Perentoria reazione per la borsa italiana che dopo le sofferenze degli ultimi giorni ha reagito con grande vigore facendo registrae un rialzo prossimo ai 7 punti percentuali. Il FTSE MIB segna +6,95%, il FTSE Italia All-Share +6,79%, il FTSE Italia Mid Cap +5,75%, il FTSE Italia STAR +5,12%. Alla base del recupero le affermazioni delle autorità europee secondo le quali sarebbe possibile rendersi indipendenti dalle forniture russe in tempi non troppo lunghi ed il fatto che gli USA si siano opposti alla fornitura dei MiG-29 della Polonia all'Ucraina, circostanza che allontana il rischio di un allargamento del conflitto con conseguenze difficilmente prevedibili.
Le tensioni sul fronte russo-ucraino restano però elevate così come i rischi di nuovi improvvisi ribassi da parte dei listini azionari.
BTP in peggioramento e spread stabile. Il rendimento del decennale segna 1,67% (chiusura precedente a 1,58%), lo spread sul Bund 147 bp (da 147) (dati MTS).
Mercati azionari americani in rialzo di oltre 2 punti percentuali dopo due ore circa di contrattazioni. L'indagine JOLTS (Job Openings and Labor Turnover Survey) segnala che le posizioni lavorative ricercate dai datori di lavoro a gennaio si sono attestate a 11,263 milioni, superiori ai 11,448 milioni di dicembre (rivisto da 10,925 milioni unità) e ai 10,925 milioni attesi dagli economisti. Le scorte di petrolio settimanali statunitensi si sono invece attestate a -1,863 mln di barili da -2,597 mln precedenti (attesi -0,657 mln)
In forte rialzo i titoli del comparto bancario. Unicredit +11,68% dopo che il gruppo ha rassicurato i mercati sull'esposizione verso la Russia. Complessivamente, nello scenario peggiore (totale azzeramento dell'esposizione) "l'impatto sul CET1 ratio di UniCredit a fine 2021 (15,03%, che sconta il dividendo maturato nel 2021 per 1,2 miliardi di euro) sarebbe di circa 200 punti base", quindi sopra il target 12,5-13,0%. Unicredit conferma pertanto sia il dividendo in contanti proposto per il 2021 di 1,2 miliardi di euro che "il riacquisto di azioni fino all'importo precedentemente concordato di 2,58 miliardi di euro, sotto la condizione che il nostro CET1 proforma di fine anno 2021 rimanga superiore al 13,0%". Inoltre un "impatto finale sul capitale delle nostre esposizioni russe inferiore a 200 punti base ci permetterà di utilizzare fino a un importo equivalente per il riacquisto di azioni".
Molto bene anche Intesa Sanpaolo (+11%) e FinecoBank (+11,87%) per la quale si è espressa positivamente Intesa Sanpaolo, portando il rating da hold a "Add". tra gli altri titoli che hanno chiuso in doppia cifra da segnalare Banca Mediolanum (+10,96%), Exor (+11%) e Stellantis (+12,28%).
Netto progresso anche per altri gruppi con esposizione stabile in Russia come Pirelli & C +10,38% e Maire Tecnimont +5,47%. Pirelli realizza il 3% dei ricavi e il 10% della produzione in Russia. Per Maire Tecnimont il 17% del portafoglio ordini complessivo fa riferimento alla Russia, pari a un controvalore di circa 1,5 miliardi di euro.
Petroliferi in calo, greggio sotto i massimi di ieri pomeriggio. Il future maggio 2022 sul Brent segna 119,70 $/barile (da 133,09), il future aprile 2022 sul WTI segna 116,7 $/barile (da 129,40). Eni -0,5%, Tenaris -5,53%, Saipem -1,44%. Su quest'ultima si segnalano le indiscrezioni relative all'intervento della SACE (controllata da Tesoro e attiva nelle garanzie per le società italiane che esportano) per sostenere la manovra finanziaria di salvataggio del gruppo che sarà varata dal cda del 15 marzo.
Salvatore Ferragamo +9,69% decisamente positiva in scia ai risultati 2021. Ricavi pari a 1.136 milioni di euro (+29,5% a/a), EBITDA a +305 milioni (+93,0% a/a), EBIT a +143 milioni da -63 milioni dell'esercizio 2020 (sopra i 112 del consensus Refinitiv) e utile netto di 81 milioni rispetto ai -72 milioni del 2020 (consensus 55). Il cda propone un dividendo pari a euro 0,34 per azione, identico a quello staccato nel 2019 (e relativo all'esercizio 2018), dopo lo stop degli ultimi due anni.
Leonardo, +0,52%, sotto tono dopo che gli USA si sono opposti alla fornitura dei MiG-29 della Polonia all'Ucraina, circostanza che allontana il rischio di un allargamento del conflitto con conseguenze difficilmente prevedibili. Il titolo era salito molto nelle sedute precedenti grazie alla prospettiva di incremento di spese in armamenti.
Seri Industrial +26,83% balza in avanti dopo l'annuncio secondo cui ieri il Ministero dello Sviluppo Economico ha concesso alla controllata FIB un'agevolazione a fondo perduto da oltre 417 milioni di euro per la realizzazione di una Gigafactory.

(AC - www.ftaonline.com)