Per quest'anno il Black Friday è un venerdì nero pesto a  Wall Street  e nelle borse di tutto il mondo. Cosa sta succedendo?

Venerdì Wall Street ha chiuso in un calo agghiacciante, appena si è cominciata a spargere la voce della nuova variante sudafricana, la Omicron. La preoccupazione sta rimontando nuovamente tra gli investitori e le borse ne risentono quasi subito. 

L'indice Dow Jones, per esempio, è calato del 2,52% a 34.900 punti, il Nasdaq è calato del 2,23% a 15.491 punti e l'S&P 500 è calato del 2,26% a 4.595 punti.

Una giornata così nera per le borse americane non capitava dal 1950.

Le flessioni sono avvenute il giorno dopo una delle festività più amate dagli americani, il Giorno del Ringraziamento.

Gli investitori sono dubbiosi, paurosi, non hanno fatto in tempo a fidarsi di questa "nuova normalità" imposta dall'alto, di queste "nuove promesse" di governi ormai non più credibili, che arriva un'altra notizia buia, la variante sudafricana appunto, ad eliminare ogni ottimismo finanziario e d'investimento.  

La notizia della variante sudafricana ha fatto calare le borse a picco

E così la notizia della variante Omicron (chiamata sudafricana solo perché è stato sequenziata in Sudafrica, sia chiaro, ma non è nata in Africa era già presente in altri paesi come Nuova Zelanda e Australia, e non ha effetti più gravi della variante Delta, anzi con tutta probabilità ha una virulenza più leggera) diffusa dai media è bastata per produrre un sell-off mondiale sui tutti i mercati e le borse del mondo. Che brutti scherzi che gioca la paura eh?

Tra gli indici statunitensi in calo e che abbiamo già elencato, citiamo anche la carta di credito più diffusa negli Stati Uniti, ovvero l'American Express, che ha chiuso la seduta con  -8,58%.

Sessione nera anche per Boeing, che cala di ben 5,42%, per non parlare di Caterpillar, che va giù del 3,89%.

Gravissimo anche il calo che ha colpito il titolo Merck, ormai a -3,83 punti percentuali.

Perdita importante anche per  American Airlines, che ottiene -8,79%,  per Marriott International che crolla del 6,45%. In calo anche Bed Bath & Beyond, del 6,24%.

Variante Sudafricana e calo delle Borse, un film già visto

Appena si muove qualcosa sul fronte Covid, varianti varie ed eventuali e paura, le borse crollano, il mercato diventa più volatile del solito, e tutti corrono ad acquistare beni rifugio.

Tutti gli investitori si sono mossi in maniera coerente e sistemica senza lasciare spazi a dubbi. Le borse non vanno d'accordo con eventi incerti e con la paura, soprattutto di una variante che prevedibilmente potrebbe essere utilizzata dai governi di tutto il mondo per ri-bloccare di nuovo tutto. Meglio lasciar perdere gli investimenti rischiosi e buttarsi a capo fitto sui beni rifugio.

L’incertezza sulla pericolosità della nuova variante sudafricana, chiamata Omicron, ha fatto ripiombare nella paura del primo lockdown tutti gli investitori del mondo. 

Ormai il gioco al massacro e al terrore è ricominciato nuovamente. Mentre il Governo stanzia nuovi soldi (come dice l'articolo 8 del nuovo decreto presentato in Conferenza Stampa il 24 novembre) per i media e gli organi di informazione, affinchè continuino con la campagna promozionale pro-vaccino, una nuova variante sembra essere quanto di più provvidenziale potesse avvenire proprio in questo momento in cui si vuole provare ancora a convincere (come se non bastasse aver tolto loro tutti i diritti fondamentale dell'essere umano) chi non vuole vaccinarsi, a farlo.

Ed ecco che da qualche giorni tutti i tg, partono con la medesima tiritera sentita e risentita già altre volte in questi due anni: "Una nuova variante, più contagiosa, più pericolosa, moriremo tutti". Davvero, ad un certo punto, non se ne può più.

Ma le borse sono sensibili a questi annunci e così colano a picco. La paura è inversamente proporzionale all'andamento delle borse di tutto il mondo.

Nonostante i vaccini, nonostante la promessa "nuova normalità", nonostante una libertà sottoposta ad un Qr Code a scadenza, nonostante l'ubbidienza della massa ad un potere ormai accentrato in un solo organo, ovvero il Governo (e questa su ogni dizionario è chiamata dittatura) con la nuova variante riappare lo spauracchio delle restrizioni, chiusure o addirittura di un nuovo lockdown. Ed ecco che è immediatamente panico tra gli investitori. 

«La chiave ora è scoprire se i vaccini attuali rimangono efficaci contro le varianti o meno» spiega Emmanuel Cau, head of European equity strategy di Barclays, «questa incertezza, potrebbe portare le banche ad essere più caute del necessario» aggiunge l'analista. 

In linea con Wall Street e tutte le piazze asiatiche che hanno chiuso in calo, ieri anche Piazza Affari ha chiuso a meno 4,6%.

Tra gli asset più importanto, il petrolio è arrivato a perdere oltre il 10%, e anche con le criptovalute non sta andando affatto meglio. Bitcoin dopo aver subito perdite anche del 20% nei giorni scorsi, ieri ha chiuso con un calo dell'8%, mentre sono aumentate le valute che vengono considerate dagli investitori come beni "rifugio" ovvero lo yen e il franco svizzero.

Come sono andate le altre borse d'Europa dopo la notizia della variante omicron?

Madrid maglia nera con meno il 5,08%, poi c'è Parigi che ha perso il 4,64% e Francoforte che è calata del -4,1%.

Il ribasso della borsa di Londra è stato più contenuto, con un calo del 3,64%. Anche l'importante indice Stoxx 600, che mette insieme i principali titoli di borsa ha perso terreno ed è calato del 3,7%, questo significa che 390 miliardi sono stati bruciati in una sola seduta. 

Variante Sudafricana: il dubbio sempre più forte che i vaccini non funzionino con questa variante

Secondo alcuni scienziati questa variante, ripetiamo chiamata Sudafricana solo perché è stata sequenziata in Sudafrica, probabilmente più contagiosa della Delta, bucherebbe i vaccini che si stanno continuando ad inoculare in tutto il mondo e che, come vogliamo ribadire, sono ancora i vaccini studiati sulla variante di Wuahn, che ormai non esiste più perché è variata migliaia di volte. 

Se così fosse nella realtà, e la protezione data dal vaccino, non servisse per la variante Omicron, i mercati sprofonderebbero ancora di più.

Pfizer pronta al vaccino per Omicron in soli 100 giorni

Pfizer, uno dei titoli che non si arresta nella sua crescita in Borsa, ha annunciato che ha bisogno di soli 100 giorni per adattare il vaccino alla nuova variante.

Ormai siamo arrivati a livelli quasi alieni: 100 giorni per un nuovo vaccino adattato alla nuova variante Omicron, niente paura!

Pfizer, che invece nei giorni scorsi è salita a livelli esagerati in borsa, ha promesso a tutto il mondo di essere in grado di produrre un vaccino a prova di variante in 100 giorni e di produrne 4 miliardi di dosi in solo un anno. Incredibile davvero quest'azienda farmaceutica! Che altruismo, che amore per il mondo intero! 

Ma questa splendida e tempestiva promessa della casa farmaceutica non sta servendo affatto a placare  e a calmare i mercati e le borse, come mai?

Le borse, nonostante le promesse di Pfizer, non sembrano reagire positivamente

Le promesse del vaccino pronto in cento giorni non ha avuto alcun effetto positivo sulle borse, come mai?

Prima di tutto perché ci sarebbero comunque cento giorni o forse più senza copertura dalla nuova variante e cosa potrebbe succedere? Dio solo lo sa.

E la seconda ragione è che se pur ci fosse un vaccino valido contro Omicron, di lì a poco potrebbe nascere una nuova variante. I virus mutano e rincorrerli, come ha detto qualcuno più saggio di noi, è da folli. Non si combatte così una pandemia virale, bensì avendo una cura a disposizione che permetta al virus, anche se muta, di non fare danni. Solo così si creerebbe fiducia anche sui mercati. 

Le borse non possono in nessun modo permettersi di tornare al punto zero con l’emersione di una nuova variante

Agli investitori non importa ragionare in modo razionale sul fatto che sia troppo presto per fare previsioni pessimistiche sulla nuova variante sudafricana, quello che agli investitori importa è L'INCERTEZZA, con l'incertezza i mercati calano, basta uno scenario di catastrofe per far calare tutto.

Anche solo l'eventualità di nuovi “lockdown”, restrizioni, ma anche semplicemente la paura che potrebbe cogliere di nuovo i consumatori, sono cancro per i mercati e per le piccole e medie imprese industriali. 

Fino a qualche giorno fa le domande del mercato riguardavano l'inflazione, che si alzava inesorabilmente ma era un segnale che l'economia si stesse riprendendo dopo un periodo di crisi nera. Ora dopo la nuova variante, una riduzione della domanda farà diminuire ovviamente l'inflazione, esattamente come ad inizio pandemia, questo porterà un rallentamento nella crescita dei prezzi, inevitabilmente.

Ma questa è una soluzione del breve periodo, nel medio e lungo periodo le prospettive economiche e finanziarie, invece, sono alquanto nebulose.  

La mancanza di previsioni certe e positive, la presenza della nuova variante, mette in crisi tutto il sistema produttivo

Il sistema produttivo rischia di andare di nuovo in crisi, le aziende si rendono conto di non poter fare previsioni minimamente attendibili su come andrà il prossimo futuro, mentre le banche centrali continuano a stampare moneta, rimpinguando la liquidità, ma rischiando di avere di conseguenza un'inflazione incontrollabile.

Si riproporrebbe la situazione dell'ultimo anno, che sarebbe peggiore di quello che ci si aspetta: ci si ritrova, dopo un brevissimo periodo di respiro, con un problema più grande di prima. 

La nuova varianti e le prossime a venire, avranno sempre terribili conseguenze sociali ed economiche, in cui "questa nuova normalità", che evidentemente piace solo a chi la impone perché espande a dismisura il suo potere, penalizza in maniera incontrovertibile il ceto medio e i risparmiatori e questo, senza dubbio, provoca problemi reali al risparmio, agli investimenti e all'economia globale.  

Il mercato ha tentato di avere fiducia in questa nuova normalità, ma sarà difficile che questa fiducia si concretizzi davvero se lo scenario di questa nuova variante sudafricana dovesse concretizzarsi con una sua diffusione e ulteriori restrizioni. 

Lo Stato in ogni paese sta avendo un ruolo troppo principale e lo schema di sopprimere la domanda dando la colpa alle nuove varianti, resta un problema serio, concreto, reale e pericoloso. 

Se gli stati cosiddetti democratici, dovessero ancora di più restringere le libertà personali dell'uomo e non prendersi la responsabilità degli errori commessi, si scivolerà inesorabilmente verso un modello cinese che di democratico non ha davvero nulla. 

Un chiarimento importante sulla variante Omicron

Graeme Codrington Relatore, Esperto sul Futuro del Lavoro a TomorrowToday Global ha dichiarato senza peli sulla lingua:

"Ancora una volta i media di tutto il mondo riportano: “Il Sud Africa ha una nuova variante C0V1D" come se la variante fosse iniziata qui e ci stesse infettando tutti.

Io posso affermare questo: il Sudafrica ha una delle infrastrutture di studio per malattie infettive più sofisticate e avanzate del pianeta. Alcuni dei leader mondiali in epidemiologia lavorano in Sud Africa. Abbiamo dovuto sviluppare queste capacità per affrontare la tubercolosi e l'AIDS e altre malattie infettive che devastano il nostro continente.

Non mi sorprende affatto che il nostro sistema medico sia stato il primo nel mondo ad identificare nuove varianti di C0V1D. Non è senz'altro una sorpresa che abbiamo guidato il mondo nelle sperimentazioni cliniche dei vaccini.

Ciò che è una sorpresa è il modo in cui i giornalisti pigri e superficiali scrivono i loro titoli: "Nuova variante C0V1D in Sudafrica". 

No, questa nuova variante di C0V1D è stata già trovata in Nuova Zelanda, Inghilterra, Brasile, Francia, India, Indonesia, Filippine e altri luoghi. Gli scienziati sudafricani l’hanno isolata, sequenziata e capita prima di tutti".

È chiaro?