Piazza Affari positiva, stona Telecom. FTSE MIB +0,57%.

*Mercati azionari europei positivi. Wall Street poco mossa: *subito dopo la chiusura delle borse europee S&P 500 +0,0%, NASDAQ Composite +0,0%, Dow Jones Industrial +0,1%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,57% (performance settimanale +2,46%), il FTSE Italia All-Share a +0,52%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,42%, il FTSE Italia STAR a +0,10%.

BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 2,11% (chiusura precedente a 2,07%), lo spread sul Bund 154 bp (da 148) (dati MTS). Euro in ulteriore calo contro dollaro dopo la flessione di ieri. EUR/USD al momento quota 1,1040 circa.

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: nuovi lavoratori dipendenti non agricoli marzo +431mila unità da +750mila unità (atteso +490mila); indice ISM manifatturiero marzo 57,1 punti da 58,6 punti (atteso 59 punti); spesa per costruzioni edili febbraio +0,5% m/m da +1,6% m/m R (atteso +1%). Nell'eurozona: inflazione preliminare marzo +7,5% a/a (precedente +5,9%, consensus +6,6%); indice Markit PMI manifatturiero marzo 56,5 punti da 58,2. In Cina: indice Markit/Caixin PMI manifatturiero marzo 48,1 punti da 50,4 punti (consensus 50,0).

Amplifon +3,31% guadagna ulteriore terreno e tocca i massimi da metà gennaio. Il titolo approfitta ancora degli ottimi dati 2021 comunicati a inizio mese: ricavi a 1.948,1 milioni di euro, a cambi costanti +29,5% rispetto al 2020 e +18,7% rispetto al 2019; EBITDA ricorrente a 482,8 milioni, +32,0% rispetto al 2020 e +26,8% rispetto al 2019; risultato netto ricorrente record a 175,2 milioni, +81,4% rispetto al 2020 e +49,6% rispetto al 2019; proposto un dividendo di 0,26 euro per azione, +18,2% rispetto agli 0,22 del 2020.

Telecom Italia, -3,45% a 0,3220 euro, in forte ribasso: Barclays riduce il target del titolo da 0,23 a 0,13 euro. Inoltre Il Messaggero scrive che la prossima settimana, una volta scaduto il termine fissato in lunedì 4 aprile per le ulteriori informazioni che KKR dovrà fornire al cda del gruppo telefonico, dovrebbe tenersi una riunione straordinaria del board di CDP per dare il via formale al percorso di realizzazione della rete unica TIM-Open Fiber, percorso che vede come passo successivo la firma di un memorandum d'intesa. Il titolo quindi scende anche perché l'ipotesi di avvio della rete unica allontana l'OPA di KKR.

Bancari in rialzo: l'indice FTSE Italia Banche segna +1,44%, l'EURO STOXX Banks +1,2%. Finecobank +3,36%, Mediobanca +1,84%, BPER Banca +1,70%, Intesa Sanpaolo +1,03%, Unicredit +1,49%.

Generali +1,64% estende il rally e tocca nuovi massimi da ottobre 2008. La corsa verso l'assemblea del 29 aprile per il rinnovo del cda è ormai entrata nel vivo. Ieri Leonardo Del Vecchio ha dichiarato a Bloomberg che apprezza il piano industriale presentato alla fine della scorsa settimana da Francesco Gaetano Caltagirone e che sta pensando di salire ancora nel capitale oltre l'8% (attualmente ha il 5% tramite Delfin, dati Consob). Secondo indiscrezioni di stampa Caltagirone ora controlla il 9,519% di Generali, contro il 6,5% circa riportato dal sito Consob. Inoltre Delfin e Fondazione CRT hanno sciolto il patto: Del Vecchio può ora salire fino al 10% senza chiedere autorizzazioni. Mediobanca (primo azionista della compagnia assicurativa con il 15,51%) può contare su diritti di voto pari al 17,22% in virtù di un prestito titoli.

*Petroliferi positivi *con il greggio in recupero dai minimi dal 17 marzo toccati a inizio mattinata in scia ai rumor relativi a un rilascio straordinario di riserve strategiche da parte degli USA. Al termine di una riunione con gli altri Paesi IEA (International Energy Agency) è stato deciso di procedere con il rilascio ma l'entità verrà stabilita successivamente. Il future giugno 2022 sul Brent segna 105,55 $/barile (da 102,37), il future maggio sul WTI 100,55 $/barile (da 97,81). Eni +0,90%, Tenaris +0,98%, Saipem +2,18%.

Sale IREN +3,00%: MF scrive che il gruppo sta pensando a un'operazione con Egea, multiutility di Alba che opera nel settore della fornitura di luce e gas. Il quotidiano ipotizza l'affitto di Egea Commerciale (80mila clienti circa, quasi un miliardo di euro di ricavi), operazione che potrebbe anticipare una successiva acquisizione (totale o di una quota di maggioranza).

ERG, +2,59% a 30,94 euro, sui massimi da metà novembre. Equita ha inserito il titolo nella sua lista Best Pick, con raccomandazione buy e target a 34 euro confermati. Secondo indiscrezioni di stampa la famiglia Garrone ha avviato le procedure per la cessione di una quota di minoranza di San Quirico SpA, holding che controlla il 62,53% di ERG.

*Altro tonfo per Fine Foods & Pharmaceuticals (-14,04%) *dopo il -13,28% accusato ieri in scia alla pubblicazione dei risultati 2021. I ricavi sono in rialzo del 12% ma l'EBITDA adjusted scende del 5% a 21,2 milioni di euro. L'utile netto adjusted sale del 9% a 10,2 milioni grazie alla gestione titoli patrimoniale. Le prospettive per il 2022 non sono buone: il management prevede che il fatturato possa essere impattato dal conflitto in corso tra Russia e Ucraina; anche la marginalità potrebbe essere influenzata, oltre che dal perdurare dell'aumento dei costi dell'energia, da eventuali situazioni di shortage nell'approvvigionamento dei materiali, che hanno fortemente condizionato la fine dell'anno 2021; l'aumento dei costi di materie prime e packaging potrebbe avere un impatto negativo sulla marginalità del gruppo; infine, l'attuale contingenza economica potrebbe influenzare le scelte strategiche e commerciali di alcuni dei clienti del Gruppo con una conseguente contrazione dei volumi di vendita.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)