La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana e del mese di aprile in forte ribasso. Il Dow Jones ha perso il 2,77%, l'S&P 500 il 3,63% ed il Nasdaq Composite il 4,17%. Wall Street penalizzata dal tonfo di Amazon (-14,05%) e Intel (-6,94%).
Il colosso dell'e-commerce ha comunicato per il primo trimestre perdite nette per 3,84 miliardi di dollari, contro gli 8,11 miliardi di utile di un anno prima. Il rosso monstre è stato causato dalla minusvalenza sull'investimento in Rivian Automotive, il cui titolo ha perso quasi il 70% nel 2022 al Nasdaq. Al netto di Rivian, i profitti sarebbero stati intorno a circa 4 miliardi, contro i 4,47 miliardi attesi dagli analisti. E l'utile operativo, che ovviamente non prende in considerazione gli investimenti azionari, è crollato da 8,86 a 3,67 miliardi, contro i 5,32 miliardi del consensus di FactSet. I ricavi sono tuttavia saliti da 108,52 a 116,44 miliardi, contro i 116,45 miliardi stimati dal mercato.
Intel ha comunicato risultati relativi al primo trimestre segnati da profitti netti in progresso da 3,36 miliardi di dollari, pari a 82 centesimi per azione, a 8,11 miliardi, e 1,98 dollari. Su base rettificata l'eps è però sceso da 1,34 a 87 centesimi, comunque sopra agli 81 centesimi del consensus di Refinitiv. Nei tre mesi i ricavi sono calati da 19,67 a 18,36 miliardi di dollari, contro i 18,31 miliardi stimati dagli analisti. A deprimere il titolo è la debole guidance: il colosso dei chip si attende infatti per l'attuale periodo un eps rettificato di 70 centesimi contro gli 80 centesimi del consensus di FactSet.
Tra gli altri titoli in evidenza Apple -3,66%. Il gruppo di Cupertino ha registrato un nuovo record di ricavi. Nel secondo trimestre dell'anno fiscale 2022 Apple ha registrato ricavi in crescita da 89,6 a 97,3 miliardi di dollari, contro i 94,0 miliardi del consensus di FactSet. I ricavi generati dal solo iPhone sono passati da 47,9 a 50,6 miliardi, anche in questo caso ampiamente sopra ai 48,4 miliardi stimati dagli analisti. I profitti netti sono cresciuti da 23,63 miliardi, pari a 1,40 dollari per azione, a 25,01 miliardi, e 1,52 dollari, contro gli 1,42 dollari del consensus di FactSet. Ma la crisi della supply chain spaventa anche Apple che dichiara di attendersi dai problemi alle forniture globali un impatto compreso tra 4 e 8 miliardi di dollari nell'attuale trimestre, "significativamente più grande" rispetto a quello del periodo chiuso lo scorso 26 marzo, ha ammesso il chief financial officer Luca Maestri.
Sul fronte macroeconomico il Dipartimento del Commercio ha reso noto che l'Indice dei Prezzi di spesa per consumi ha fatto registrare una crescita del 5,2% a marzo su base annuale. Il dato è inferiore alle attese degli analisti pari a +5,3% ed alla precedente rilevazione di febbraio, anch'essa pari a +5,3%. L'Indice dei prezzi delle spese personali principali di marzo è risultato in crescita dello 0,3% su base mensile, in linea con le attese degli analisti.
L'Indice dei Prezzi di Spesa Personale (PCE) di marzo ha fatto registrare una crescita dello 0,9% su base mensile. Il dato è superiore alle attese degli analisti pari a +0,5% ed alla precedente rilevazione di febbraio, anch'essa pari a +0,5%. Su base annuale l'indice dei prezzi PCE si è attestato a +6,6% a fronte della precedente rilevazione pari a +6,3%. L'indice del costo del lavoro è cresciuto nel primo trimestre dell'1,4% rispetto al trimestre precedente. Il dato è superiore alle attese degli analisti (consensus +1,1%). Nel trimestre precedente l'indice era aumentato dell'1,0%.
Secondo quanto comunicato dall'Institute for Supply Management (Ism, confederazione Usa delle aziende attive nel procurement), in aprile il Chicago Business Barometer, noto anche come Chicago Purchasing Managers' Index (Chicago Pmi), è sceso a 58,5 punti dai 62,9 punti di marzo (56,3 punti in febbraio), ampiamente sotto ai 62,0 punti del consensus di Dow Jones Newswires e The Wall Street Journal.
L'indice della fiducia dei consumatori, secondo quanto comunicato dalla University of Michigan, è salito nel mese di aprile a 65,2 punti dai 59,4 punti di marzo (62,8 punti in febbraio), contro i 65,7 punti della lettura preliminare. L'indice relativo alle aspettative dei consumatori è invece cresciuto a 62,5 punti dai 54,3 punti precedenti (59,4 punti in febbraio), contro i 64,1 punti del dato flash comunicato a metà mese.
Negativo il bilancio del mese di aprile; il Dow Jones ha perso il 4,91%, l'S&P 500 l'8,80% ed il Nasdaq Composite il 13,26%.

(RV - www.ftaonline.com)