Dopo aver trascorso la mattinata al di sotto della parità, in scia alla pessima chiusura di ieri a Wall Street, Piazza Affari ha reagito nel pomeriggio risalendo attorno alla parità.
Il FTSE MIB segna -0,09%, il FTSE Italia All-Share -0,13%, il FTSE Italia Mid Cap -0,52%, il FTSE Italia STAR -0,99%.
BTP e spread in divergenza. Il rendimento del decennale segna 2,89% (chiusura precedente a 2,99%), lo spread sul Bund 195 bp (da 193) (dati MTS).
Indici azionari americani in recupero dopo un avvio negativo. Secondo quanto comunicato dal Conference Board, in aprile l'indice anticipatore Usa è calato dello 0,3% mensile, contro il precedente rialzo dello 0,1% (0,6% in febbraio) e la lettura invariata del consensus di Dow Jones Newswires e The Wall Street Journal. L'indice, variabile predittiva che anticipa di circa sette mesi i punti di svolta del ciclo economico, si è attestato lo scorso mese a 119,2 punti.
Lo U.S. Deparment of Labor (il ministero del Lavoro di Washington), ha invece reso noto che le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono salite nella settimana chiusa il 14 maggio a 218.000 unità dalle 197.000 della lettura finale relativa alla precedente settimana e contro le 200.000 del consensus di Dow Jones Newswires e The Wall Street Journal.
Industriali in rosso ma comunque ben lontani dai minimi della mattinata: gli investitori temono che il balzo dell'inflazione spinga le banche centrali ad alzare i tassi in modo consistente, con il rischio di rallentamento della produzione. Interpump -0,49%, Iveco -1,56%, CNH Industrial -1,9%, Carel Industries -1,36%.
In calo anche per Stellantis -0,27% che ha annunciato l'avvio della riorganizzazione della rete europea dei concessionari nel giugno 2023. L'operazione partirà da Austria, Belgio e Paesi Bassi e dai marchi premium e di veicoli commerciali in tutti i mercati continentali.
Vendite sul lusso. Il settore è penalizzato dalle ispezioni decise dalla Commissione Europea presso alcuni gruppi del settore: l'ipotesi è la violazione delle norme che vietano cartelli e altre pratiche restrittive della concorrenza. Moncler -1,37%, Brunello Cucinelli -3,66%, Salvatore Ferragamo -2,97%, Tod's -1,12%.
In verde Generali +0,56% che chiude il primo trimestre 2022 con risultati migliori rispetto alle attese degli analisti. I premi lordi ammontano a 22,322 miliardi di euro, +6,1% a/a e sopra il consensus fissato a 20,859 miliardi. Molto bene il segmento Vita con un +19,3% a/a. Il risultato operativo si attesta a 1,626 miliardi, +1,1% a/a e sopra gli 1,551 miliardi del consensus. Il risultato netto è pari a 727 milioni, -9,3% a/a a causa delle svalutazioni su investimenti russi ma comunque superiore ai 651 del consensus. Il combined ratio peggiora a 90,4% da 88,0% un anno fa, penalizzato dalla maggiore sinistralità dovuta anche alla rimozione delle restrizioni COVID-19, ma è comunque migliore del 91% del consensus. Bene la posizione di capitale con il Solvency Ratio in miglioramento a 237% da 227% l'anno scorso e superiore al consensus fissato a 233%. Confermati i target 2021-2024: utile per azione a +6/8% medio annuo, flussi di cassa netti della Capogruppo superiori a 8,5 miliardi (2022-2024) e dividendi cumulati per complessivi 5,2-5,6 miliardi (2022-2024).
Petroliferi in calo nonostante il recupero del prezzo del petrolio. Eni -0,33%, Tenaris -2,58%, Saipem in contro tendenza +2,18%. Attorno alla parità Leonardo (-0,04%). Il Sole 24 Ore scrive che il gruppo è coinvolto (con Eni, Intesa Sanpaolo, FS, Autostrade e Unipolsai) in un progetto guidato dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per la creazione di una rete italiana di supercomputer con una capacità di calcolo iniziale di 300 petaFLOPS.
Continua il recupro di Unicredit che ha messo a segno un rialzo dell'1,35%, mentre Intesa Sanpaolo ha chiuso poco sotto la parità. In rialzo tra gli altri bancari BPer Banca +0,63% e Banco Bpm +2,17% mentre Mediobanca ha chiuso a -1,03%.

(AC - www.ftaonline.com)