Dopo la seduta contrastata dell'Asia e quella in decisa frenata dell'Europa, la settimana inizia a due velocità per Wall Street, che era rimasta chiusa lunedì per il lungo weekend dell'Independence Day (il 4 luglio quest'anno è caduto di domenica). Il Dow Jones Industrial Average (peggiore dei tre principali indici newyorkesi martedì) perde lo 0,60% (208,98 punti) attestandosi a 34.577,37 punti. Flessione dello 0,20% per l'S&P 500 (8,8 punti) a 4.343,54 punti, mentre il Nasdaq guadagna lo 0,17% (24,32 punti), sui nuovi massimi di 14.663,64 punti. A spingere i mercati al ribasso sono stati soprattutto i settori finanziario ed energetico. Degli undici sottoindici che compongono l'S&P 500, Financials ha segnato una contrazione dell'1,55% (2,60% il declino del solo settore bancario), in scia al calo del rendimento degli U.S. Treasury decennali sui minimi dal 24 febbraio scorso.

Il petrolio è in arretramento dopo avere toccato i massimi dal 2014 a causa dello stallo imposto dagli Emirati Arabi Uniti ai negoziati sulle quote di produzione dell'Opec+ (che unisce l'Organization of the Petroleum Exporting Countries e i suoi alleati). E l'Energy, con un crollo del 3,20% è stato il peggiore dei sottoindici dell'S&P 500). Sul fronte macroeconomico, l'Institute for Supply Management ha comunicato che l'indice Pmi dei servizi (Ism) è sceso in giugno a 60,1 punti dai 64,0 punti di maggio. "Il calo dell'Ism dei servizi in giugno suggerisce che deficit di offerta e aumento dei prezzi stanno diventando un ostacolo crescente all'attività economica ma anche alle assunzioni", ha sottolineato Michael Pearce, economista di Capital Economics.

Tra i singoli titoli, protagonista assoluto di giornata è stata Amazon.com, in rally del 4,69% (migliore performance sia per l'S&P 500 che per il Nasdaq), dopo avere già guadagnato il 2,30% venerdì. Il rialzo più netto dallo scorso 4 novembre (giorno delle presidenziali Usa) è arrivato per il colosso di Seattle parallelamente all'entrata in carica di Andy Jassy, diventato chief executive al posto del fondatore Jeff Bezos. A sostenere la performance, però, è stata soprattutto una notizia in arrivo dal Pentagono. Il Joint Enterprise Defense Infrastructure (Jedi) è stato cancellato "a causa dell'evoluzione dei requisiti, della maggiore conoscenza del cloud e dei progressi del settore". Si tratta della megacommessa da 10 miliardi di dollari per l'infrastruttura cloud della Difesa Usa. Commessa vinta nel 2019 da Microsoft e che Amazon da allora ha cercato di fare annullare. Tutto da rifare, quindi, e Amazon torna in corsa al Pentagono per il Joint Warfighter Cloud Capability, che rimpiazza il Jedi. American Express ha chiuso in rialzo dello 0,64% al Nyse su nuovi massimi assoluti, dopo che Ryan Nash, analista di Goldman Sachs, ha migliorato da neutral a buy il giudizio sul titolo, con target price a 225 dollari (169.56 dollari la chiusura di martedì).

(RR - www.ftaonline.com)