Dopo una seduta in positivo per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,93% giovedì su nuovi massimi storici), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza rialzista è stata complessivamente confermata. Tra gli investitori continua a prevalere l'ottimismo, nonostante il perdurare di rischi sul fronte della pandemia. Il Giappone si prepara a estendere fino al 31 maggio lo stato d'emergenza dichiarato per le regioni di Tokyo, Osaka, Kyoto e Hyogo. La misura dovrebbe anche essere estesa ad Aichi e Fukuoka. Attese per il cruciale dato sulla disoccupazione Usa che verrà diffuso in giornata. Il clima positivo è confermato dal guadagno intorno allo 0,40% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in marginale rialzo e il parallelo indebolimento dello yen sul biglietto verde contribuisce a sostenere la performance di Tokyo: il Nikkei 225 guadagna però solo lo 0,09% (fa meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,29%). Sul fronte macroeconomico, in marzo i salari medi totali sono saliti in Giappone dello 0,2% annuo, in recupero rispetto al ribasso dello 0,4% di febbraio. I salari reali sono invece cresciuti dello 0,5% annuo. L'indice Pmi dei servizi del Giappone, stilato da Markit in collaborazione con Jibun Bank, è salito in aprile a 49,5 punti dai 48,3 punti di marzo, contro i 48,3 punti del dato flash diffuso lo scorso mese.

In aprile le esportazioni dalla Cina, calcolate in dollari, sono rimbalzate del 32,2% annuo, in miglioramento rispetto al 30,6% precedente e contro il 21,0% del consensus del Wall Street Journal. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa lo 0,60% e lo 0,90% rispettivamente, contro la netta flessione di quasi l'1,50% dello Shenzhen Composite. In negativo Hong Kong: l'Hang Seng si muove però poco sotto la parità (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in declino intorno allo 0,60%). Progresso di circa lo 0,60% per il Kospi di Seoul, mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 segna una crescita dello 0,27% in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)