Mercati azionari in forte ribasso dopo l'inizio dell'invasione russa in Ucraina. Le truppe di Mosca sono entrate nel Paese da Est, dalla Bielorussia e dalla Crimea, sconfinando nella regione di Kiev. Attese nella serata ulteriori sanzioni da parte della UE contro la Russia.
Intanto si registra una nuova ondata di acquisti sul gas: il future marzo sul Dutch TTF Gas quotato all'ICE (il riferimento per quanto riguarda l'Europa) ha raggiunto un massimo in area 130 euro, +46% rispetto alla chiusura di ieri, per poi assestarsi sui 125.
Forti vendite invece sull'azionario russo con l'indice Moex in rubli in flessione di oltre il 35% a 1.994 punti dopo un affondo a 1681,5 in corso di seduta.
A Milano il FTSE MIB segna -4,15%, il FTSE Italia All-Share -4,05%, il FTSE Italia Mid Cap -3,14%, il FTSE Italia STAR -2,02%.
BTP e spread in miglioramento. Il rendimento del decennale segna 1,82% (chiusura precedente a 1,95%), lo spread sul Bund 164 bp (da 168) (dati MTS).
Indici azionari americani in rosso dopo due ore circa di scambi. L'EIA (Energy Information Administration) ha comunicato che, nella settimana terminata lo scorso 17 febbraio, le scorte di petrolio negli USA sono cresciute di 4,515 mln di barili. Le stime degli analisti erano fissate su un incremento pari a 0,442 mln di barili. Nella settimana precedente le scorte di petrolio greggio erano cresciute di 1,121 mila barili.
Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti (congiuntamente al Census Bureau) ha comunicato che a gennaio le vendite di nuove abitazioni sono diminuite del 4,5% rispetto al mese precedente, attestandosi a 801 mila unità, in calo rispetto alle 839 mila unità della rilevazione precedente (rivista da 811 mila unità). Le attese erano fissate a 806 mila unità.
Il Bureau of Economic Analysis ha invece reso nota la seconda stima preliminare del PIL relativo al quarto trimestre 2021 indicando un rialzo pari al 7%, pari alle attese e superiore alla lettura precedente, pari al 6,9%. Nel primo trimestre 2021 il PIL era cresciuto del +6,3%, nel secondo trimestre del 6,7%. L'indice dei prezzi PCE è aumentato del 6,3%, rispetto a un aumento del 6,5% precedente. Escludendo i prezzi di cibo ed energia, l'indice dei prezzi PCE è aumentato del 5%.
Crolla Pirelli & C -10,4% che chiude il 2021 con risultati in netta crescita e superiori alle attese. I dati preliminari esaminati ieri dal cda riportano ricavi a 5.331,5 milioni di euro (+23,9% a/a e sopra il consensus fissato a 5.233 milioni). L'EBIT adjusted balza del 62,8% a/a a 815,8 milioni (consensus 807). L'utile netto si attesta a 321,6 milioni da 42,7 nel 2020 (consensus 311). L'indebitamento netto scende a 2.907,1 milioni da 3.258,4 a fine 2020 (consensus 2.929). Guidance 2022 sostanzialmente in linea con il consensus: ricavi tra 5,6 e 5,7 miliardi di euro, EBIT margin adjusted tra 16% e 16,5%, generazione di cassa netta ante dividendi tra 450 e 480 milioni, indebitamento netto a circa 2,6 miliardi. Il management avverte che in caso di escalation Russia-Ucraina i risultati potrebbero posizionarsi nella parte bassa delle forchette indicate. Il CEO Marco Tronchetti Provera in conference call ha precisato che la Russia conta per circa il 3% dei ricavi meno del 4% dell'EBITDA margin.
Vendite massicce sui bancari: indice FTSE Italia Banche -9,45%. In grand difficoltà Unicredit -13,49% (terza banca UE per esposizione sulla Russia) ma anche Intesa Sanpaolo -7,99% (gestisce più della metà delle operazioni commerciali tra la Russia e l'Italia) ha subito un forte calo. L'esposizione finanziaria delle banche nazioni verso la Russia sarebbe di 25,3 miliardi di dollari tra prestiti e finanziamenti e di circa 6 miliardi di garanzie. Banco BPM -8,19%, BPer Banca -7,6%, Mediobanca -5,31%.
Buzzi Unicem -7,84% scende sui minimi da ottobre 2020. Il gruppo di Casale Monferrato realizza quasi il 10% dei ricavi in Russia e Ucraina e quasi il 20% di ricavi ed EBITDA nell'Europa Orientale: è quindi uno dei più esposti ai rischi connessi alla crisi Russia-Ucraina.
CNH Industrial -2,24% limita le perdite dopo il -6% di ieri e tocca i minimi da febbraio. Il piano strategico al 2024 presentato martedì non è stato apprezzato dal mercato. I ricavi netti delle Attività Industriali sono attesi a 20-22 miliardi di dollari (CAGR del 6% circa), margine EBIT adjusted delle Attività Industriali tra 12% e 13% circa (oltre 200 punti base sopra il 2021), margine EBIT per il segmento Agriculture tra 14,5% e 15,5%, utile netto per azione (diluted EPS) superiore a 1,70 dollari (1,35 nel 2021), Free Cash Flow cumulato 2022-2024 delle Attività Industriali previsto oltre 4,4 miliardi di dollari.
I petroliferi provano a limitare i danni approfittando del balzo del petrolio sui massimi dal 2014. Eni -0,48%, Tenaris -1,1%, Saipem +1,85%.
Azimut (-7,17%) ha precisato che in merito alle recenti illazioni di stampa relative a un'indagine su crediti cartolarizzati che vedrebbe la società come parte offesa si esclude categoricamente il coinvolgimento di un manager Azimut in questa vicenda. "Come Gruppo quotato ci riserviamo di tutelare i nostri interessi nelle sedi opportune. Poiché la vicenda non lo merita, confermiamo l'utile netto di oltre 600 milioni di euro realizzato nel 2021 che non prevede accantonamenti a riguardo (ovviamente come non ci sono negli esercizi precedenti)".
Recordati (-5,97%) ha presentato risultati preliminari nel 2021, apparsi in linea con gli obiettivi. L'Ebitda è in crescita del 5,8% e l'Utile operativo del 4,5% a 490,2 milioni di euro.

(AC - www.ftaonline.com)