L'ultima seduta della settimana dovrebbe avviarsi con segno meno per Piazza Affari e le Borse europee, in scia all'acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Cina. Questa mattina i listini asiatici hanno imboccato la via dei ribassi guidati da Hong Kong, dopo che il governo centrale di Pechino ha fatto sapere di un disegno di legge che potrebbe limitare le attività di protesta nell'ex colonia britannica, dopo gli scontri dell'anno scorso. Oggi prende il via in Cina la sessione annuale dell'Assemblea nazionale del popolo, da cui dovrebbero emergere indicazioni sulle future linee politiche ed economiche del paese. Secondo Bloomberg, Pechino avrebbe preso la decisione di non stabilire nessun target di crescita del Pil per il 2020, sulla scia della pandemia del coronavirus, i cui effetti economici rendono ancora difficile fare previsioni. Nel 2019, il target stilato prevedeva un tasso di crescita compreso tra il 6 -6,5%, che è stato centrato con una espansione pari a +6,1%. Pechino agirà per mantenere il valore dello yuan stabile, aggiusterà gli strumenti di politica monetaria per andare incontro alle necessità dell'economia, ricorrerà all'utilizzo di strumenti innovativi per finanziare l'economia reale e punterà a un'offerta di moneta significativamente più alta di quella dello scorso anno.

APPUNTAMENTI ECONOMICI

Pochi gli spunti macro previsti oggi, dopo i dati giunti dall'Asia. Si segnala l'appuntamento con la Bce che pubblicherà i verbali della riunione di aprile, mentre l'Ecofin si riunirà in videoconferenza. Si anticipa che lunedì Wall Street rimarrà chiusa per festività.