Avvio di settimana positivo a Piazza Affari, con i principali indici sui massimi degli ultimi 13 anni. Il FTSE MIB segna +0,92%, il FTSE Italia All-Share +0,80%, il FTSE Italia Mid Cap -0,14%, il FTSE Italia STAR +0,22%.
BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 0,98% (chiusura precedente a 0,96%), lo spread sul Bund 107 bp (da 105) (dati MTS).
Gli indici azionari americani si muovono poco sopra la parità. Nel pomeriggio è stato comunicato l'Indice Chicago Fed National Activity del mese di settembre, che si e' attestato a -0,13 punti, inferiore alla rilevazione di agosto pari a +0,05 punti (rivista da +0,29 punti).
A Milano c'era grande attesa per vedere come avrebbero reagito Unicredit e Banca Mps dopo l'interruzione delle trattative per l'acquisizione della banca senese da parte di Unicredit. Banca MPS ha chiuso in calo del 2,38% a 1,0465 euro, ben al di sopra dei minimi visti in avvio a 0,97 euro, Unicredit invece ha fatto segnare un -1,72%. Le avvisaglie di quanto avvenuto nel weekend si erano intraviste nelle indiscrezioni di stampa circolate giovedì scorso: l'impegno chiesto da Unicredit (-1,72%) al MEF per convincerla ad integrare Rocca Salimbeni ammonta a complessivi 8,5 miliardi di euro (tra ricapitalizzazione, incentivi, svalutazioni ed esuberi), mentre il Tesoro sembra disposto ad arrivare a "soli" 6,5 miliardi. Si ipotizza ora una richiesta di proroga alla UE del termine per trovare una soluzione per la banca senese: quello attuale scade a fine anno.
Un portavoce della Commissione UE, a una domanda sull'ipotesi di detta richiesta di proroga dei termini, ha dichiarato che la scadenza esatta del termine per la vendita delle azioni MPS in mano al Tesoro è un'informazione riservata e quindi non può essere commentata dalla Commissione. Il portavoce ha ribadito gli impegni in materia di aiuti di Stato presi dal governo italiano nel 2017 in occasione della ricapitalizzazione precauzionale della banca senese.
Performance leggermente positiva per Banco BPM +0,34% dopo il balzo della mattinata: BPM potrebbe essere interessata a prendere il posto di Unicredit in una nuova trattativa su MPS, nel caso in cui la Commissione UE concedesse la proroga (su questo punto sembra esserci ottimismo). L'acquisizione di MPS permetterebbe a BPM di realizzare il terzo polo bancario italiano alle spalle di Intesa Sanpaolo e Unicredit, e allo stesso tempo evitare di diventare oggetto delle mire del gruppo guidato da Andrea Orcel, desideroso di recuperare posizioni rispetto a Intesa dopo che quest'ultima ha acquisito UBI Banca.
Exor +5,81% tocca il nuovo massimo storico. La holding della famiglia Agnelli avrebbe ripreso il dialogo interrotto nel maggio 2020 con la francese Covèa in merito alla vendita di PartnerRe. La valutazione su cui si discute è quella del Memorandum of Understanding annunciato il 3 Marzo 2020, ovvero 9 miliardi di euro.
Bene i petroliferi con il greggio in rialzo. Eni +1,66%, Tenaris +2,06%, Saipem +1,44%. In calo il settore delle utility. Enel (-0,93%), Hera (-1,03%), A2A (-1,09%) e Acea (-1,45%) mentre Iren segna un rialzo dello 0,52% e guadagnano terreno Italgas (+0,54%) e Terna (+0,19%). Enel ha comunicato al termine della seduta di venerdì i dati operativi dei primi nove mesi del 2021 che hanno registrato una crescita della produzione del 7,4% a 171.501 GWh: è cresciuta dell'11,4% la produzione da fonti convenzionali (gas a ciclo combinato, nucleare, oil & gas e carbone), che copre il 49,1% della generazione complessiva, ed è cresciuta del 4,2% la generazione da rinnovabili (idroelettrico, eolico, solare e geotermico).
Bene Sogefi +3,75%, sui massimi da metà agosto. Venerdì il gruppo ha comunicato risultati al 30 settembre in crescita: ricavi a +19,4% a/a e utile netto da attività operative in continuità di 24,3 milioni di euro, a fronte della perdita da 15,6 milioni nello stesso periodo del 2020. Nel terzo trimestre i ricavi sono scesi del 3,8% a/a, molto meglio del -19,7% del mercato di riferimento.
Buona performance per IVS Group +3,22% in scia all'accordo per l'acquisizione dell'80% del gruppo Liomatic da Cafim Srl, holding della famiglia Caporali. L'operazione si basa su un Enterprise Value complessivo iniziale di circa 154 milioni di euro. Cafim reinvestirà circa il 70% del corrispettivo diventando azionista con una partecipazione compresa tra l'10,9% e il 13,2% in IVS Partecipazioni SpA (azionista di controllo di IVS Group, con il 62,15%).

(AC - www.ftaonline.com)