I principali indici di Borsa a livello globale hanno registrato sedute con segni misti. A pesare sul sentiment degli investitori sono state principalmente le dichiarazioni del Presidente russo Vladimir Putin, che ha ordinato la mobilitazione parziale della popolazione del Paese. Secondo il Ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, l’operazione dovrebbe aggiungere al confitto contro l’Ucraina 300mila militari. Questo annuncio ha spinto al rialzo le quotazioni di gas e petrolio, con i timori in crescita di ulteriori problematiche alle catene di approvvigionamento dell’energia. Sul fronte delle Banche centrali ieri sera si è tenuta la riunione della Fed. Nel meeting di ieri, l’istituto centrale statunitense ha alzato nuovamente i tassi di interesse di 75 punti base. Oltre a questo, dal dot-plot è emerso come l’istituto non si attenda nessun taglio del costo del denaro fino al 2024. Per le previsioni inoltre, i tassi di interesse arriveranno al 4,4% entro quest’anno e al 4,6% entro il 2023. La Banca centrale statunitense ha tagliato le stime di crescita allo 0,2% per il 2022 e all’1,2% nel 2023. In questo quadro, l’inflazione PCE dovrebbe attestarsi al 5,4% nel 2022, al 2,8% nel 2023 e al 2,3% nel 2024. Sempre rimanendo in tema Banche centrali, oggi i riflettori sono puntati sul meeting della Bank of England. Gli analisti sono divisi tra chi ritiene che la BoE aumenterà il costo del denaro di 50 punti base e chi sostiene invece che l’incremento sarà dello 0,75%. Intanto, la Germania ha comunicato che acquisterà una quota del 99% del colosso dell’import di gas Uniper con 8 miliardi di euro.

I market mover

Nella giornata odierna gli operatori dei mercati finaziari saranno concentrati su alcuni dati macroeconomici di rilievo per l’Eurozona e gli Stati Uniti e sulla riunione di politica monetaria della Bank of England. Per l’Eurozona si attende la fiducia dei consumatori (settembre) e il bollettino mensile della BCE. Per gli USA si attendono le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, Leading Index elaborato dal Conference Board (agosto) e gli indici manifatturiero e composito della Fed di Kansas City (settembre).