Dopo una chiusura d'ottava in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, apprezzatosi dello 0,88% venerdì), la tendenza in positivo è complessivamente proseguita con l'inizio della nuova settimana sui mercati asiatici anche se si è fatta maggiormente contrastata. I deludenti dati sull'occupazione Usa hanno di fatto regalato fiducia agli investitori, nella convinzione che il dietrofront della Federal Reserve (Fed) dal suo programma di allentamento monetario sia ancora lontano nel tempo. Rimangono preoccupazioni per gli sviluppi della pandemia di coronavirus in Asia, anche in vista dei Giochi olimpici di Tokyo a luglio. Il Giappone promette misure rigide per evitare focolai ma resta il fatto che finora solo circa il 3% della popolazione nipponica è stato vaccinato. Il risultato è comunque di un progresso intorno allo 0,50% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è sostanzialmente invariato ma il parallelo indebolimento dello yen sul biglietto verde contribuisce a sostenere la performance di Tokyo: il Nikkei 225 guadagna infatti lo 0,55% (fa meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,99%). Sul fronte macroeconomico, l'indice Nab Business Confidence dell'Australia è salito in aprile a 26 punti dai 15 punti di marzo, attestandosi su nuovi massimi storici. L'indice relativo alle condizioni di business è invece cresciuto a 32 punti dai 25 punti precedenti, anche in questo caso segnando un nuovo record. A Sydney l'S&P/ASX 200 registra un rialzo dell'1,30% in chiusura.

In aprile le riserve in valute estere di Pechino sono salite a 3.198 miliardi di dollari dai 3.170 miliardi di marzo, contro i 3.200 miliardi del consensus di Reuters. Le riserve d'oro di Pechino, intanto, sono cresciute in termini di valore a 110,73 miliardi di dollari dai 105,93 miliardi di fine marzo (invariate a 62,64 milioni di once). A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa lo 0,20% e lo 0,60% rispettivamente, contro la flessione intorno allo 0,30% dello Shenzhen Composite. In negativo anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in declino di circa lo 0,20% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un calo intorno allo 0,70%). Progresso di circa l'1,70% invece per il Kospi di Seoul.

(RR - www.ftaonline.com)