La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana in deciso rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato l'1,47%, l'S&P 500 il 2,39% ed il Nasdaq Composite il 3,82%.
Gli investitori sembrano avere metabolizzato i timori sul perdurare di un'elevata inflazione e danno fiducia alla stretta monetaria della Federal Reserve (Fed). Jerome Powell, fresco di nomina per un secondo mandato, giovedì ha ricordato che la stabilità dei prezzi è "fondamento" dell'economia. Il chairman della Fed ha ammesso che la battaglia dell'istituto centrale di Washington per controllare l'inflazione "comporterà un po' di dolore" quando si sentirà l'impatto di tassi d'interesse più elevati ma ha sottolineato che il risultato peggiore sarebbe se i prezzi continuassero a crescere.
Tra i titoli in evidenza Affirm Holdings +31,43%. La fintech di San Francisco, specializzata nell'emergente segmento del buy-now, pay-later (Bnpl), ha comunicato per il terzo trimestre del suo esercizio perdite nette ridottesi da 287 milioni, pari a 1,23 dollari, a 55 milioni, e 19 centesimi, contro i 46 centesimi del consensus di FactSet. I ricavi sono saliti da 231 a 355 milioni, contro i 344 milioni stimati dagli analisti. Il gross merchandise volume è rimbalzato del 73% annuo a 3,90 miliardi, contro i 3,85 miliardi del consensus di FactSet.
Twitter -9,72%. Elon Musk ha annunciato di aver sospeso temporaneamente l'accordo per l'acquisto del social media per 44 miliardi di dollari. In corso una revisione sul calcolo degli utenti "falsi". Il fondatore di Tesla ha però precisato di essere ancora impegnato nell'operazione.
Robinhood Markets +24,88%. Sam Bankman-Fried, fondatore e CEO di FTX, ha acquistato il 7,6% della società che gestisce la piattaforma di trading.
Sul fronte macroeconomico i prezzi all'export, secondo quanto comunicato dallo U.S. Bureau Of Labor Statistics (Bls, ente statistico alle dipendenze del ministero del Lavoro di Washington), sono saliti nel mese di aprile del 18,0% annuo, contro il 18,8% di marzo. Su base sequenziale la lettura è per una crescita dello 0,6% contro il 4,1% della lettura finale di marzo (3,0% in febbraio) e lo 0,7% stimato dagli economisti. I prezzi all'import sono invece aumentati del 12,0% annuo, contro il 12,5% precedente. Su base mensile la lettura è stata invariata contro il rialzo del 2,9% di marzo (1,6% in febbraio) e lo 0,6% del consensus di Dow Jones Newswires e The Wall Street Journal.
L'indice della fiducia dei consumatori, secondo quanto comunicato su base preliminare dalla University of Michigan, è calato a maggio a 59,1 punti dai 65,2 punti della lettura finale di aprile (59,4 punti in marzo), contro i 64,1 punti del consensus di Dow Jones Newswires e The Wall Street Journal. L'indice relativo alle aspettative dei consumatori Usa è invece sceso a 56,3 punti dai 62,5 punti precedenti (54,3 punti in marzo), contro i 63,0 punti stimati dagli economisti.
Nell'arco della settimana il Dow Jones ha perso il 2,14%, l'S&P 500 il 2,41% ed il Nasdaq Composite il 2,80%. Per il Dow Jones si tratta della settima settimana di fila con il segno meno (sesta per S&P 500 e Nasdaq).

(RV - www.ftaonline.com)