Nelle prime sedute di giugno è tornato un parziale ottimismo sui mercati grazie alle speranze di una mossa espansiva da parte della Federal Reserve. Il presidente della Fed di St. Louis, James Bullard, ha detto che presto un taglio dei tassi potrebbe essere giustificato. Il presidente della Fed, Jerome Powell, si è limitato a dire che la banca centrale monitora da vicino le implicazioni della disputa sul commercio internazionale su mercati e crescita economica. 

Sul fronte guerra commerciale, l’intenzione di Trump sembra quella di portare la guerra dei dazi al livello globale. Oltre alla Cina e alle minacce all’Europa ora anche l’India, non più considerata come Paese emergente, è entrata nel mirino del presidente USA. Per quanto riguarda la Cina, Trump ha affermato che una decisione sui dazi al Paese del Dragone verrà presa dopo il G20 di fine giugno, mentre sui dazi al Messico il tycoon starebbe considerando, in caso di ulteriori progressi nei colloqui, la possibilità di posticipare la partenza prevista il 10 giugno. 

Nell’ultima riunione del 6 giugno, la Bce ha deciso di mantenere i tassi d'interesse agli attuali minimi record almeno fino alla prima metà del 2020. La banca centrale ha inoltre rivisto al rialzo le proiezioni sulla crescita del PIL e dell’inflazione dell’Eurozona relative al 2019, rivedendo però al ribasso l’outlook di entrambi i dati relativi al 2020. Per quanto riguarda l’Italia, la Commissione europea ha raccomandato al Consiglio europeo di avviare una procedura di infrazione contro il paese per debito eccessivo.

In tale scenario, i trader hanno preferito operazioni di breve, tramite l’uso di prodotti a leva prevalentemente su commodity e indici azionari. Il certificato più scambiato è stato il Mini Short sul petrolio WTI Future con 268 contratti e quasi 3 milioni di euro di controvalore. Il certificato, con ISIN NL0013310048, mostra una leva di 2,3 volte e distanza dal Knock Out circa del 38,4%. La scadenza è il 19 dicembre 2025.