Piazza Affari ha chiuso in territorio positivo una seduta poco movimentata. Il FTSE MIB segna +0,42%, il FTSE Italia All-Share +0,26%, il FTSE Italia Mid Cap -1,07%, il FTSE Italia STAR -1,9%.
BTP in peggioramento, spread stabile. Il rendimento del decennale segna 2,05% (chiusura precedente a 2,01%), lo spread sul Bund 152 bp (da 152) (dati MTS).
Mercati azionari americani positivi. Nel pomeriggio Markit ha reso noto che nel mese di marzo l'Indice PMI Manifatturiero (flash) è atteso a 58,5 punti in crescita dai 57,3 punti del mese precedente. In aumento l'indice dei servizi, a 58,9 punti da 56,5 precedenti. L'indice Composite è atteso a 58,5 punti da 55,9 punti precedenti.
In precedenza le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata l'18 marzo si sono attestate a 187 mila unità, inferiori alle attese (210 mila) e al dato della settimana precedente (215 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione (calcolato sui dati all'11 marzo) si attesta a 1,350 milioni, inferiore alla rilevazione precedente fissata a 1,417 milioni (attese 1,410 milioni).
Il Dipartimento del Commercio USA ha invece reso noto che nel mese di febbraio la domanda di beni durevoli è diminuita del 2,2% su base mensile dal +1,6% precedente (attese -0,5%). Gli ordinativi dei beni durevoli principali sono scesi dello 0,6% dal +0,8% precedente. Gli ordinativi di beni esclusi i mezzi per la difesa sono diminuiti del 2,7% dal +1,4% della lettura precedente.
A Milano denaro su Telecom Italia +8,4% in scia ai nuovi dettagli relativi alla risposta di KKR ai quesiti posti dal cda del gruppo telefonico. Il Sole 24 Ore stamattina ha riferito che il private equity ha ribadito l'interesse per l'intera Telecom (quindi non anche per singoli asset) con l'obiettivo di delisting e chiedendo di poter effettuare la due diligence. Inoltre l'operazione non verrebbe finanziata a debito se non in minima parte: l'attuale struttura finanziaria di Telecom non verrebbe quindi modificata in misura significativa. Alcune fonti sentite da Reuters aggiungono che KKR ha accennato anche a scambi positivi con le autorità italiane sulla questione e che il gruppo americano sembra ora disposta a discutere dell'integrazione della rete con quella di Open Fiber, elemento che non era presente nella manifestazione di interesse di novembre.
Saipem -2,58% corregge dopo il balzo di ieri (+7,2%) in scia a indiscrezioni di stampa secondo cui gli azionisti di riferimento Eni e CDP sono pronti, con l'appoggio di un gruppo di banche, a erogare in anticipo 1,5 miliardi di euro dei 2 miliardi complessivi dell'aumento di capitale da eseguire per salvare il gruppo. La ricapitalizzazione non è possibile al momento a causa dell'eccessiva volatilità del mercato dovuta alla guerra in Ucraina. Inoltre Eni presterebbe una garanzia su un prestito bancario bridge-to-equity da 855 milioni di euro, cui poi dovrebbe subentrare SACE.
Ottime notizie per Danieli & C +2,1%: il gruppo ha ricevuto dal gruppo Nucor Corporation una commessa da oltre 650 milioni di dollari, la maggiore a livello mondiale per macchinari e automazione degli ultimi 20 anni. Nel dettaglio, il produttore di acciaio leader americano ha scelto la tecnologia di laminazione diretta QSP-DUE® Danieli Universal Direct Rolling per un nuovo impianto da costruire ex novo in West Virginia per la produzione di nastri di acciaio di qualità laminati a caldo, nonché la tecnologia di laminazione a freddo e linee di processo per due progetti per nastri di acciaio laminati a freddo. L'avviamento di questi impianti comincerà verso la metà del 2024 e il funzionamento è previsto entro la fine del 2024.
Settore bancario sotto la parità. Unicredit arretra dello 0,53% mentre Intesa Sanpaolo perde lo 0,83%. Bene gli assicurativi con Unipol in rialzo del 4,21% e Generali che si attesta a +0,98%.
Sale Fincantieri +1,56%: l'esercizio 2021 si chiude con ricavi in crescita del 28,3% a 6,66 miliardi di euro, EBITDA in aumento del 57,4% a 495 milioni (margine 7,4% da 6,1% nel 2020), risultato netto adjusted a +92 milioni (-42 milioni nel 2020), indebitamento finanziario netto in calo a 859 milioni (da 1,06 miliardi al 31 dicembre 2020).
Juventus -3,42%. La società è di nuovo nel mirino della finanza che ha sequestrato documenti inerenti un possibile falso in bilancio. Si starebbe indagando sugli accordi degli stipendi non pagati ai calciatori ad inizio pandemia che invece potrebbero essere stati saldati tramite scritture private.

(AC - www.ftaonline.com)