Nella scorsa settimana è prevalsa la cautela sui principali listini azionari mondiali con variazioni contenute, per via del flusso di trimestrali. Anche in Italia la stagione delle trimestrali è entrata nel vivo con i big bancari di Piazza Affari. Prima fra tutte Intesa Sanpaolo, è stata poi la volta di Finecobank, Banco BPM, UniCredit e Mediobanca tra le più importanti. 

Ottava nel complesso negativa per il Ftse Mib appesantito anche dalla conferma del Fondo monetario internazionale sul taglio delle stime del Pil italiano. L'istituto di Washington, in linea con il dato pubblicato nell'aggiornamento al World economic outlook dello scorso 21 gennaio, prevede un Pil in crescita dello 0,6% per quest'anno e dello 0 e 9% per il 2020. 

Doccia fredda anche dalla Commissione europea che ha tagliato allo 0,2% la stima di crescita dell'Italia per il 2019, una sforbiciata rispetto al +1 e 2% della sua ultima previsione sul PIL e al +1% indicata dal Governo. Un dato che tiene in considerazione anche gli effetti della manovra varata a dicembre.

Sale intanto l’attesa per nuovi sviluppi sul fronte commerciale in vista dell’incontro tra USA e Cina di questa settimana. Secondo alcune voci, le due delegazioni si incontreranno a Pechino, mentre a fine febbraio si terrà un incontro in Vietnam tra i due Presidenti Donald Trump e Xi Jinping. 

Questo clima di prudenza ha intensificato il trading in certificati. Tra i più scambiati troviamo lo Step-down Cash Collect su Intesa Sanpaolo con un volume di scambio di circa 630 mila euro e 79 contratti. Il certificato, con ISIN NL0013142763, ha un prezzo di emissione di 100 euro e consente di ottenere un premio mensile di 1,35 euro anche nel caso in cui l’azione sottostante abbia perso terreno, ma la sua quotazione sia superiore o pari al livello barriera (posta in questo caso al 70% del valore iniziale). La scadenza è fissata il 14 dicembre 2021.