Volatilità e volumi ridotti per il Ftse Mib in avvio di ottava: la chiusura per festività della borsa Usa ha condizionato l'andamento dell'intera seduta. I prezzi si sono mantenuti all'interno dell'intervallo percorso venerdì, tra i 27422 e i 27737 punti (lunedì tra 27574 e 27705). Il quadro grafico è sostanzialmente invariato e resta delicato dopo la fallita rottura, nella settimana terminata il 7 gennaio, della resistenza offerta a 27969 punti dal massimo di novembre. L'indice è a un passo da un appuntamento chiave, il test a 28350 del 50% di ritracciamento del ribasso dai massimi di maggio 2007. Il superamento di questo ostacolo sarebbe una importante conferma della volontà del mercato di continuare a crescere, l'obiettivo successivo si collocherebbe infatti sui 32000 punti (61,8% di ritracciamento, livello successivo al 50% nella scala di Fibonacci). Fino a che area 28350 non sarà alle spalle non si potrà escludere il rischio che il rialzo in atto da inizio 2020 abbia raggiunto il suo culmine e che dai livelli attuali possa realizzarsi una inversione in senso ribassista. Una chiusura di ottava al di sotto di 27270, media mobile esponenziale a 5 settimane, sarebbe un primo indizio preoccupante che se confermata da discese sotto 27170, top del 7 dicembre, potrebbe anticipare il test di 26246, base del gap del 21 dicembre. Solo la violazione del minimo di fine novembre a 25518 punti sarebbe comunque da considerare un vero e proprio segnale di inversione al ribasso.

(AM)