Apertura di settimana all'insegna delle vendite a Piazza Affari con spread e rendimenti in rialzo. Il FTSE MIB segna -1,03%, il FTSE Italia All-Share -1,04%, il FTSE Italia Mid Cap -1,15%, il FTSE Italia STAR -1,03%.

BTP e spread come detto in netto peggioramento. Il rendimento del decennale segna 1,81% (chiusura precedente a 1,71%), lo spread sul Bund 158 bp (da 150) (dati MTS).

Indici azionari americani in leggero calo. I positivi dati sulla creazione di posti di lavoro annunciati la scorsa settimana hanno fatto crescere dal 13% al 31% la percentuale di economisti che ritiene che la Federal Reserve (Fed) possa alzare i tassi di 50 punti base nel meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) del 15-16 marzo.

A Milano nuovo strappo ribassista per Diasorin -4,33% che scende sui minimi da aprile 2020. Prosegue la flessione del titolo in scia alle norme adottate dal governo che riducono la domanda di tamponi. Diasorin è attiva, tra le altre cose, nella produzione dei test per il SARS-CoV-2.

Intesa Sanpaolo +1,8% in verde grazie a una serie di report positivi dopo la pubblicazione venerdì dei dati 2021: utile netto pari a 4,185 miliardi di euro, +19,4% a/a escludendo le componenti relative all'acquisizione di Ubi Banca e l'impatto contabile del connesso impairment del goodwill. Per il 2022 il management vede un utile netto superiore ai 5 miliardi di euro ed un payout ratio pari al 70% dell'utile netto. Approvato il Piano di Impresa 2022-2025: obiettivi nel complesso in linea con le attese. JP Morgan, Exane e Kepler Cheuvreux hanno confermato i giudizio positivi e incrementato i target price.

Contrastati i petroliferi in scia alla correzione del greggio rispetto ai massimi dal 2014 toccati tra venerdì pomeriggio e questa notte. Eni -2,18%, Tenaris +0,09%, Saipem +1,09%. Su quest'ultima segnaliamo che S&P ha peggiorato il rating da BB a BB-. Ricordiamo che venerdì è stata varata una nuova struttura organizzativa "funzionale a migliorare la capacità esecutiva dei progetti e a completare la revisione strategica in corso finalizzata al rafforzamento della struttura patrimoniale e finanziaria del Gruppo".

Da oggi è entrato in carica il direttore generale Alessandro Puliti, "con ampie deleghe operative e gestionali". Puliti proviene da Eni dove fino a venerdì era Direttore Generale Natural Resources. La nuova struttura depotenzia notevolmente l'a.d. Francesco Caio e conferma le indiscrezioni circolate durante la scorsa settimana in base alle quali gli azionisti di riferimento ENI e CDP (entrambi controllati dal MEF) volevano un rafforzamento della struttura manageriale per gestire al meglio la situazione di crisi dopo il warning emesso lunedì 31 gennaio.

Pesante ribasso per Enel -3,14%: venerdì a mercato chiuso è stato reso noto che Fitch ha rivisto al ribasso il rating a lungo termine della società portandolo a BBB+ da A-. Confermato a F-2 il rating a breve termine. L'outlook resta stabile. Fitch ha motivato la decisione con "il previsto aumento della leva finanziaria nel medio termine, dovuto alle opportunità di investimento che hanno portato Enel ad espandere progressivamente il suo piano di capex nel contesto della transizione energetica".

Ancora vendite su Stellantis -0,97% dopo il -5,25% accusato venerdì in scia allo scivolone di Ford: oltre -13% circa nelle ultime due sedute della scorsa settimana a causa di dati trimestrali deludenti. Ieri il Messaggero ha riferito che le attività nello stabilimento Sevel di Atessa oggi resteranno bloccate a causa del mancato arrivo di motori dalla Francia.

Banca MPS (+0,54). Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato all'unanimità la revoca, con decorrenza immediata, del Dott. Guido Bastianini, quale Direttore Generale, Amministratore Delegato e Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di BMPS, nonché di tutte le relative deleghe restando quest'ultimo in carica quale componente del Consiglio di Amministrazione della Banca. A sostituire Bastianini sarà Luigi Lovaglio (ex Banca Pekao).

Colpo di reni di TIM (+0,24%) che nel finale annulla le perdite riportandosi sopra la parità. La Procura brasiliana ha chiesto al Cade (Conselho Administrativo de Defesa Economica, in pratica l'Antitrust) di bloccare la vendita delle attività mobili di Oi SA alle rivali TIM SA, Vivo (Telefonica Brasil) e Claro (America Movil). Mercoledì ci dovrebbe essere una prima analisi dell'Authority.

(AC - www.ftaonline.com)