nel fine settimana il cda ha comunicato di essere stato informato dai soci riuniti nel patto di sindacato che ricomprende una partecipazione nella società pari al 63% del capitale, che sono in corso trattative con Investindustrial volte all'acquisizione di detta quota a 16,50 euro per azione, con successiva OPA totalitaria al medesimo prezzo. E' stata concessa a Investindustrial un'esclusiva fino al 20 ottobre, "data entro la quale si prevede la sottoscrizione degli accordi di natura vincolante relativamente all'operazione".
Venerdì il titolo era balzato fino in area 19,50 grazie alle indiscrezioni di stampa sull'intendimento degli attuali azionisti di maggioranza di esplorare alternative di valorizzazione. Il prezzo della trattativa con Investindustrial rappresenta quindi una netta delusione per chi aveva acquistato ipotizzando valori evidentemente ben diversi.

(AC - www.ftaonline.com)