Dopo 3M (NYSE: MMM), Coca-Cola (NYSE: KO) e McDonald’s (NYSE: MCD) cerchiamo altri titoli da dividendo che, come detto, andranno a rimpinguare questa porzione del nostro portafoglio. In questa parte della guida al reddito da pensione, infatti, finiremo l’analisi degli aristocratici e guarderemo anche ad alcune aziende che offrono dividendi mensili.

Come premessa generale, comunque, c’è da dire che le aziende che garantiscono dividendi altissimi sono anche le più rischiose: ne sono un esempio le royalty trust, soggette ai repentini cambi legislativi che possono riguardare le concessioni o alla mancanza della materia prima da estrarre. Perciò, il più delle volte il gioco non vale la candela, trattandosi di un investimento speculativo ad alto rischio. 

Meglio procedere quindi in acque più calme, anche perché ci sono altri aristocratici molto allettanti da andare a mettere in portafoglio.

Nell’ultimo paragrafo di questa parte di guida troverete le percentuali da dedicare a ciascun titolo

Quali sono i migliori titoli energetici da dividendo?  

«Taking on the world’s toughest energy challanges» recita il moto di una delle più importanti compagnie petrolifere degli Stati Uniti, Exxon Mobil (NYSE: XOM). Ed effettivamente il gigante con base a Irving, nato nel 1999 dalla fusione delle due aziende che ora ne compongono il nome, ha registrato nel tempo risultati straordinari, ovviamente influenzati dalle oscillazioni che riguardano il petrolio greggio. 

Da sempre Exxon Mobil premia i suoi investitori con cedole molto generose e il dividendo da 6.04% è lì a testimoniarlo. La variazione anno su anno segna un rimbalzo davvero importante dai minimi dell’anno scorso, ma la rincorsa sembra appena iniziata, dacché l’andamento della materia prima è stato di gran lunga migliore rispetto all’azienda e l’upside è notevole: per raggiungere l’ATH ci vorrebbe sostanzialmente un raddoppiamento dei prezzi attuali. 

Di Exxon preoccupa un po’ il debito, ma con il petrolio così costoso nessuna compagnia ha da temere alcunché, men che meno questo il gigante di Irving. 

Il quadro tecnico è tutto sommato buono: la doji di metà agosto ha esaurito la sua influenza e il superamento di alcune resistenze chiave negli ultimi giorni fa pensare che sarà possibile raggiungere il massimo relativo di giugno entro fine anno. Non dovesse accadere, nessuno si fascerebbe comunque la testa, giacché è il dividendo a contare e le possibilità di un pullback sono limitate nella probabilità e nella profondità. 

Per tutte queste ragioni Exxon Mobil è da acquistare subito e tenere per i prossimi dieci anni. 

Chevron e Atmos Energy sono da acquistare? 

Chevron (NYSE: CVX) è di fatto una concorrente di Exxon, ma il mercato ha ampi spazi per entrambi questi giganti. E di spazio gliene troviamo anche nel nostro portafoglio.

Similmente a Exxon, anche Chevron ha conosciuto un progressivo rialzo dai minimi registratisi a novembre dell’anno scorso, ancor più profondi rispetto a quelli di inizio pandemia, ma con volumi meno importanti. Le temute candele rosse, comunque, sono state polverizzate nel giro di pochi mesi, anche se da marzo di quest’anno il titolo ha prevalentemente lateralizzato. 

Inoltre, Chevron ha affrontato la pandemia con una situazione finanziaria più stabile rispetto a tutti i competitors, con debiti meno pesanti. Il rapporto prezzo utile è piuttosto alto per il settore (55) e il massimo di sempre non è poi tanto distante; tuttavia, l’ottimo dividendo da 5.33% mette al riparo dagli storni e mettere questo aristocratico in portafoglio è davvero un’ottima idea. 

Atmos Energy si occupa, invece, di distribuzione di Gas Naturale, la materia prima più pazza di questi giorni, ora in un rally continuo che minaccia di far ritoccare verso l’alto anche le nostre bollette

Eppure, l’azienda, con fatturati in buona crescita negli ultimi nove mesi – a seguito però di una flessione dovuta alle restrizioni per la pandemia –, registra una variazione anno su anno con il segno negativo (-8% circa). Tuttavia, la spinta del gas, prima poi, si dovrà pur far sentire e il discreto dividendo da 2.83% di rendimento è appetibile. Perciò anche Atmos Energy è un acquisto buono per il nostro portafoglio. 

Johnson&Johnson è da comprare? 

Abbiamo già in portafogli Pfizer (NYSE: PFE), leader mondiale nella produzione dei vaccini anti Covid, che ora sta ventilando l’azzardata ipotesi di vaccinazione anche per gli under12 e si sta muovendo anche per le cure al virus che ci tormenta da oltre un anno e mezzo. 

Inoltre, sul settore farmaceutico abbiamo provato anche qualche "scommessa" con aziende al momento in difficoltà, ma con ottime probabilità di rialzarsi e di avviare un’ascesa imperiosa. 

Anche per questi motivi, Johnson&Johnson (NYSE: JNJ) non mi sembra il titolo giusto da mettere in portafoglio, se non per operazioni speculative sul breve termine. 

Esaurita la spinta del vaccino, l’azienda di certo non resterà al palo – i ricavi potrebbero calare, ma non in modo clamoroso, considerando la diversificazione – ma il dividendo da 2.58%, per quanto buono, rischia di colmare appena gli storni. 

La partita sui vaccini, seppur condotta assai bene, è appannaggio di Pfizer e Moderna (NASDAQ: MRNA), a meno di improbabili sovvertimenti, e l’aristocratico J&J, di cui comunque non si può disconoscere la solidità, non fa al caso nostro.

In tutto questo si inserisce anche la ratio che abbiamo seguito per i farmaceutici: al di là dei casi citati e messi nella nostra lista degli acquisiti, è improbabile che la spinta furiosa dell’ultimo anno continui ancora ed è preferibile puntare su quei settori che trarranno beneficio dal ritorno alla “normalità”. 

AT&T paga un buon dividendo? 

Una sola considerazione fondamentale sull’azienda AT&T (NYSE: T): è l’unica nel settore delle telecomunicazioni da comprare e tenere a vita. Il motivo è semplice: il dividendo da 7.72% è imperdibile, specie per un titolo così lontano dai rischi, e ci permette di guardare quasi senza interesse all’andamento delle azioni. 

Le quali, a dire il vero, non brillano, con una variazione anno su anno in territorio leggermente negativo (-2.28%) e un andamento inferiore al settore di riferimento. Quasi tutti gli analisti, comunque, consigliano l’acquisto

  • UBS vede un upside del 27.6% entro un anno; 
  • Tigress Financial fissa il price target a $36.00.
  • Scotiabank è meno positiva con un price target di $31.00. 

Numeri che, lo ripeto, ci interessano fino a un certo punto, perché è il dividendo ad attirare la nostra attenzione. Perciò, anche AT&T entra a buon diritto nel nostro portafoglio. 

Quali sono i migliori titoli finanziari da dividendo? 

Degli aristocratici uno dei finanziari più solidi è dato dalla compagnia assicurativa AFLAC (NYSE: AFL), attiva dal lontano 1955 e dai fatturati in costante ascesa.

Potrebbe preoccupare, in effetti, il raddoppio del prezzo dalla slavina di inizio pandemia e il dividendo è tutto sommato modesto, attestandosi sul 2.5%. Tuttavia, stiamo parlando di un titolo da comprare e tenere pressoché all’infinito, per cui il timing d’acquisto, per una volta, è trascurabile. 

Si consideri anche che negli Stati Uniti si ritornerà poco per volta alla piena occupazione e le polizze assicurative da sottoscrivere – specie nell’ambito sanitario, ove vige un sistema profondamente diverso da quello italiano – aumenteranno senza dubbio, con la sottrazione che AFLAC concede direttamente dallo stipendio del lavoratore. 

Infine, anche nel caso in cui si verifichi uno storno generalizzato ritengo improbabile un calo pauroso del titolo, per cui l’acquisto immediato è comunque da caldeggiare. 

Continuano poi a far gola i dividendi mensili di tre BCD (Business Development Company) che già avevo suggerito qui: Gladstone Investment (NASDAQ: GAIN) stacca cedole pari al 6.7% ad azione; Ellington Financial (NYSE: EFC) si avvicina al 10%; Main Street Capital (NYSE: MAIN) si aggira attorno al 6%. Tre ottime scelte che entrano con merito nel nostro portafoglio e ne usciranno il più tardi possibile, a meno di cambiamenti nella politica della distribuzione dei dividendi. 

I REITs sono convenienti? 

Nella costituzione di un portafoglio finanziario, si è soliti garantire ai REITs il 5% del proprio portafoglio. Non ci discosteremo di poco, avvertendo però che questi titoli sono da tenere per un orizzonte temporale che non ecceda i cinque anni, giacché la garanzia di poter avere i dividendi che ora elencherò è da verificare e valutare anno per anno. Inoltre, il fatto di mettere anche BCD sottrae un po’ di spazio ai REITs. 

Nel già più volte citato articolo consigliavo tre REITs, ma qui ne sceglieremo due, quelle con il dividendo più corposo: AGNC Investment Corporation (NASDAQ: AGNC), con uno spettacolare 8.91% di rendimento; Broadmark Reality Capital (NYSE: BRMK) che regala il 7.94% di dividendo e che segna da sempre buone prestazioni. 

Potete naturalmente scegliere anche altri REITs che per esigenze di spazio non trovano casa in questa rubrica: un consiglio di carattere generale, comunque, è quello di puntare sui REITs interessati al green e con progetti lungimiranti. 

Un’alternativa è puntare su Londra. Infatti, benché spesso lo si dimentichi, anche il Vecchio Continente vanta qualche aristocratico, su tutti Imperial Brands (LSE: IMB) e British American Tobacco (LSE: BATS), che danno dividendi superiori all’8%, anche se su base trimestrale. In ogni caso, da tenere d’occhio, specie per chi vuole essere meno aggressivo con REITs e simili. 

Riepilogo: che percentuali destinare alle azioni da dividendo? 

Dato il 20% agli indici e un ulteriore 20% alle azioni scelte singolarmente, abbiamo detto che i titoli da dividendo avrebbero occupato il 10% del nostro portafoglio. Non dimentichiamo, inoltre, che anche le azioni già messe in portafoglio ci restituiranno dividendi trimestrali, certo in quantità meno notevole. 

Agli aristocratici diamo in totale il nostro 6%, mentre ai cosiddetti dividendi mensili, anche in considerazione del rischio più pronunciato, riserviamo un 4%. 

Ecco le percentuali nel dettaglio (omettiamo i ticker, già indicati, per semplicità): 

  • Coca-Cola (1%) e McDonald’s (1%) sono eccellenti anche per l’andamento dei prezzi, oltre che per i dividendi; 
  • AFLAC (1%) ci assicura (letteralmente!) una grande solidità nel tempo; 
  • AT&T (1%) ha poca concorrenza in patria e la situazione non sembra voler cambiare; 
  • 3M (0.5%) beneficerà del ritorno alla normalità post pandemia; 
  • Chevron (0.5%), Exxon Mobil (0.5%) e Atmos Energy (0.5%) beneficeranno, in ritardo, del rally di petrolio e gas naturale; 
  • Gladstone Investment (1%), Ellington Financial (0.5%) e Mainstreet Capital (0.5%) ci offrono dividend da sballo e sono tra le più sicure nel settore; 
  • AGNC Investment Corporation (1%) e Broadmark Reality Capital (1%) sono I nostril REITs di fiducia. 

Non perdete la prossima puntata! 

(7. Continua)