Massimiliano Schena, CIO di Symphonia SGR, ha così analizzato l'attuale scenario di mercato.

"Il recente flusso di dati macroeconomici conferma che l'attività economica globale è stata più resiliente del previsto nel primo trimestre e che l'attesa accelerazione della ripresa è finalmente cominciata ora che l'ondata invernale di contagi si sta ritirando dall'emisfero boreale. Grazie alle restrizioni sanitarie più mirate dell'inverno e al significativo impulso del maxi-stimolo pandemico USA da 1,9 trilioni US$, l'economia USA ha iniziato a prendere vigore già da marzo e la contrazione europea nel primo trimestre è stata modesta, mentre i dati relativi all'inizio del secondo trimestre sono complessivamente favorevoli sia sul fronte industriale che dei servizi. La riapertura delle economie Sviluppate, l'impulso fiscale USA e quello del Recovery Fund europeo e il reimpiego dell'eccesso di risparmio accumulato durante la pandemia supportano lo scenario di crescita globale ben al di sopra del potenziale per almeno il secondo e terzo trimestre, con la rotazione della leadership dalla Cina agli USA e Gran Bretagna prima, seguiti dall'Eurozona.

Come previsto, l'inflazione globale è rapidamente tornata al 2% già alla fine del primo trimestre guidata dalla base di calcolo depressa del 2020, al boom dei prezzi delle commodities e alla normalizzazione dell'attività economica dopo la fase più acuta della pandemia, che ora si estende ai servizi. Anche se la gran parte di questi effetti dovrebbe essere temporanea, la riluttanza dei policymakers a rimuovere anticipatamente lo stimolo di politica economica per non commettere l'errore dopo la crisi del 2008, può ancora aprire la strada ad un periodo di inflazione persistentemente elevata. Nel frattempo, la velocità relativa di uscita dalla pandemia guida un'elevata dispersione di politica monetaria tra i principali Paesi Sviluppati, con gli investitori che prezzano una rimozione generalmente rapida dello stimolo monetario a dispetto della comunicazione più accomodante delle Banche Centrali, in particolare di BCE e Fed.

Con il passaggio dall'euforia per le prospettive di crescita, che ha caratterizzato il primo trimestre, dopo la fase più acuta della pandemia verso l'accelerazione dell'attività economica reale iniziata con la primavera, i mercati finanziari stanno attraversando un importante cambio di fase e l'andamento all'inizio del secondo trimestre comincia a rifletterlo. La maggior parte degli asset rischiosi si trova a livelli prossimi a quelli pre-pandemia o ben superiori e le valutazioni sono generalmente poco attraenti se confrontate all'esperienza storica in uscita da una recessione, con alcuni asset dei Paesi Emergenti quali principali eccezioni. Inoltre, il consenso si è riposizionato su livelli elevati per i dati macroeconomici e la risposta dei mercati alle ampie sorprese positive dall'ultima stagione di utili trimestrali è stata inusualmente modesta. Questi segnali di cautela si scontrano tuttavia con ancora diversi mesi di dati macroeconomici particolarmente elevati ed un ritmo di crescita economica ben superiore al potenziale per gran parte del resto dell'anno, unitamente alla cautela delle Banche Centrali nella rimozione dello stimolo monetario ed al massiccio stimolo fiscale".

(GD - www.ftaonline.com)