La Borsa di New York ha chiuso la seduta in ribasso, dopo il sell-off di mercoledì, ancora penalizzata dai timori sull'inflazione e dai possibili impatti sull'economia. Il Dow Jones ha perso lo 0,75%, l'S&P 500 lo 0,58% ed il Nasdaq Composite lo 0,26%.
Tra i titoli in evidenza Cisco Systems -13,73%. Il colosso delle infrastrutture di rete ha rivisto al ribasso la guidance. Revisione dovuta "al 100%" ai problemi di supply chain. "Non avevamo un piano per la chiusura di un Paese", ha ammesso il chief executive e chairman Chuck Robbins, riferendosi al fatto che l'intero terzo trimestre di Cisco, terminato lo scorso 30 aprile, sia stato condizionato dal blocco della supply chain globale causato dalle restrizioni imposte in Cina (oltre che, ovviamente, dalla guerra in Ucraina, costata 200 milioni di dollari finora). Nei tre mesi Cisco ha registrato profitti netti in crescita da 2,86 miliardi di dollari, pari a 68 centesimi per azione, a 3,04 miliardi, e 73 centesimi. Su base rettificata l'eps è salito da 83 a 87 centesimi, in linea con il consensus di FactSet. I ricavi sono invece aumentati marginalmente da 12,80 a 12,83 miliardi, contro i 13,37 miliardi stimati dagli analisti. Cisco per l'attuale trimestre prevede ricavi compresti tra 12,1 e 12,7 miliardi, contro i 13,9 miliardi del consensus di FactSet.
Under Armour -11,97%. Il gruppo dello sportswear ha comunicato la prossima uscita del chief executive e president Patrik Frisk. A inizio giugno gli subentrerà il chief operating officer Colin Browne ma solo su base temporanea, in attesa di individuare il successore.
Tra i titoli a maggiore capitalizzazione da segnalare il calo di Apple (-2,46%).
Sul fronte macroeconomico le nuove richieste di sussidi di disoccupazione, secondo quanto comunicato dallo U.S. Deparment of Labor (il ministero del Lavoro di Washington), sono salite nella settimana chiusa il 14 maggio a 218.000 unità dalle 197.000 della lettura finale relativa alla precedente settimana e contro le 200.000 del consensus di Dow Jones Newswires e The Wall Street Journal.
Il Philadelphia Fed Manufacturing Index, secondo quanto comunicato dalla Federal Reserve Bank of Philadelphia, è calato nel mese di maggio a 2,6 punti dai 17,6 punti di aprile (27,4 punti in marzo), contro i 15,0 punti del consensus di Dow Jones Newswires e The Wall Street Journal. L'indice misura l'attività economica nella regione Usa di Philadelphia attraverso un sondaggio condotto tra circa 250 aziende manifatturiere.
Le vendite di abitazioni esistenti, secondo quanto comunicato dalla National Association of Realtors (Nar, confederazione del settore immobiliare), sono calate nel mese di aprile del 2,4% sequenziale, contro il declino del 3,0% della lettura finale di marzo (8,6% il crollo di febbraio), attestandosi a 5,61 milioni di unità contro i 5,64 milioni del consensus di Dow Jones Newswires e The Wall Street Journal.
L'indice anticipatore, secondo quanto comunicato dal Conference Board, è calato ad aprile dello 0,3% mensile, contro il precedente rialzo dello 0,1% (0,6% in febbraio) e la lettura invariata del consensus di Dow Jones Newswires e The Wall Street Journal. L'indice, variabile predittiva che anticipa di circa sette mesi i punti di svolta del ciclo economico, si è attestato lo scorso mese a 119,2 punti.

(RV - www.ftaonline.com)