Bel recupero per la borsa italiana che dopo aver segnato i minimi in avvio di scambi ha invertito rotta chiudendo ben sopra la parità. Il FTSE MIB segna +0,99%, il FTSE Italia All-Share +0,96%, il FTSE Italia Mid Cap +0,7%, il FTSE Italia STAR -0,13%.
BTP e spread in netto recupero dai valori di questa mattina. Il rendimento del decennale segna 1,36% (chiusura precedente a 1,40%), lo spread sul Bund 141 bp (da 146) (dati MTS).
Indici azionari americani in rialzo di oltre un punto percentuale. Il Bureau of Economic Analysis ha reso nota la prima stima preliminare del PIL statunitense relativo al quarto trimestre 2021, indicando un rialzo pari al 6,9%, superiore alle attese fissate al +5,5% e alla lettura precedente, pari al 2,3%. Nel primo trimestre 2021 il PIL era cresciuto del +6,3%, nel secondo trimestre del 6,7%. L'indice dei prezzi PCE è aumentato del 7%, rispetto a un aumento del 5,9% precedente. Escludendo i prezzi di cibo ed energia, l'indice dei prezzi PCE è aumentato del 4,9%.
Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 21 gennaio si sono attestate a 260 mila unità, pari alle attese ma in calo dalla settimana precedente (290 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 14 gennaio) si attesta a 1,675 milioni, superiore a 1,624 milioni della rilevazione precedente (attese 1,650 milioni).
Il Dipartimento del Commercio ha inoltre reso noto che nel mese di dicembre la domanda preliminare di beni durevoli è diminuita dello 0,9% su base mensile dal +2,6% precedente, rivisto da +2,5% a fronte di un decremento atteso dello 0,6%. Gli ordinativi dei beni durevoli principali sono cresciuti dello 0,4% su base mensile, dopo l'incremento dello 0,9% a novembre (consensus +0,4%). Infine l'indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato a dicembre un decremento del 3,8% dopo la flessione del 2,3% a novembre. Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione negaitiva pari allo 0,2% mese su mese. L'indice è sceso a 117,7 punti da 122,3 punti precedenti.
A Milano bene i titoli del comparto bancario e quelli del settore petrolifero con Eni in rialzo del 2,43%. Il prezzo del petrolio ha toccato nuovi massimi da inizio anno sebbene poi abbia ritracciato. Sotto tono invece i titoli del risparmio gestito a causa delle turbolenze sui mercati causate dalle tensioni geopolitiche Russia-Ucraina e dall'ormai certo avvio a marzo del programma di rialzo dei tassi da parte della Fed. Finecobank -0,48% e Banca Mediolanum -0,49% ma Azimut (+0,69%) e Banca Generali (+1,13%) sono riuscite a chiudere sopra la parità dopo un avvio negativo.
In rialzo le utility con A2A che guadagna il 3,67%, Enel +2,04%, Italgas +2,24%, Hera +2,28%. Quest'ultima ha approvato il piano industriale al 2025, che prevede investimenti per oltre 3,8 miliardi di euro e progetti concreti per la transizione energetica e l'economia circolare.
Positiva STM +1,93% che ha chiuso il quarto trimestre con ricavi a 3,56 miliardi di dollari (+9,9% a/a), margine lordo al 45,2% (da 38,8% nel trim4 2020), margine operativo al 24,9% (da 20,3% nel trim4 2020) e utile netto a 750 milioni di dollari (+28,9% a/a). Per il primo trimestre 2022 il gruppo italofrancese prevede ricavi netti a 3,50 miliardi di dollari (ben al di sopra del consensus fissato a 3,25-3,30 miliardi) e margine lordo intorno al 45,0%.
Telecom Italia -0,37% sui minimi da novembre all'indomani del cda in cui l'a.d. Pietro Labriola ha illustrato le linee guida del piano industriale 2022-2024, i cui dettagli verranno presentati al board il prossimo 2 marzo. Il manager ha sottolineato "l'importanza di assicurare all'infrastruttura di rete una prospettiva industriale di crescita". Il cda ha dato mandato al manager per l'esplorazione delle opzioni strategiche finalizzate a massimizzare il valore per gli azionisti. Ricordiamo che ieri Iliad ha lanciato la sua offerta per la rete fissa.
In verde Leonardo +0,98% che, in risposta alle indiscrezioni sull'ipotesi di vendita di una linea di business di DRS, ha comunicato che "valuta costantemente diverse opzioni in un'ottica di creazione di valore per i propri azionisti, tra cui la possibilità di procedere alla valorizzazione di alcune linee di business inclusa la suddetta".
Performance positiva per Webuild +1,65% che avvia oggi un programma della durata di 18 mesi di acquisto di azioni proprie fino a un massimo del 10% del capitale. Al momento la società detiene azioni proprie pari allo 0,13% del capitale.
Molto bene Tenaris +2,88% dopo la firma di un MoU (Memorandum of Understanding) con Saipem -0,1% e SIAD per avviare la progettazione di un impianto di cattura e utilizzo di anidride carbonica, da realizzare presso lo stabilimento di Tenaris a Dalmine. Il progetto prevede la cattura di 30 tonnellate giornaliere di CO2 prodotta dalla centrale termoelettrica presente nello stabilimento TenarisDalmine.
De' Longhi, +9,28, estende il rally partito ieri e tocca il massimo dal 5 gennaio. Ieri Equita aveva ha migliorato la raccomandazione sul titolo da hold a buy, inserendolo nel portafoglio small cap con target price fissato a 38 euro. Oggi gli acquisti sono proseguiti sulla scorta dei dati preliminari sui ricavi 2021 pari a circa 3,217 miliardi di euro, in significativa accelerazione sul 2020 (+36,8% e +24,1% a perimetro omogeneo).

(AC - www.ftaonline.com)