Risultati negativi e decisamente peggiori delle attese per Saipem (-5,1% a 1,9220 euro) nel secondo trimestre. I ricavi si attestano a 1,582 miliardi di euro, in rialzo del 5,3% a/a ma ben al di sotto degli 1,65 del consensus Bloomberg. L'adjusted EBITDA è negativo per 354 milioni da +31 nel trim2 2020 (consensus -80 milioni). Il risultato netto adjusted è pari a -551 milioni da -123 nel trim2 2020 (consensus -102).

Alla fine del primo semestre i nuovi contratti ammontavano a 4,4 miliardi di euro (4,8 nel sem1 2020) con un portafoglio pari a 23,6 miliardi (26,2 considerando le società non consolidate). Nel portafoglio è incluso il progetto Mozambique LNG con il cliente Total (3,6 miliardi) su cui è stata dichiarata force majeure a fine aprile. Il progetto è in fase di riprogrammazione e non apporterà contributi significativi ai conti nel resto del 2021. Per il secondo semestre il management prevede ricavi a 4,5-5,0 miliardi di euro (3,7 nel sem2 2020) e adjusted EBITDA positivo (+259 milioni nel sem2 2020).

Graficamente Saipem è esposta al rischio di riattivazione della tendenza negativa in essere da metà febbraio: conferme in tal senso con la rottura confermata in chiusura di seduta del minimo del 19 luglio a 1,8220 euro. In tal caso seguirebbero approfondimenti verso le ex resistenze a 1,60 circa con appoggio successivo sulla base del canale discendente ipotizzabile da febbraio (attualmente in transito per 1,51-1,52). Segnali di forza oltre 2,05-2,10 per area 2,30 (top di inizio giugno).

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)